Presentazioni fiorentine a cura di Paolo Mugnai

Con la consueta preparazione e oratoria, il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha raccontato il suo ultimo libro, Pietro Leopoldo, Il granduca delle riforme (Giunti Editore) alla libreria cinema Giunti Odeon.

Più che una presentazione, è stata una sorta di lezione con cui Giani ha interessato e appassionato il pubblico. Dopo avere rimarcato l’importanza di Cosimo I dei Medici in quanto fondatore della Toscana diventata Stato, un granducato, Giani ha tracciato la figura di Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena.
“Lascia l’impronta del Granduca delle riforme, perché prende una regione in crisi e dall’anonimato la trasforma in un modello, in un laboratorio riferimento per tutta l’Europa”.

Il 12 settembre 1765 Pietro Leopoldo varca Porta San Gallo entrando a Firenze. Ha 18 anni e, forte della formazione ricevuta alla corte di Vienna, governerà la Toscana con autorevolezza per un quarto di secolo, lasciandola solo per il ruolo dell’uomo allora più potente d’Europa ovvero di imperatore d’Austria Ungheria, con il nome di Leopoldo II, esercitato fino alla prematura scomparsa per una febbre nel 1792 a 45 anni di età. 

Conoscere per decidere era il suo motto”, prosegue Giani. “Conoscere la Toscana, viverla. Bisogna avere un rapporto diretto con le cose e le persone”.

Il Granduca delle riforme, di cui se ne beneficia ancora oggi.
“Ha avuto una visione lunga, ha applicato le idee dell’illuminismo ad atti di governo. Ha riformato la scuola, gli enti locali, la sanità e fu il primo sovrano a vaccinarsi dando l’esempio, l’economia con le bonifiche e la libertà di commercio. Con lui ci saranno anche la mezzadria, che consentirà alle masse popolari di affrancarsi, e la prima camera di commercio d’Europa. Sarà Pietro Leopoldo a concepire gli Uffizi come la Real Galleria degli Uffizi, per esporre le opere d’arte”.

Tanti spunti e novità in quei venticinque anni, ma la sua disposizione più rilevante avviene il 30 novembre 1786 con l’abolizione della tortura e della pena di morte.

“È il primo stato al mondo e noi oggi festeggiamo il 30 novembre la festa della Toscana. Pietro Leopoldo concepisce che nessuno ha il diritto di uccidere, di sacrificare il bene più prezioso ovvero la vita”. Sono passati 260 anni dal 1765, quando il giovanissimo Pietro Leopoldo arrivò a Firenze e “se la Toscana è oggi quella che è, una delle regioni più attrattive in Europa e nel mondo, lo deve soprattutto a lui e a Cosimo I”. 
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