In un pomeriggio di primavera del 1995 a Gary in Indiana una ragazzina nera di 15 anni, Paula Cooper, uccise con più di trenta coltellate un’anziana catechista bianca di 78 anni, Ruth Pelke, durante un violento tentativo di furto. Il procuratore della Contea di Lake chiese la pena di morte per Paula nonostante la sua giovanissima età. Quel fatto di cronaca scosse le coscienze in tutto il mondo giungendo fino in Vaticano e milioni di persone firmarono una petizione a favore di Paula con l’obiettivo di porre fine alla pena di morte per gli adolescenti.
Da questa storia vera la newyorchese Alex Mar ha tratto un libro, “Settanta volte sette” (Il Pellegrino Edizioni, traduzione di Augusto Monacelli), ma “più che il crimine, mi ha interessato la relazione creatasi tra Paula e Bill”, spiega l’autrice alla presentazione del volume alla Libreria Claudiana. Bill era il nipote della vittima e perdonò la giovane assassina della nonna. Andando contro la volontà della sua famiglia e degli amici, Bill chiese di risparmiare la vita a Paula. Le tese la mano fino a offrirle la sua amicizia e nacque così una corrispondenza epistolare, analizzata da Alex Mar insieme a molti altri documenti e a una serie di interviste a familiari e amici delle persone interessate in questa drammatica vicenda.
“Gesù ha detto di perdonare fino a settanta volte sette e io sapevo che perdonare era la cosa giusta da fare”, dice Bill citando la Bibbia e dando così senza saperlo il titolo più giusto a questo libro, con il sottotitolo “Quanto siamo disposti a perdonare?”, che parla di sopravvivenza, crescita, cambiamento di Paula e Bill. Paula Cooper, cresciuta in un contesto familiare violento, fu la prima adolescente rinchiusa nel braccio della morte e sarebbe diventata la vittima più giovane della storia degli Stati Uniti se non fosse stata salvata dalla sedia elettrica. Cambierà, ma non riuscirà a perdonare se stessa. Bill, operaio in un’acciaieria e soldato in Vietnam, appassionato di teologia, si interrogò a fondo prima di impegnarsi in una campagna internazionale contro la pena di morte, seguendo l’evangelico perdono senza limiti.
Come nasce questo libro? “Stavo facendo delle ricerche sui crimini violenti commessi dalle donne. Mi sono imbattuta nella storia di Paula: la brutalità, la condanna a morte in giovane età, e Bill, l’uomo che aveva scelto di perdonarla. Volevo capire perché, cosa porta a perdonare?”.
Da questa storia vera la newyorchese Alex Mar ha tratto un libro, “Settanta volte sette” (Il Pellegrino Edizioni, traduzione di Augusto Monacelli), ma “più che il crimine, mi ha interessato la relazione creatasi tra Paula e Bill”, spiega l’autrice alla presentazione del volume alla Libreria Claudiana. Bill era il nipote della vittima e perdonò la giovane assassina della nonna. Andando contro la volontà della sua famiglia e degli amici, Bill chiese di risparmiare la vita a Paula. Le tese la mano fino a offrirle la sua amicizia e nacque così una corrispondenza epistolare, analizzata da Alex Mar insieme a molti altri documenti e a una serie di interviste a familiari e amici delle persone interessate in questa drammatica vicenda.
“Gesù ha detto di perdonare fino a settanta volte sette e io sapevo che perdonare era la cosa giusta da fare”, dice Bill citando la Bibbia e dando così senza saperlo il titolo più giusto a questo libro, con il sottotitolo “Quanto siamo disposti a perdonare?”, che parla di sopravvivenza, crescita, cambiamento di Paula e Bill. Paula Cooper, cresciuta in un contesto familiare violento, fu la prima adolescente rinchiusa nel braccio della morte e sarebbe diventata la vittima più giovane della storia degli Stati Uniti se non fosse stata salvata dalla sedia elettrica. Cambierà, ma non riuscirà a perdonare se stessa. Bill, operaio in un’acciaieria e soldato in Vietnam, appassionato di teologia, si interrogò a fondo prima di impegnarsi in una campagna internazionale contro la pena di morte, seguendo l’evangelico perdono senza limiti.
Come nasce questo libro? “Stavo facendo delle ricerche sui crimini violenti commessi dalle donne. Mi sono imbattuta nella storia di Paula: la brutalità, la condanna a morte in giovane età, e Bill, l’uomo che aveva scelto di perdonarla. Volevo capire perché, cosa porta a perdonare?”.
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