Dedicato “a tutti quelli che si sentono viaggiatori. E a tutti quelli che, magari leggendo questo libro, potrebbero diventarlo”. “Sì viaggiare” di Aldo Campostrini, acquistabile su Amazon, invita ai viaggi consapevoli e rispettosi delle tradizioni e delle popolazioni, cercando il più possibile l’integrazione con le realtà locali, “con l’atteggiamento dello studente e non del professore, che è la grande differenza che distingue un viaggiatore da un turista”.
Il libro è un diario di vita, dai primi viaggi con gli amici a quelli con la famiglia, da quelli autonomi a quelli con Avventure nel Mondo, per un totale di diciotto intercontinentali in ordine cronologico dal 1984 al 2024, con il mondo cambiato dall’avvento di internet e non solo. È un viaggio nei ricordi dell’autore, il sottotitolo è “Racconti, aneddoti e riflessioni”. Posti come Samui in Thailandia, dove, colpito nel 1986 dalla bellezza e
semplicità del luogo, per un certo periodo Campostrini pensò di trasferirsi
per aprire una gelateria.
Il “camino inka” dal lago Titicaca a Machu Picchu nel 1988: “Il Perù mi ha aperto il cuore e la mente”. Nel quartiere di Jesus Maria a Lima Campostrini entra per la prima volta in contatto con un mondo diverso dal nostro. Impressionato da Cuzco, l’ “ombelico del mondo”, ci tornerà nel 1995. Poi il Messico, il Brasile, in Amazzonia dove mangia i piranha appena pescati e assiste alla cattura dei coccodrilli, la meraviglia davanti alle Cascate di Iguazù.
In Cina con ANM, il formarsi di amicizie durature con i compagni di viaggio. L’India è un “cazzotto nello stomaco” tra magnificenza e degrado, lusso e povertà, spiritualità e crudeltà. In Africa il safari nella savana del Botswana con l’incontro ravvicinato con un elefante. La luna di miele in Nepal, “il Paese del sorriso” con Bishnu come guida, un ragazzo poi diventato amico negli anni in cui sarebbe venuto a lavorare in Corsica. In Patagonia lo spettacolo del ghiacciaio Perito Moreno. Poi gli Stati Uniti, il Canada, il Marocco. L’esperienza da Coordinatore di ANM a Istanbul e in Cappadocia, a Petra in Giordania, in Bolivia, in Sudafrica: “ogni nostro gruppo rappresenta una piccola comunità nomade, che ha scelto di condividere democraticamente un’esperienza intensa, un’avventura con persone appena conosciute”.
Che cosa è il viaggio?
“Per me è la maniera per confrontarmi con le altre culture, sempre considerando che sono ospite, quindi devo essere io ad adeguarmi al loro modo di vivere”. Si legge il libro e viene voglia di viaggiare con Campostrini.
Dove e quando il prossimo viaggio?
“In Brasile dal 22 agosto al 7 settembre”.
Il libro è un diario di vita, dai primi viaggi con gli amici a quelli con la famiglia, da quelli autonomi a quelli con Avventure nel Mondo, per un totale di diciotto intercontinentali in ordine cronologico dal 1984 al 2024, con il mondo cambiato dall’avvento di internet e non solo. È un viaggio nei ricordi dell’autore, il sottotitolo è “Racconti, aneddoti e riflessioni”. Posti come Samui in Thailandia, dove, colpito nel 1986 dalla bellezza e
semplicità del luogo, per un certo periodo Campostrini pensò di trasferirsi
per aprire una gelateria.
Il “camino inka” dal lago Titicaca a Machu Picchu nel 1988: “Il Perù mi ha aperto il cuore e la mente”. Nel quartiere di Jesus Maria a Lima Campostrini entra per la prima volta in contatto con un mondo diverso dal nostro. Impressionato da Cuzco, l’ “ombelico del mondo”, ci tornerà nel 1995. Poi il Messico, il Brasile, in Amazzonia dove mangia i piranha appena pescati e assiste alla cattura dei coccodrilli, la meraviglia davanti alle Cascate di Iguazù.
In Cina con ANM, il formarsi di amicizie durature con i compagni di viaggio. L’India è un “cazzotto nello stomaco” tra magnificenza e degrado, lusso e povertà, spiritualità e crudeltà. In Africa il safari nella savana del Botswana con l’incontro ravvicinato con un elefante. La luna di miele in Nepal, “il Paese del sorriso” con Bishnu come guida, un ragazzo poi diventato amico negli anni in cui sarebbe venuto a lavorare in Corsica. In Patagonia lo spettacolo del ghiacciaio Perito Moreno. Poi gli Stati Uniti, il Canada, il Marocco. L’esperienza da Coordinatore di ANM a Istanbul e in Cappadocia, a Petra in Giordania, in Bolivia, in Sudafrica: “ogni nostro gruppo rappresenta una piccola comunità nomade, che ha scelto di condividere democraticamente un’esperienza intensa, un’avventura con persone appena conosciute”.
Che cosa è il viaggio?
“Per me è la maniera per confrontarmi con le altre culture, sempre considerando che sono ospite, quindi devo essere io ad adeguarmi al loro modo di vivere”. Si legge il libro e viene voglia di viaggiare con Campostrini.
Dove e quando il prossimo viaggio?
“In Brasile dal 22 agosto al 7 settembre”.
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