Ci sono tanti nomi artisti toscani fra quelli che hanno sottoscritto l'appello lanciato verso il presidente della Regione Eugenio Giani per interromere ogni rapporto diplomatico con Israele: da Alessandro Benvenuti a Irene Grandi, Daniela Morozzi, Piero Pelù, David Riondino. E ancora, esponenti del mondo della cultuira, della chiesa o delle istituzioni come Beniamino Deidda, ex Procuratore generale della Repubblica di Firenze; Tomaso Montanari, rettore dell'Università per Stranieri di Siena; don Alessandro Santoro, prete della Comunità delle Piagge; don Andrea Bigalli parroco e storico referente regionale di Libera.
L'appello chiede di "interrompere ogni relazione economica politica, commerciale, accademica, sociale e culturale della Regione Toscana con lo Stato di Israele" affinché la Regione faccia "quanto è di sua competenza per interrompere qualunque fornitura di armi, tecnologie e servizi militari allo Stato di Israele che transitino da porti e aeroporti della Toscana". Firmato, un gruppo di "cittadini dolorosamente colpiti dalla complicità e dall'inerzia del governo italiano di fronte alla violazione dei più elementari diritti umani perpetrata a Gaza dallo Stato di Israele".
"Non le sfuggirà, signor Presidente - si legge nell'appello indirizzato a Giani - che le decisioni che Le chiediamo devono essere adottate con assoluta urgenza e che ogni ritardo corre il rischio di vedere Gaza completamente distrutta insieme ai suoi cittadini inermi. Un esito di cui dovremo vergognarci finché vivremo".
L'appello chiede di "interrompere ogni relazione economica politica, commerciale, accademica, sociale e culturale della Regione Toscana con lo Stato di Israele" affinché la Regione faccia "quanto è di sua competenza per interrompere qualunque fornitura di armi, tecnologie e servizi militari allo Stato di Israele che transitino da porti e aeroporti della Toscana". Firmato, un gruppo di "cittadini dolorosamente colpiti dalla complicità e dall'inerzia del governo italiano di fronte alla violazione dei più elementari diritti umani perpetrata a Gaza dallo Stato di Israele".
"Non le sfuggirà, signor Presidente - si legge nell'appello indirizzato a Giani - che le decisioni che Le chiediamo devono essere adottate con assoluta urgenza e che ogni ritardo corre il rischio di vedere Gaza completamente distrutta insieme ai suoi cittadini inermi. Un esito di cui dovremo vergognarci finché vivremo".
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