900 milioni, pari al 30% di tutti i fondi europei riservati alla Toscana, destinati allo sviluppo delle aree interne. E' uno dei risultati più significativi dell'attività di mandato della commissione del Consiglio regionale, il cui resoconto è stato illustrato oggi a Palazzo del Pegaso a Firenze.
"Abbiamo voluto fortemente che nascesse questa commissione istituzionale - ha detto il presidente dell'assemblea legislativa Antonio Mazzeo -. Avevamo un grande obiettivo: fare in modo che un bambino o una bambina che nasce sugli Appennini della nostra regione e nelle aree interne potesse avere gli stessi diritti, alla scuola, alla formazione, alla sanità, di un bambino o di una bambina che nasce nel centro della Toscana". Da quando si è insediata, nel gennaio 2021, la commissione aree interne ha svolto 82 sedute, ha presentato 22 proposte di risoluzione al Consiglio e tenuto 77 audizioni, sentendo 192 interlocutori.
"Abbiamo chiesto alla Giunta regionale, e ottenuto, di impegnare 900 milioni, il 30% di tutti i fondi europei riservati alla Toscana fino al 2027 - spiega il presidente della commissione Marco Niccolai -. Questo significa bandi dedicati, premialità per le imprese, i Comuni, le associazioni".
Ad esempio, sottolinea, "la legge sui custodi della montagna ci ha permesso di sostenere più di 450 imprese che operano e presidiano questi territori". E ancora, "l'intervento per le aree scoperte dal servizio di telefonia mobile, gli incentivi per i medici di famiglia dove non viene più svolto il servizio ambulatoriale e per quelli negli ospedali delle aree montane e più periferiche, gli interventi per le edicole e la filiera dell'informazione, primi in Italia a intervenire su questo segmento; l'attenzione ai temi della chiusura degli sportelli bancari, con l'istituzione dell'osservatorio".
"Un impegno a tutto campo - conclude - perché, secondo noi, le aree interne in Toscana non sono solo questioni da affrontare e criticità, ma offrono molte opportunità per tutti in termini di qualità della vita e sostenibilità ambientale".
"Abbiamo voluto fortemente che nascesse questa commissione istituzionale - ha detto il presidente dell'assemblea legislativa Antonio Mazzeo -. Avevamo un grande obiettivo: fare in modo che un bambino o una bambina che nasce sugli Appennini della nostra regione e nelle aree interne potesse avere gli stessi diritti, alla scuola, alla formazione, alla sanità, di un bambino o di una bambina che nasce nel centro della Toscana". Da quando si è insediata, nel gennaio 2021, la commissione aree interne ha svolto 82 sedute, ha presentato 22 proposte di risoluzione al Consiglio e tenuto 77 audizioni, sentendo 192 interlocutori.
"Abbiamo chiesto alla Giunta regionale, e ottenuto, di impegnare 900 milioni, il 30% di tutti i fondi europei riservati alla Toscana fino al 2027 - spiega il presidente della commissione Marco Niccolai -. Questo significa bandi dedicati, premialità per le imprese, i Comuni, le associazioni".
Ad esempio, sottolinea, "la legge sui custodi della montagna ci ha permesso di sostenere più di 450 imprese che operano e presidiano questi territori". E ancora, "l'intervento per le aree scoperte dal servizio di telefonia mobile, gli incentivi per i medici di famiglia dove non viene più svolto il servizio ambulatoriale e per quelli negli ospedali delle aree montane e più periferiche, gli interventi per le edicole e la filiera dell'informazione, primi in Italia a intervenire su questo segmento; l'attenzione ai temi della chiusura degli sportelli bancari, con l'istituzione dell'osservatorio".
"Un impegno a tutto campo - conclude - perché, secondo noi, le aree interne in Toscana non sono solo questioni da affrontare e criticità, ma offrono molte opportunità per tutti in termini di qualità della vita e sostenibilità ambientale".
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