Preoccupazione per il futuro dell'Agenzia regionale di sanità della Toscana

"L'Agenzia regionale di sanità della Toscana (Ars) a rischio chiusura o assorbimento da parte dell'assessorato alla Salute, cui prodest (a chi giova) ?" Se lo chiedono in una nota pubblica i lavoratori di Ars esprimendo "la loro preoccupazione" sull'ipotesi di chiusura dell'Agenzia regionale di sanità o del suo assorbimento da parte dell'assessorato alla Salute". Le conseguenze di tale decisione potrebbero "causare danni all'efficienza, efficacia e indipendenza delle valutazioni sanitarie in Toscana".
    
L'Ars, ricordano i dipendenti, "è uno strumento tecnico-operativo e di studio sia per la giunta che per il Consiglio regionale e offre supporto all'Organismo toscano di governo clinico", "per sua natura istitutiva ha un ruolo terzo ed autonomo", inoltre "l'agenzia porta avanti annualmente quasi 300 attività, per effettuare valutazioni sullo stato di salute dei cittadini, sulla qualità dei servizi sanitari e sugli esiti delle cure".

"La sua terzietà - ne concludono i dipendenti - è un evidente elemento di forza", "in questi anni di attività l'Ars ha interpretato al meglio il suo ruolo di terzietà nella valutazione di situazioni di criticità sul territorio regionale", "come sottolineato in molti recenti interventi da parte di professionisti del mondo sanitario e della ricerca, che in maniera spontanea hanno preso posizione a sostegno dell'agenzia".

     
Di contro, i lavoratori sostengono come possibili "le opportunità di un rafforzamento e definitivo rilancio del nostro ente" di cui ricordano i risultati "dal monitoraggio e valutazione delle attività territoriali e di prevenzione a quelle ospedaliere, al monitoraggio dell'antibiotico-resistenza, agli studi su ambiente e salute, ricerche su disuguaglianze, equità e inclusione, gravidanza e parto, malattie croniche e infettive, monitoraggio sulla longevità sana e invecchiamento della popolazione, farmacoepidemiologia e altre".

Tali risultati " vengono messi a disposizione di chi si occupa di programmazione dei servizi, decisori politici e cittadini secondo i principi fair (dati trovabili, accessibili, interoperabili, riutilizzabili), che caratterizzano il modello europeo dell'open science".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies