Nel 2023 ogni famiglia toscana ha speso 566 euro in più per la propria spesa alimentare, acquistando sostanzialmente gli stessi prodotti e nella medesima quantità. Questo nonostante un'inflazione annuale dei beni alimentari e delle bevande analcoliche del 9,6%. Secondo Coldiretti Toscana, nelle prime tre posizioni tra le province più care, dietro a Grosseto(+689 euro), ci sono Livorno (+654) e Siena (+636). Poi MassaCarrara (+601) e Pisa (+572), Pistoia (+566), Lucca (+560),Arezzo (+524) e in ultima posizione Firenze (+501).
Il 77% dei toscani, secondo l'analisi Coldiretti/Censis, ha preso l'abitudine di fare una lista ponderata degli acquisti da effettuare per mettere sotto controllo le spese d'impulso e d arginare così la dispersione di denaro per acquistare prodotti a saldo ma non necessari. Il 72% dei cittadini si reca e fa acquisti nei discount, mentre l'83% punta su prodotti in promozione.
L'inflazione "ha destabilizzato le economie di molti nuclei che hanno dovuto fare molte rinunce, cambiare abitudini e ingegnarsi per ridurre al minimo ogni spreco e ogni spesa superflua", sostiene Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana.
Secondo Cesani "gli effetti della discesa dell'inflazione alimentare, che è passata dal 12,2% di inizio anno al 4,4% del mese di dicembre, dovrebbero presto farsi sentire e sono una buona notizia", ma le nuove attuali tensioni in Medio Oriente assieme alla crisi del canale di Suez, rischiano "di avere conseguenze sul costo dei beni energetici e quindi sui costi di trasporto e di produzione portandosi così dietro nuovi rincari dei prezzi. E' uno scenario che ci preoccupa molto e che potrebbe rimettere tutto in discussione".
Il 77% dei toscani, secondo l'analisi Coldiretti/Censis, ha preso l'abitudine di fare una lista ponderata degli acquisti da effettuare per mettere sotto controllo le spese d'impulso e d arginare così la dispersione di denaro per acquistare prodotti a saldo ma non necessari. Il 72% dei cittadini si reca e fa acquisti nei discount, mentre l'83% punta su prodotti in promozione.
L'inflazione "ha destabilizzato le economie di molti nuclei che hanno dovuto fare molte rinunce, cambiare abitudini e ingegnarsi per ridurre al minimo ogni spreco e ogni spesa superflua", sostiene Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana.
Secondo Cesani "gli effetti della discesa dell'inflazione alimentare, che è passata dal 12,2% di inizio anno al 4,4% del mese di dicembre, dovrebbero presto farsi sentire e sono una buona notizia", ma le nuove attuali tensioni in Medio Oriente assieme alla crisi del canale di Suez, rischiano "di avere conseguenze sul costo dei beni energetici e quindi sui costi di trasporto e di produzione portandosi così dietro nuovi rincari dei prezzi. E' uno scenario che ci preoccupa molto e che potrebbe rimettere tutto in discussione".
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