"Oggi celebriamo il lavoro come elemento imprescindibile per la dignità e l'autonomia della persona, diritto costituzionale e fondamento dello Stato e di una società sana, ma purtroppo non possiamo parlare di lavoro senza ricordare le tragedie che troppo spesso sono collegate ad esso, morti bianche che ogni anno cerchiamo di sconfiggere e invece sottolineano che il nostro impegno è ancora insufficiente, che la nostra rabbia non basta, che serve un cambio di mentalità verso una cultura della sicurezza e del rispetto per la vita che tutti intuiamo come necessaria, ma è difficile da tradurre in pratica". A dirlo il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che oggi, 1 maggio, ha preso parte a Montemurlo in provincia di Prato alla manifestazione nazionale organizzata dai sindacati confederali per la Festa del lavoro ed all'intitolazione di una via a Luana D'Orazio, la 22enne che 4 anni fa, il 3 maggio 2021, in un'azienda tessile di Montemurlo, è morta stritolata in un orditoio.
"Il tema della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro resta per noi una priorità - ha detto ancora - per questo abbiamo destinato, lo scorso 28 aprile in occasione della Giornata mondiale della sicurezza e salute sul Lavoro, nuove risorse per promuovere tra lavoratori e imprenditori una maggiore cultura della prevenzione. Purtroppo nello stesso giorno e in quello successivo abbiamo visto in Toscana un'altra vittima, Paolo Lambruschi che ha perso la vita in una cava di marmo a Carrara, e altri tre incidenti, molto gravi, sui luoghi di lavoro. Una strage continua contro la quale ribadiamo il nostro impegno, perché questa è una battaglia che si deve combattere ogni giorno e con l'impegno di tutte le parti".
Giani ha voluto inoltre sottolineare il legame tra sicurezza sul lavoro e rischio di sfruttamento dei lavoratori, ricordando che vicinissimo a Montemurlo, a Prato, al Macrolotto 1, avrebbe dovuto essere inaugurato proprio in occasione del Primo maggio un memoriale per le vittime della ditta Teresa Moda, dove nel 2013 morirono in un rogo notturno sette tra operaie e operai cinesi, ma il manufatto è stato distrutto pochi giorni prima della manifestazione.
"Il nostro pensiero va comunque alla vittime del Teresa moda - ha detto Giani- ai volontari ed ai lavoratori italiani, pakistani e bengalesi che avevano realizzato il memoriale ed ai sindacalisti che oggi comunque, a Prato, ricorderanno quella tragedia per denunciare lo sfruttamento e ricordare chi ha perso la vita sul lavoro".
"Il tema della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro resta per noi una priorità - ha detto ancora - per questo abbiamo destinato, lo scorso 28 aprile in occasione della Giornata mondiale della sicurezza e salute sul Lavoro, nuove risorse per promuovere tra lavoratori e imprenditori una maggiore cultura della prevenzione. Purtroppo nello stesso giorno e in quello successivo abbiamo visto in Toscana un'altra vittima, Paolo Lambruschi che ha perso la vita in una cava di marmo a Carrara, e altri tre incidenti, molto gravi, sui luoghi di lavoro. Una strage continua contro la quale ribadiamo il nostro impegno, perché questa è una battaglia che si deve combattere ogni giorno e con l'impegno di tutte le parti".
Giani ha voluto inoltre sottolineare il legame tra sicurezza sul lavoro e rischio di sfruttamento dei lavoratori, ricordando che vicinissimo a Montemurlo, a Prato, al Macrolotto 1, avrebbe dovuto essere inaugurato proprio in occasione del Primo maggio un memoriale per le vittime della ditta Teresa Moda, dove nel 2013 morirono in un rogo notturno sette tra operaie e operai cinesi, ma il manufatto è stato distrutto pochi giorni prima della manifestazione.
"Il nostro pensiero va comunque alla vittime del Teresa moda - ha detto Giani- ai volontari ed ai lavoratori italiani, pakistani e bengalesi che avevano realizzato il memoriale ed ai sindacalisti che oggi comunque, a Prato, ricorderanno quella tragedia per denunciare lo sfruttamento e ricordare chi ha perso la vita sul lavoro".
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