Un omaggio a Michelangelo a 550 anni dalla nascita attraverso le fotografie degli Archivi Alinari. La mostra 'Vedere Michelangelo', inaugurata questo pomeriggio a Palazzo Sacrati Strozzi, ripercorre attraverso 33 fotografie di tre grandi atelier fotografici dell'Ottocento, le opere del Buonarroti: oltre ad Alinari, anche Brogi e Anderson, i cui archivi sono confluiti in Alinari alla metà del Novecento.
"Questa mostra è un omaggio, particolare e intenso, al genio di Michelangelo, di cui quest'anno si celebrano i 550 anni dalla nascita; e allo stesso tempo un'ulteriore dimostrazione di quale straordinario patrimonio sia custodito all'archivio Fratelli Alinari - ha detto il presidente Eugenio Giani -. Anche con questa mostra si conferma la bontà della scelta fatta dalla Regione Toscana acquisendo l'archivio fotografico Fratelli Alinari non solo per conservarlo, ma per metterlo a disposizione di tutti i cittadini toscani".
Per oltre un secolo, dalle prime riprese del David (1852-1855) sull'arengario di piazza della Signoria fino alla seconda metà del Novecento, gli Alinari hanno fotografato le opere di Michelangelo: dai disegni degli Uffizi e di Casa Buonarroti, alle opere fiorentine e romane, fino ai due prigioni del Louvre destinati alla tomba di Giulio II. Per quanto riguarda l'archivio Brogi, viene ricordata la campagna fotografica realizzata sulle opere della Sacrestia Nuova, nel complesso di San Lorenzo, durante la seconda guerra mondiale.
Le fotografie sono state scattate tra il luglio 1940, quando le sculture di Michelangelo vennero rimosse dalla collocazione originaria per la messa in sicurezza e il 1943, quando furono trasportate nella Villa della Torre a Cona a Rignano sull'Arno dove restarono fino al novembre-dicembre del 1945. Le statue di Michelangelo vengono immortalate a terra, offrendo una vista ravvicinata e una prospettiva di osservazione possibile solo subito dopo la definitiva partenza di Michelangelo da Firenze nel 1534.
Dello stabilimento romano Andersen, invece, sono presenti alcune riproduzioni tratte dal lavoro di ripresa nella Cappella Sistina da parte di Domenico Anderson che a partire dal 1882 e poi dal 1898 al 1904 ha prodotto oltre 400 lastre negative, tra cui una veduta d'insieme del soffitto della Sistina. La mostra, curata da Rita Scartoni, resterà aperta fino al 31 maggio.
"Questa mostra è un omaggio, particolare e intenso, al genio di Michelangelo, di cui quest'anno si celebrano i 550 anni dalla nascita; e allo stesso tempo un'ulteriore dimostrazione di quale straordinario patrimonio sia custodito all'archivio Fratelli Alinari - ha detto il presidente Eugenio Giani -. Anche con questa mostra si conferma la bontà della scelta fatta dalla Regione Toscana acquisendo l'archivio fotografico Fratelli Alinari non solo per conservarlo, ma per metterlo a disposizione di tutti i cittadini toscani".
Per oltre un secolo, dalle prime riprese del David (1852-1855) sull'arengario di piazza della Signoria fino alla seconda metà del Novecento, gli Alinari hanno fotografato le opere di Michelangelo: dai disegni degli Uffizi e di Casa Buonarroti, alle opere fiorentine e romane, fino ai due prigioni del Louvre destinati alla tomba di Giulio II. Per quanto riguarda l'archivio Brogi, viene ricordata la campagna fotografica realizzata sulle opere della Sacrestia Nuova, nel complesso di San Lorenzo, durante la seconda guerra mondiale.
Le fotografie sono state scattate tra il luglio 1940, quando le sculture di Michelangelo vennero rimosse dalla collocazione originaria per la messa in sicurezza e il 1943, quando furono trasportate nella Villa della Torre a Cona a Rignano sull'Arno dove restarono fino al novembre-dicembre del 1945. Le statue di Michelangelo vengono immortalate a terra, offrendo una vista ravvicinata e una prospettiva di osservazione possibile solo subito dopo la definitiva partenza di Michelangelo da Firenze nel 1534.
Dello stabilimento romano Andersen, invece, sono presenti alcune riproduzioni tratte dal lavoro di ripresa nella Cappella Sistina da parte di Domenico Anderson che a partire dal 1882 e poi dal 1898 al 1904 ha prodotto oltre 400 lastre negative, tra cui una veduta d'insieme del soffitto della Sistina. La mostra, curata da Rita Scartoni, resterà aperta fino al 31 maggio.
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