Le parole del presidente di Toscana Energia riguardo al momento viola

Fabio Giorgetti, presidente di Toscana Energia e consigliere comunale, è intervenuto in radio per commentare l’attuale situazione della Fiorentina e il ruolo fondamentale del tifoso viola. “Il tifoso ha un'importanza incredibile, che vada allo stadio o segua la squadra in altri modi. Firenze vive la Fiorentina ogni giorno, è una peculiarità unica. Il tifoso merita rispetto in ogni circostanza, e la sua voce deve avere lo stesso peso in tutte le situazioni".

Inoltre parlando del futuro della panchina gigliata, Giorgetti ha espresso un parere chiaro sulla figura di Stefano Pioli, indicandolo come possibile punto di equilibrio per il club: “Credo che Pioli rappresenti una scelta giusta ed equilibrata per questo momento estremamente delicato della Fiorentina. È un tecnico con esperienza e conoscenza dell’ambiente. Detto ciò, se non dovesse arrivare lui, vedrei bene anche Gilardino: ha fatto bene al Genoa, conosce Firenze e gode di buona stima, non è inferiore a Palladino in termini di risultati.”

Il consigliere ha poi criticato le modalità dell’addio di Raffaele Palladino, sottolineando la necessità per la società di costruire rapporti più solidi con la piazza: “L’addio di Palladino è stato sorprendente, soprattutto considerando il recente rinnovo. Però ora è inutile guardare al passato: bisogna guardare avanti. La scelta di un club manager è intelligente, perché serve qualcuno che sappia parlare con Firenze. La Fiorentina ha bisogno di interlocutori che conoscano davvero il territorio e che sappiano dialogare con squadra, tifosi e città. Non può esserci distanza tra dirigenza e piazza.”

Infine, l’appello chiaro a rimettere al centro la relazione con la città: “Serve ricucire i rapporti là dove si sono lacerati. Figure come Antonioni – ma non solo – possono essere fondamentali. Serve qualcuno che conosca il calcio, conosca Firenze e sia capace di costruire ponti tra squadra, dirigenza e tifosi. Più che il nome dell’allenatore, il vero problema è stata la gestione della squadra in momenti chiave. Bisogna far funzionare i meccanismi e lasciare spazio a chi il calcio lo conosce davvero.”

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