La storica opera di Puccini inaugura la stagione 2025/26 il 7 e 9 novembre, tra tradizione e innovazione, con regia di Jacopo Spirei e direzione di Jonathan Webb

Inaugurato nel 1925 con Tosca, il capolavoro di Giacomo Puccini, il teatro Politeama di Prato celebra i suoi 100 anni raccontando una lunga storia di amore, sogni, speranze e sacrifici e la intreccia nel cartellone 2025/26, che porta il titolo "100 anni. Una storia d'amore".

La nota vicenda di Tosca, Cavaradossi e Scarpia rivivrà in un allestimento inedito per una doppia inaugurazione, quella della stagione teatrale del Politeama Pratese e quella della stagione sinfonica della Camerata strumentale di Prato, il 7 e il 9 novembre. Sul podio il maestro Jonathan Webb, direttore principale della Camerata, mentre la regia è affidata al fiorentino Jacopo Spirei, regista d'opera di fama internazionale.


Due serate di spettacolo, si spiega in una nota, che vogliono essere una festa per l'intera città, andando oltre la ricorrenza per realizzare un grandioso lavoro corale che tenga insieme radici e futuro. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, intervenuto alla presentazione, ha sottolineato come novembre 2025 sia un momento speciale per la Toscana e per la cultura. Perché a cento anni dalla storica rappresentazione della Tosca, la nuova produzione che ospiterà il Politeama Pratese saprà emozionare e coinvolgere il pubblico. Un progetto ambizioso, che unisce tradizione e innovazione, grazie a un gioco di squadra straordinario.


Presente anche la capo di gabinetto della Regione e ideatrice della Toscana delle Donne Cristina Manetti che ha celebrato questo anniversario e la produzione di Tosca ricordando come l'opera affascini da sempre. Giacomo Puccini la considerava il suo personaggio più moderno, e non a caso: Tosca è una donna forte, appassionata, capace di scelte estreme pur di difendere la propria libertà, la propria dignità e l'amore. Un'eroina tragica ma anche profondamente contemporanea, che può ancora oggi parlare ai giovani, alle nuove generazioni che riconoscono nella lotta tra il bene e il male, nell'ingiustizia e nella rivolta, qualcosa di profondamente attuale.
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