Di nuovo in piazza gli autisti di mezzi atipici contro la stretta varata da Comune di Firenze contro la circolazione dei mezzi turistici nell'area del centro storico.
Tanti gli striscioni di protesta: "Col salario minimo fate campagna elettorale ma qui per 150 famiglie finisce male", "Ci vietate per l'ingorgo ma i taxi sono liberi di circolare: non è questione di traffico, è questione di favori" e "O tutti o nessuno... Stop al bus rosso".
La categoria chiede di essere ricevuta dalla sindaca di Firenze Sara Funaro. In assenza di interlocuzioni, dicono gli organizzatori, la categoria potrebbe considerare proteste più eclatanti.
Sulla questione è intervenuta Funaro: "Noi l'abbiamo detto anche nel momento in cui abbiamo approvato il regolamento che questa è la risposta che ci voleva per la città e basta girare nelle piazze del centro storico e confrontarsi con i cittadini: la risposta è positiva perché era quello che i nostri cittadini stavano aspettando, avere le piazze libere, le piazze fruibili, avere le piazze che siano utilizzate dai pedoni, dai cittadini che vivono e dai cittadini che vengono. Nel nostro regolamento noi abbiamo previsto due percorsi. Quei percorsi sono stati definiti, non abbiamo intenzione di andare a rivedere il nostro regolamento. Ovviamente monitoreremo l'andamento dei percorsi per capire se stanno funzionando o meno e poi faremo una riflessione. Ma l'interruzione dell'utilizzo all'interno dell'area Unesco la confermiamo. Se incontreremo chi protesta? C'è già stato più di un incontro. Le richieste sono già state avanzate e le risposte da parte dell'amministrazione ci sono già state".
In questi giorni - ha aggiunto l'assessore al turismo del Comune di Firenze Jacopo Vicini, intervenendo in Consiglio comunale - c'è stato un incontro con alcuni operatori che utilizzavano i caddy nel centro storico, e questa mattina ne ha avuto uno anche l'assessore Giorgio. Abbiamo ripetuto loro che siamo consapevoli che questa scelta ha un impatto sul fatturato di alcune aziende e su alcuni posti di lavoro, e abbiamo ribadito anche che siamo disponibili a lavorare assieme a loro su come poter supportare eventuali iniziative fuori dall'area Unesco".
"Abbiamo però detto loro - ha concluso Vicini - che non siamo disponibili a tornare indietro su questo regolamento, e che pensiamo sia un passo importante fatto dall'amministrazione sul quale dobbiamo continuare a lavorare".
Tanti gli striscioni di protesta: "Col salario minimo fate campagna elettorale ma qui per 150 famiglie finisce male", "Ci vietate per l'ingorgo ma i taxi sono liberi di circolare: non è questione di traffico, è questione di favori" e "O tutti o nessuno... Stop al bus rosso".
La categoria chiede di essere ricevuta dalla sindaca di Firenze Sara Funaro. In assenza di interlocuzioni, dicono gli organizzatori, la categoria potrebbe considerare proteste più eclatanti.
Sulla questione è intervenuta Funaro: "Noi l'abbiamo detto anche nel momento in cui abbiamo approvato il regolamento che questa è la risposta che ci voleva per la città e basta girare nelle piazze del centro storico e confrontarsi con i cittadini: la risposta è positiva perché era quello che i nostri cittadini stavano aspettando, avere le piazze libere, le piazze fruibili, avere le piazze che siano utilizzate dai pedoni, dai cittadini che vivono e dai cittadini che vengono. Nel nostro regolamento noi abbiamo previsto due percorsi. Quei percorsi sono stati definiti, non abbiamo intenzione di andare a rivedere il nostro regolamento. Ovviamente monitoreremo l'andamento dei percorsi per capire se stanno funzionando o meno e poi faremo una riflessione. Ma l'interruzione dell'utilizzo all'interno dell'area Unesco la confermiamo. Se incontreremo chi protesta? C'è già stato più di un incontro. Le richieste sono già state avanzate e le risposte da parte dell'amministrazione ci sono già state".
In questi giorni - ha aggiunto l'assessore al turismo del Comune di Firenze Jacopo Vicini, intervenendo in Consiglio comunale - c'è stato un incontro con alcuni operatori che utilizzavano i caddy nel centro storico, e questa mattina ne ha avuto uno anche l'assessore Giorgio. Abbiamo ripetuto loro che siamo consapevoli che questa scelta ha un impatto sul fatturato di alcune aziende e su alcuni posti di lavoro, e abbiamo ribadito anche che siamo disponibili a lavorare assieme a loro su come poter supportare eventuali iniziative fuori dall'area Unesco".
"Abbiamo però detto loro - ha concluso Vicini - che non siamo disponibili a tornare indietro su questo regolamento, e che pensiamo sia un passo importante fatto dall'amministrazione sul quale dobbiamo continuare a lavorare".
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