"La Uil Scuola Toscana evidenzia con crescente preoccupazione la diffusa prassi di ritardare o omettere la nomina dei supplenti brevi, anche quando la normativa consente di procedere già dal secondo giorno di assenza del titolare, e in casi particolari dal primo". Così il sindacato che sottolinea come sia "indispensabile la nomina tempestiva dei supplenti brevi".
"La legge 107/2015 e il Dm 131/2007 stabiliscono che le istituzioni scolastiche possano disporre la nomina dei supplenti brevi e temporanei fin dal secondo giorno di assenza, anche per periodi inferiori ai dieci giorni - spiega in una nota la Uil Scuola Toscana -. Nonostante ciò, molte scuole rinviano la sostituzione, lasciando le classi scoperte o ricorrendo al personale interno, con ricadute pesanti sulla qualità didattica e sull'organizzazione del lavoro".
"Questo stato di cose - si osserva ancora - genera criticità quali classi scoperte o accorpate per più giorni, con evidenti danni alla continuità didattica e al diritto all'apprendimento. Utilizzo improprio dei docenti di sostegno, del docente titolare, o dei docenti Itp per coprire temporaneamente altre classi, pratica inaccettabile che sottrae risorse fondamentali all'inclusione degli alunni con disabilità, o alle attività curricolari dell'intera classe".
E ancora, "sovraccarico del personale in servizio, costretto a garantire supplenze interne non programmate. Diffusione di prassi organizzative che finiscono per giustificare, a livello normativo, le nuove proposte di non nominare supplenti per i primi dieci giorni nella scuola secondaria, con effetti devastanti sulla qualità dell'insegnamento. Sostanziale imposizione di ore eccedenti per la sostituzione di colleghi assenti".
La Uil Scuola Toscana chiede che "le istituzioni scolastiche procedano alla nomina dei supplenti entro il secondo giorno di assenza del titolare, come previsto dalla normativa vigente. Si eviti l'utilizzo dei docenti di sostegno per supplenze brevi", "si adottino procedure rapide di interpello e elenchi di disponibilità preventiva per velocizzare le chiamate" e "si apra un confronto con l'Amministrazione per assicurare linee guida chiare e uniformi in tutta la regione, nel rispetto dei principi di equità, qualità e continuità didattica".
"La legge 107/2015 e il Dm 131/2007 stabiliscono che le istituzioni scolastiche possano disporre la nomina dei supplenti brevi e temporanei fin dal secondo giorno di assenza, anche per periodi inferiori ai dieci giorni - spiega in una nota la Uil Scuola Toscana -. Nonostante ciò, molte scuole rinviano la sostituzione, lasciando le classi scoperte o ricorrendo al personale interno, con ricadute pesanti sulla qualità didattica e sull'organizzazione del lavoro".
"Questo stato di cose - si osserva ancora - genera criticità quali classi scoperte o accorpate per più giorni, con evidenti danni alla continuità didattica e al diritto all'apprendimento. Utilizzo improprio dei docenti di sostegno, del docente titolare, o dei docenti Itp per coprire temporaneamente altre classi, pratica inaccettabile che sottrae risorse fondamentali all'inclusione degli alunni con disabilità, o alle attività curricolari dell'intera classe".
E ancora, "sovraccarico del personale in servizio, costretto a garantire supplenze interne non programmate. Diffusione di prassi organizzative che finiscono per giustificare, a livello normativo, le nuove proposte di non nominare supplenti per i primi dieci giorni nella scuola secondaria, con effetti devastanti sulla qualità dell'insegnamento. Sostanziale imposizione di ore eccedenti per la sostituzione di colleghi assenti".
La Uil Scuola Toscana chiede che "le istituzioni scolastiche procedano alla nomina dei supplenti entro il secondo giorno di assenza del titolare, come previsto dalla normativa vigente. Si eviti l'utilizzo dei docenti di sostegno per supplenze brevi", "si adottino procedure rapide di interpello e elenchi di disponibilità preventiva per velocizzare le chiamate" e "si apra un confronto con l'Amministrazione per assicurare linee guida chiare e uniformi in tutta la regione, nel rispetto dei principi di equità, qualità e continuità didattica".
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