La disfatta contro il Lecce ha aperto una crisi profonda nell’universo Fiorentina. Come scrive stamani La Nazione, i tifosi inferociti hanno contestato duramente squadra, allenatore e società già a partire dalla giornata di sabato, con la rabbia che è esplosa (in maniera pacifica) nella giornata di domenica, dopo il disastro contro i salentini, con il Franchi che ha accompagnato con bordate di fischi l’uscita dal campo della squadra.
E nel day-after l’umore non può che essere sotto i piedi. Una squadra che questa estate sembrava voler competere per traguardi ambiziosi si ritrova adesso all’ultimo posto in classifica nel pieno di un caos che sembra di difficile comprensione.
E proprio dai tifosi, sentiti questa mattina dal quotidiano, arrivano critiche piuttosto dure nei confronti della gestione. Molti chiedono un intervento in prima persona di Commisso, un cambio di passo rispetto a quello che si è visto finora.
Proprio il Franchi è una delle ferite aperte più dolore: i lavori allo stadio, com’è noto, sono in ritardo e il centenario verrà festeggiato con la Curva Fiesole ancora sotto i ferri. E per il secondo lotto dei lavori l’incertezza regna sovrana.
Nel frattempo anche a livello societario e organizzativo non si sono ancora sciolti i nodi del post Pradè, che si è dimesso sabato al culmine delle polemiche da parte della tifoseria, e mentre Stefano Pioli sembra sempre più lontano dalla panchina viola (anche se il tecnico, almeno ieri, non sembrava orientato a dimettersi) la ricerca di un nuovo allenatore è ancora in corso. Tanti i nomi usciti, da Vanoli a D’Aversa, ma per il momento è ancora tutto fermo.
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