Una concorrenza serrata, fatta a colpi di reels, brevi video e vendite rapidissime e a prezzi più che favorevoli. Come scrive stamani il Corriere Fiorentino, con il mercato europeo che si sta rapidamente riempiendo di articoli venduti dai colossi cinesi Temu e Shein a prezzi stracciati, nel distretto tessile pratese gli stessi venditori cinesi stanno cercando di organizzare alcune contromisure per resistere all’irruzione delle piattaforme digitali.
Il quotidiano riporta che sui social spopolano i video in cui alcune modelle indossano i capi di abbigliamento prodotti nell’area del Macrolotto e del distretto con l’indicazione del prezzo al dettaglio. Un meccanismo di vendita che, di per sé, come spiegato dal Corriere, non sarebbe possibile, perché da quei capannoni gli abiti dovrebbero essere venduti all’ingrosso e non al dettaglio.
In questo modo a pagare il prezzo più alto sono i lavoratori, che da mesi ormai nell’area del distretto sono in stato di agitazione (sono state diverse le situazioni di irregolarità che i lavoratori hanno contribuito a far emergere) e i commercianti, che semplicemente non possono competere con prezzi così stracciati.Condividi
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