"La Toscana è oggi una delle regioni più ricercate per gli investimenti logistici, soprattutto per il settore fashion che rappresenta un traino fortissimo. Come gruppo stiamo sviluppando tre progetti importanti in questa regione, dove abbiamo trovato un contesto amministrativo favorevole e interlocutori pubblici attenti alla qualità e alla sostenibilità degli interventi. È un segnale positivo in un Paese dove spesso la complessità dei procedimenti rallenta gli investimenti". Lo ha detto, secondo quanto riporta un comunicato stampa, Antonio Guarascio, managing director di Confluence, società di sviluppo immobiliare del gruppo Goldbeck-Gse, alla 22sima edizione di Urbanpromo, la rassegna nazionale promossa dall'Istituto Nazionale di Urbanistica con l'organizzazione di Urbit e il sostegno della Fondazione CR Firenze.
"La logistica è una colonna vertebrale dell'economia italiana, con un fatturato di 200-220 miliardi di euro e fino a 1,6 milioni di occupati. È un comparto strategico - ha spiegato Guarascio - che cresce anche grazie all'espansione dell'e-commerce e alla trasformazione dei modelli industriali".
Una riflessione condivisa da Gianni Biagi, presidente di Urbit, che ha aperto il panel: "La logistica in Italia fra brownfields e Zone Logistiche Semplificate. Esperienze e complessità" all'Innovation Center di lungarno Soderini, a cui hanno partecipato numerosi esperti.
"La logistica in Italia produce ormai il 10% del Pil nazionale e rappresenta un comparto in costante crescita - ha fatto notare Gianni Biagi - ma la sfida oggi è garantire uno sviluppo sostenibile, rigenerando aree già urbanizzate e limitando il consumo di suolo. In questo senso le aree industriali dismesse, le cosiddette brownfields, rappresentano una priorità per la pianificazione territoriale, perché la logistica richiede spazi e infrastrutture importanti, ma può e deve svilupparsi in modo compatibile con l'ambiente, riutilizzando aree già compromesse e riducendo al minimo l'impatto sul territorio. Le Zone Logistiche Semplificate (Zls) vanno in questa direzione, perché permettono di valorizzare contesti produttivi e portuali esistenti, generando nuova occupazione e sviluppo".
"La logistica è una colonna vertebrale dell'economia italiana, con un fatturato di 200-220 miliardi di euro e fino a 1,6 milioni di occupati. È un comparto strategico - ha spiegato Guarascio - che cresce anche grazie all'espansione dell'e-commerce e alla trasformazione dei modelli industriali".
Una riflessione condivisa da Gianni Biagi, presidente di Urbit, che ha aperto il panel: "La logistica in Italia fra brownfields e Zone Logistiche Semplificate. Esperienze e complessità" all'Innovation Center di lungarno Soderini, a cui hanno partecipato numerosi esperti.
"La logistica in Italia produce ormai il 10% del Pil nazionale e rappresenta un comparto in costante crescita - ha fatto notare Gianni Biagi - ma la sfida oggi è garantire uno sviluppo sostenibile, rigenerando aree già urbanizzate e limitando il consumo di suolo. In questo senso le aree industriali dismesse, le cosiddette brownfields, rappresentano una priorità per la pianificazione territoriale, perché la logistica richiede spazi e infrastrutture importanti, ma può e deve svilupparsi in modo compatibile con l'ambiente, riutilizzando aree già compromesse e riducendo al minimo l'impatto sul territorio. Le Zone Logistiche Semplificate (Zls) vanno in questa direzione, perché permettono di valorizzare contesti produttivi e portuali esistenti, generando nuova occupazione e sviluppo".
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