Il direttore generale Alessandro Ferrari ha fissato per dicembre il limite

La riqualificazione dello stadio Franchi è diventata, nelle ultime settimane, un rebus, soprattutto per quanto riguarda le tempistiche. E con il cronoprogramma aggiornato che ancora non arriva, il direttore generale della Fiorentina ha messo sul tavolo la priorità della squadra viola per prendere parte ai lavori: chiarezza.

Come riporta stamani La Nazione, il dg ieri ha fissato per la fine dell’anno il limite massimo entro il quale arrivare ad una soluzione condivisa con il Comune, altrimenti la società si tirerà fuori da qualunque intervento nel complesso e ambizioso progetto di restyling del Franchi.

In ballo, com’è noto, ci sono circa una cinquantina di milioni di euro che mancherebbero per il completamento degli interventi del secondo lotto: e da mesi l’ipotesi caldeggiata era che fosse proprio il numero uno viola Rocco Commisso ad intervenire, per assicurare il completamento dei lavori.

Tuttavia gli ultimi sviluppi, in particolare l’ammissione, da parte di Palazzo Vecchio, che la curva sarà pronta nel 2027 (invece che nel 2026) ha scombussolato le carte in tavola.

Sebbene n è il Comune né la Fiorentina abbiano mostrato la volontà di interrompere l’interlocuzione, da parte della società c’è la pretesa della chiarezza: l’intervento della Fiorentina ci sarà solo con tempi e modi stabiliti e certi. Non solo, ma Commisso vorrebbe, in cambio del proprio intervento, una lunga e vantaggiosa concessione dell’impianto e il diretto coinvolgimento della società nell’organizzazione e nella realizzazione dei lavori.
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