Dure parole del segretario generale Uil, che parla di omicidio sul lavoro

Il segretario generale di Uil Toscana, Paolo Fantappiè, non ha risparmiato parole dure sugli ultimi sviluppi processuali del caso dell'incidente nel quale perse tragicamente la vita la giovane operaia Luana D'Orazio.

"A quattro anni dalla tragica morte di Luana D'orazio, da questo omicidio sul lavoro, dopo un processo che avrebbe dovuto fare piena luce su una tragedia così evidente, ci ritroviamo ancora senza una verità ed una certezza. È impossibile accettare che una giovane madre, trascinata dentro un macchinario manomesso, possa essere ricordata senza che sia stato individuato chi ha tolto quei dispositivi di sicurezza che avrebbero potuto salvarle la vita".

"La manomissione c'è stata, lo hanno stabilito le varie perizie - aggiunge in una nota -. Qualcuno ha toccato quel macchinario, qualcuno ha reso possibile l'incidente per aumentare la produzione ed il profitto a scapito della vita umana. Eppure oggi, nonostante questo, ci troviamo davanti ad un quadro senza risposte, che non indica un responsabile , che non dà certezza di giustizia alla famiglia di Luana. Non spetta a noi entrare nel merito tecnico della sentenza, ma è impossibile non provare sgomento di fronte ad una situazione che lascia tutto sospeso".

Per Fantappiè "Luana e la sua famiglia meritano rispetto, meritano ascolto, meritano una verità piena. Oggi la nostra solidarietà va a chi da quattro anni aspetta una risposta che lo Stato non ha ancora saputo dare. E continueremo a dirlo: Luana non può essere dimenticata. La verità non può restare un vuoto. Non fermeremo la nostra battaglia: vogliamo zero morti sul lavoro e giustizia per le vittime e le loro famiglie".
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