L'uso dell'intelligenza artificiale per migliorare la ricerca qualitativa, la promozione della salute degli insegnanti attraverso un'app interattiva, la robotica educativa e la proposta del 'patentino' per i cittadini digitali. Sono alcuni dei temi trattati in occasione del congresso 'Educazione e creazione di valore nell'era digitale: competenze per un umanesimo trasformativo', in corso, all'Istituto degli Innocenti di Firenze fino al 29 novembre.
L'iniziativa , organizzata dal Collaborative knowledge building group e Indire, presenta 99 contributi di studiosi provenienti da tutta Italia e dall'estero chiamati a riflettere sulle competenze necessarie nell'era digitale e sulla costruzione di un nuovo umanesimo.
"Lo scopo di questi tre giorni - ha spiegato Elisabetta Mughini, dirigente di ricerca Indire, in apertura - è quello di ricavarci un momento di riflessione su tutto quello che la ricerca sta esplorando come ipotesi di scenari futuri dell'educazione per migliorare anche la capacità, per esempio, di un ente come il nostro di fare formazione verso gli insegnanti". Mughini cita poi i dati Ocse sull'uso delle nuove tecnologie. "Adesso siamo già al 73% degli studenti che utilizza Chatgpt. Quindi un uso così ci impone di dover riflettere. Non c'è mai stata una tecnologia così veloce e così invasiva che potrebbe anche abbassare la nostra capacità di acquisire conoscenza".
Nadia Sansone, presidente del Ckbg, ha parlato dei "rischi possibili e reali di depauperazione cognitiva, deresponsabilizzazione, una serie di problematiche che purtroppo sono molto diffuse ed evidenti perché c'è una modalità d'uso non educata, non critica che porterà a un certo tipo di restringimento del risultato, non solo scolastico, ma di pensiero, di partecipazione". Per Sansone quindi "serve un uso consapevole, serve l'insegnante che guida il processo, serve ricerca sui processi e servono studenti guidati in tal senso. Lo strumento è molto potente, però, è l'uso che ne facciamo che fa la differenza".
L'iniziativa , organizzata dal Collaborative knowledge building group e Indire, presenta 99 contributi di studiosi provenienti da tutta Italia e dall'estero chiamati a riflettere sulle competenze necessarie nell'era digitale e sulla costruzione di un nuovo umanesimo.
"Lo scopo di questi tre giorni - ha spiegato Elisabetta Mughini, dirigente di ricerca Indire, in apertura - è quello di ricavarci un momento di riflessione su tutto quello che la ricerca sta esplorando come ipotesi di scenari futuri dell'educazione per migliorare anche la capacità, per esempio, di un ente come il nostro di fare formazione verso gli insegnanti". Mughini cita poi i dati Ocse sull'uso delle nuove tecnologie. "Adesso siamo già al 73% degli studenti che utilizza Chatgpt. Quindi un uso così ci impone di dover riflettere. Non c'è mai stata una tecnologia così veloce e così invasiva che potrebbe anche abbassare la nostra capacità di acquisire conoscenza".
Nadia Sansone, presidente del Ckbg, ha parlato dei "rischi possibili e reali di depauperazione cognitiva, deresponsabilizzazione, una serie di problematiche che purtroppo sono molto diffuse ed evidenti perché c'è una modalità d'uso non educata, non critica che porterà a un certo tipo di restringimento del risultato, non solo scolastico, ma di pensiero, di partecipazione". Per Sansone quindi "serve un uso consapevole, serve l'insegnante che guida il processo, serve ricerca sui processi e servono studenti guidati in tal senso. Lo strumento è molto potente, però, è l'uso che ne facciamo che fa la differenza".
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