La categoria è stata messa a dura prova da guerre e incertezze a livello internazionale

La Nazione questa mattina propone un’intervista al presidente di Federalberghi Firenze Francesco Bechi nella quale vengono espresse le speranze del settore in vista della stagione turistica natalizia.

Dopo un 2025 in flessione, reso molto complicato dall’incertezza a livello internazionale scatenata sia dalle tensioni crescenti in diverse aree del pianeta sia dalla guerra commerciale scatenata dall’amministrazione americana nei confronti anche degli alleati, che tra l’altro ha privato Firenze, almeno parzialmente, di una delle sue ‘clientele’ più affezionate e presenti, la categoria degli albergatori attende il Natale con grande trepidazione e speranza, consapevole che l’offerta culturale fiorentina e, in generale, l’attrattività del territorio e il suo appeal, possono rappresentare un vero e proprio volano per il turismo.

In un momento dell’anno in cui, per ferie e festività, c’è più movimento, anche interno, il settore alberghiero si aspetta quindi un segnale positivo dopo mesi sottotono e di difficoltà.

Al quotidiano il presidente Bechi si sofferma anche sulla vastissima offerta ricettiva, resa variegata dalle forme più moderne di accoglienza come gli affitti brevi: una diversificazione che ha messo in difficoltà gli alberghi tradizionali. Bechi, al quotidiano, chiede una regolamentazione uniforme per tutte le attività coinvolte nell’accoglienza.
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