La decisione del Comune di Firenze di interrompere il servizio di monopattini in sharing sta lasciando ruggini molto profonde, in primis fra i gestori del servizio che, dal primo aprile 2026, perderanno una fetta consistente di mercato.
Una decisione che le aziende Bit e Bird, che in città gestiscono lo sharing dei monopattini, hanno contestato fin dall’inizio e per la quale, spiega stamani La Nazione, chiedono un confronto a Palazzo vecchio per trovare una soluzione meno drastica rispetto all’interruzione.
In ballo, infatti, non c’è solo la fine di un servizio di mobilità sostenibile ma anche, e soprattutto, un centinaio di posti di lavoro che andrebbero persi qualora il Comune proseguisse sulla propria strada. Una decisione che la categoria critica apertamente e per la quale viene ribadita la richiesta di individuazione di soluzioni alternative.
Nel frattempo, considerato che la scelta del Comune sembra, effettivamente, quella di proseguire nella direzione dello stop, i gestori sembrerebbero star valutando anche l’ipotesi di ricorrere al Tar: ma prima di adire la giustizia amministrativa verrà fatto un tentativo per risolvere ‘diplomaticamente’ la questione.Condividi
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