Come riportato stamani dal Corriere Fiorentino, la proposta di riforma della tassazione degli affitti brevi sta incontrando il disappunto sia dei gestori degli appartamenti in affitto breve sia le associazioni e i cittadini che si battono per denunciare le degenerazioni del turismo, specialmente in una città come Firenze.
Secondo il presidente di Property Managers Italia Lorenzo Fagnoni più che un nuovo sistema di tassazione (la cedolare secca al 21% verrebbe pagata fino alla seconda casa, poi il regime fiscale diventerebbe quello ordinario imprenditoriale con apertura di partita Iva) servono regole più precise ed efficaci a tutela della proprietà, in particolare procedure più rapide per lo sfratto.
Dall’altra parte dello steccato, della stessa opinione ma per motivi diversi, sono le associazioni che si battono per denunciare la crisi abitativa in corso a Firenze e la proliferazione fuori controllo degli affitti brevi in città: anche secondo i movimenti civici la misura sarebbe di fatto inefficace, utile solo a fare cassa e senza alcuna reale capacità di risolvere un problema che in città come Firenze, gettonatissime dal turismo internazionale, è diventato ormai emergenziale.Condividi
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