Cresce la fiducia intorno alle condizioni di Robin Gosens, che sta accelerando per tornare a disposizione già nella sfida di Reggio Emilia contro il Sassuolo. L’esterno tedesco, fermato nelle ultime settimane dai problemi fisici, si sta allenando con continuità insieme al gruppo e punta con decisione alla convocazione. Lo staff viola monitora quotidianamente i suoi progressi e nei prossimi giorni Paolo Vanoli valuterà se inserirlo tra i disponibili: segnali incoraggianti, ma servirà ancora qualche test per avere la certezza di rivederlo in campo.
Parallelamente, il tecnico lavora sulle possibili soluzioni per dare una scossa alla squadra dopo un avvio complicato. Una delle ipotesi più concrete porta al passaggio alla difesa a quattro, che permetterebbe di valorizzare meglio i centrali a disposizione e di garantire maggiore equilibrio. Scelta che comporterebbe il sacrificio di qualche interprete più adatto alla linea a tre, ma che aprirebbe nuove prospettive tattiche soprattutto sugli esterni.
Il rientro di Gosens, in questo senso, rappresenterebbe un vero spartiacque: con lui arruolabile, Vanoli potrebbe pensare a un 4-4-2 con l’ex Atalanta impiegato più alto, da esterno offensivo. Un ruolo che gli permetterebbe di sfruttare gli inserimenti senza palla e la sua naturale tendenza ad attaccare l’area. A destra resterebbe da trovare un equilibrio definitivo, magari adattando un centrocampista di gamba, ma la doppia catena sugli esterni e la presenza di due punte — Kean e Piccoli — darebbero un volto più diretto e verticale alla squadra.
In attesa di capire se Gosens sarà effettivamente disponibile già contro il Sassuolo, resta sul tavolo anche l’opzione del 4-3-1-2, soluzione più prudente e immediatamente sostenibile con gli uomini oggi al 100%. La conferenza di venerdì potrebbe offrire indizi decisivi, ma una cosa è certa: con il rientro del tedesco, la Fiorentina ritroverebbe non solo un titolare, ma anche una chiave tattica fondamentale per cambiare passo.
Condividi
Attiva i cookies
