Fiorentina, rifinitura verso il Crystal Palace: out Kean e Parisi, c'è Gosens

Vanoli prepara il ritorno dei quarti di Conference League con diverse assenze ma ritrova Fagioli e Gudmundsson

La Fiorentina continua a preparare la delicatissima sfida di domani sera contro il Crystal Palace, ritorno dei quarti di finale di Conference League, e dal Viola Park arrivano indicazioni importanti in vista del match europeo. Questa mattina infatti la squadra di Paolo Vanoli è scesa in campo per la rifinitura, con diverse conferme sul fronte indisponibili ma anche qualche segnale positivo per quanto riguarda i recuperi.Partiamo dalle assenze: non saranno della partita Fabiano Parisi, Marco Brescianini, Moise Kean e Niccolò Fortini. I quattro, già out lunedì sera contro la Lazio, non sono riusciti a recuperare in tempo e dunque salteranno anche l’impegno europeo. Per tutti l’obiettivo si sposta inevitabilmente alla trasferta di Lecce di lunedì prossimo, quando la Fiorentina tornerà a concentrarsi sul campionato.Situazione diversa naturalmente per Dodo: il brasiliano sta bene, è regolarmente a disposizione del gruppo, ma non potrà comunque essere impiegato domani sera perché deve scontare il turno di squalifica in Europa. Un’assenza pesante, soprattutto per ciò che garantisce sulla corsia destra in termini di spinta e qualità.Le buone notizie invece arrivano da Robin Gosens, presente regolarmente in gruppo nonostante l’affaticamento accusato contro la Lazio. C’è anche Daniele Rugani, che però ricordiamo essere fuori dalla lista UEFA e quindi indisponibile per la competizione europea.Per completare l’organico Vanoli ha aggregato anche sei giovani della Primavera di Daniele Galloppa: Sadotti, Sturli, Trapani, Puzzoli, Deli e Braschi, tutti presenti nella seduta odierna.Sul fronte infermeria, restano da monitorare soprattutto le condizioni dei singoli: Kean continua a convivere con il problema alla tibia che lo tiene fermo ormai da giorni, Parisi è alle prese con l’edema osseo al piede destro rimediato nella gara contro l’Inter, Fortini deve smaltire la sindrome retto-adduttoria, mentre Brescianini è fermo per un risentimento muscolare all’adduttore sinistro. Proprio Fortini e Brescianini sembrano oggi quelli con più possibilità di rientrare per la trasferta in Salento.Intanto domani Vanoli ritroverà due pedine fondamentali come Nicolò Fagioli e Albert Gudmundsson, entrambi assenti in campionato contro la Lazio per squalifica ma pronti a riprendersi una maglia dal primo minuto in Europa. Un doppio rientro importante per qualità, fantasia e soluzioni offensive.In difesa invece torna disponibile Pongracic, pronto a riprendersi il posto al centro accanto a Ranieri, mentre sulla fascia potrebbe esserci spazio per una novità significativa: attenzione infatti a Solomon, che dopo quasi due mesi di assenza può tornare dal primo minuto e rappresenta una delle principali opzioni per dare freschezza e imprevedibilità all’attacco viola.Insomma, una Fiorentina che arriva alla sfida europea con diverse assenze ma anche con qualche recupero prezioso, e soprattutto con la consapevolezza di giocarsi una fetta importante della propria stagione. Domani servirà la miglior versione dei viola per conquistare una semifinale che darebbe continuità al percorso europeo degli ultimi anni.

Kean rientra, ma resta il dubbio: la Fiorentina valuta le sue condizioni

Cresce l’ipotesi Piccoli per la sfida di Verona

La Fiorentina ritrova Moise Kean al Viola Park, ma le sue condizioni restano tutte da verificare. L’attaccante è rientrato in Italia dopo gli impegni con la Nazionale portandosi dietro non solo qualche fastidio fisico, ma anche un evidente contraccolpo emotivo legato alla delusione azzurra.Dal punto di vista medico, l’attenzione è concentrata su una botta rimediata contro la Bosnia, in uno scontro con Dennis Muharemović. Il colpo ha interessato la gamba destra, in una zona – quella della tibia – già sensibile per Kean. La sostituzione arrivata nella ripresa non è stata però direttamente collegata all’impatto, quanto più alla stanchezza accumulata.Le prime sensazioni non parlano di un problema serio, ma lo staff viola preferisce non correre rischi: nelle prossime ore saranno effettuate tutte le valutazioni del caso per evitare possibili ricadute.A incidere sulle scelte non è solo l’aspetto fisico. Il rientro in Italia ha restituito l’immagine di un giocatore provato anche mentalmente, dopo l’eliminazione della Nazionale dai playoff mondiali. Un fattore che potrebbe spingere lo staff tecnico a gestire con cautela il suo impiego.In questo scenario prende quota l’opzione Roberto Piccoli. L’attaccante ha dato segnali incoraggianti nelle ultime uscite prima della sosta e ora si candida seriamente per una maglia da titolare nella trasferta di Verona.La decisione finale arriverà solo dopo gli ultimi controlli, ma la sensazione è che la Fiorentina voglia preservare Kean, affidandosi a chi in questo momento garantisce maggiore continuità e serenità.

Fiorentina, turnover viola questa sera in Conference League

Contro il Rakow spazio alle seconde linee. Kean a riposo, possibile titolarità per il giovane Balbo

La Fiorentina si prepara alla sfida di andata degli ottavi di Conference League contro il Rakow, ma le scelte di Paolo Vanoli sembrano guardare soprattutto all’impegno di campionato di lunedì contro la Cremonese, considerato uno snodo fondamentale nella corsa salvezza.Per questo motivo i viola dovrebbero presentarsi con una formazione ampiamente rimaneggiata. Tra i pali è previsto Oliver Christensen, mentre Moise Kean dovrebbe essere lasciato a riposo. Non dovrebbero partire dall’inizio nemmeno Dodo, Marin Pongracic — fermato dalla squalifica — e Nicolò Fagioli, indicato titolare solo da Tuttomercatoweb. Restano invece fuori dalla lista Uefa Daniele Rugani e Marco Brescianini, oltre all’infortunato Manor Solomon.Sui quotidiani di oggi il classico “toto-formazione” propone varie soluzioni tattiche: c’è chi ipotizza un 4-3-3, chi un 4-1-4-1 e chi un 4-2-3-1. Al di là dei moduli, però, le indicazioni sui nomi sembrano abbastanza simili. Dovrebbero trovare spazio Pietro Comuzzo e Cher Ndour, con Fabiano Parisi avanzato sulla fascia destra e Roberto Piccoli come riferimento centrale in attacco.Quasi unanimità anche sulla corsia sinistra difensiva: la maggior parte dei giornali vede titolare il venezuelano Luis Balbo, classe 2006, che finora ha collezionato una sola presenza da titolare in prima squadra, in Coppa Italia contro il Como. Fa eccezione Repubblica, che invece punta su Robin Gosens dal primo minuto.L’altra differenza significativa arriva dalla Gazzetta dello Sport, unica testata a inserire Jack Harrison tra i titolari. Per il resto, le scelte sembrano simili, cambiano soprattutto i sistemi di gioco con cui vengono disposte in campo.

Harrison stecca: serata da dimenticare nel pari tra Fiorentina e Parma

L’esterno inglese esce tra i fischi dopo 80 minuti di errori e cross sbagliati

Nel grigio pareggio tra Fiorentina e Parma non sono stati molti i protagonisti positivi, ma tra le poche certezze emerse dalla serata ce n’è una che riguarda purtroppo la prestazione di Jack Harrison. L’esterno inglese è stato infatti uno dei giocatori più in difficoltà della partita, tanto da uscire dal campo tra i fischi dopo 80 minuti complicati.Arrivato con l’idea di portare qualità, velocità e soprattutto cross per il gioco offensivo viola, l’ex Leeds United non è mai riuscito a incidere. La sua gara è stata segnata da errori tecnici, scelte sbagliate e soprattutto da una lunga serie di cross imprecisi, proprio quella che dovrebbe essere una delle sue armi principali.Le pagelle dei quotidiani non hanno lasciato spazio a interpretazioni. Corriere dello Sport ha sintetizzato così la sua prova: l’esterno che dovrebbe saltare l’uomo e mettere palloni pericolosi in area “dovrebbe” farlo, ma resta scollegato dal gioco e incapace di creare pericoli. Il giudizio finale, dal Corriere Fiorentino in poi, è severo: 4,5. Segno di una prestazione che non ha convinto praticamente nessuno.In una partita già povera di emozioni e di qualità, la serata di Harrison finisce quindi per diventare uno dei simboli delle difficoltà offensive della Fiorentina. Un segnale negativo che però non può cancellare il percorso del giocatore, chiamato adesso a reagire e dimostrare di poter essere davvero l’uomo in grado di dare ampiezza e pericolosità alla manovra viola.Perché, al di là di una serata storta, la Fiorentina ha bisogno anche del suo contributo. E Harrison sa bene che la risposta migliore ai fischi arriva sempre dal campo.

Fiorentina, il paradosso dei numeri: tanto possesso, zero tiri in porta

A Udine emerge il problema offensivo che fotografa la stagione viola

C’è un dato che più di tutti racconta la serata della Fiorentina al BlueEnergy Stadium, ma anche l'intera stagione viola. Non è il 65% di possesso palla in favore dei viola in una partita poi persa 3-0. E neanche gli expected goals, con l’Udinese avanti 1,65 a 0,66.Il numero che colpisce davvero è quello dei tiri in porta: zero.La Fiorentina ha provato a concludere 10 volte, ma nessuna conclusione è finita nello specchio della porta. Il portiere dell’Udinese Okoye, di fatto, non è stato impegnato neanche una volta nei novanta minuti. Un dato che certifica bene le difficoltà offensive dei viola.La squadra di Vanoli ha avuto il pallino del gioco per lunghi tratti, ma il possesso non si è mai trasformato in vero pericolo. Tante azioni sviluppate, pochi spazi trovati e conclusioni quasi sempre imprecise o murate.Quella di Udine, però, non è soltanto una serata storta. È anche il riflesso di un problema che la Fiorentina si porta dietro da tempo: la difficoltà a trasformare il palleggio in occasioni concrete.Il controllo del gioco spesso c’è, ma negli ultimi metri manca incisività. E il dato dei zero tiri in porta è la fotografia più chiara di questo limite.

Comuzzo, il momento più delicato: proteggere o insistere?

Il giovane difensore della ACF Fiorentina vive una fase complicata

In casa ACF Fiorentina c’è un tema che va oltre la tattica e le lavagne: riguarda la crescita, la gestione, la pazienza. Riguarda Pietro Comuzzo.Il classe 2005 sta vivendo il primo vero momento complicato della sua carriera in Serie A. Dopo l’esplosione, dopo le prestazioni che avevano acceso entusiasmo e fatto parlare di lui come di uno dei talenti più interessanti del panorama italiano, sono arrivate partite meno brillanti, qualche incertezza di troppo, quella sensazione di fatica che può pesare quando sei giovane e ti ritrovi improvvisamente al centro della scena.E allora la domanda diventa inevitabile: insistere o proteggere?Comuzzo è un patrimonio della Fiorentina, tecnico ma anche economico. È un investimento sul futuro, uno di quei giocatori che possono diventare identità, continuità, valore nel tempo. Ma proprio perché ha solo vent’anni, la gestione è tutto.Nel frattempo sta per tornare a pieno regime Daniele Rugani, esperienza, abitudine ai grandi palcoscenici, mestiere. Un profilo diverso, più formato, più pronto nell’immediato. Il suo rientro cambia gli equilibri e offre a mister Vanoli un’alternativa concreta.Tenere Comuzzo dentro per aiutarlo a crescere attraverso le difficoltà? Oppure concedergli un turno di panchina per abbassare la pressione e permettergli di ricaricare energie mentali prima ancora che fisiche?Non sarebbe una bocciatura. Anzi. A volte fermarsi un attimo serve per ripartire meglio. Magari accanto proprio a Rugani, per imparare, per assorbire, per trovare nuove sicurezze. O magari lasciando spazio a rotazioni diverse, cercando solidità immediata.La sensazione è che questa sia una fase delicata, ma naturale. Perché i talenti non crescono in linea retta. Hanno bisogno di tempo, errori, fiducia e anche protezione.La Fiorentina oggi deve scegliere non solo chi mettere in campo, ma come accompagnare uno dei suoi ragazzi più promettenti verso la maturità definitiva. E la risposta, forse, sta nel trovare il giusto equilibrio tra presente e futuro. 

Fiorentina, il vizio di farsi rimontare: quando il vantaggio non basta

Dal pareggio col Torino ai blackout nel recupero: la Viola paga carissimo i finali di gara

C’è un filo rosso che attraversa la stagione della Fiorentina, ed è un filo che spesso si spezza proprio sul più bello. Partite ben giocate, vantaggi meritati, sensazioni di controllo. Poi, puntualmente, qualcosa si inceppa. Un episodio, una disattenzione, un errore che pesa come un macigno. E i punti svaniscono.Il pareggio contro il Torino è solo l’ultimo capitolo di una storia ormai nota. Una storia fatta di rimonte subite nei minuti di recupero, di gare che sembravano in cassaforte e che invece si sono trasformate in occasioni perse. I numeri sono impietosi: dall’inizio del campionato la Fiorentina ha lasciato per strada 22 punti dopo essere stata in vantaggio, tutti maturati nei minuti finali. Un’enormità, che racconta più di qualsiasi analisi tecnica.Non si tratta soltanto di tattica o di singoli errori, anche se quelli non mancano. Il problema è più profondo e riguarda la gestione dei momenti chiave. Quando la partita entra nella sua fase più delicata, quando serve freddezza, personalità e cattiveria sportiva, la Viola tende ad abbassarsi, a perdere distanze, a smarrire certezze. È lì che arrivano i gol che fanno male, quelli che cambiano il volto di una gara e, alla lunga, di un’intera stagione.Il peso sulla classifica è evidente. Con una maggiore solidità nei finali, oggi la Fiorentina racconterebbe un’altra posizione e altre ambizioni. Invece resta la sensazione di una squadra capace di costruire tanto, ma incapace di proteggere fino in fondo ciò che conquista sul campo.Il rischio, ora, è che questo limite diventi una condanna definitiva. Perché nel calcio il tempo non perdona e i campionati si decidono spesso proprio su questi dettagli. I 22 punti buttati non sono solo una statistica: sono il simbolo di una fragilità che la Fiorentina deve risolvere in fretta, se non vuole vedere vanificato tutto ciò di buono che, a tratti, ha saputo mostrare.

Franchi, incrocio di numeri e segnali: Fiorentina-Torino vale più dei tre punti

Il match di sabato sera al Franchi raccontato dalle statistiche

Mancano due giorni a Fiorentina-Torino e, come spesso accade, i numeri aiutano a leggere quello che potrà succedere al Franchi. La storia dice equilibrio quasi perfetto: 153 sfide in Serie A, 50 vittorie granata, 50 viola e 53 pareggi. Ma il presente racconta altro, perché il Torino non batte la Fiorentina in campionato dal gennaio 2023 e nelle ultime sei sfide sono arrivati due successi viola e quattro pareggi.Il Franchi, poi, è da tempo terreno complicato per i granata: una sola vittoria nelle ultime 35 trasferte di campionato a Firenze. La Fiorentina, però, non arriva nel suo momento migliore, reduce da due sconfitte consecutive e con una fragilità difensiva evidente: appena tre clean sheet stagionali, il dato più basso della Serie A.Dall’altra parte il Torino convive con numeri pesanti: differenza reti di -18 dopo 23 giornate, un dato che nella storia granata ha spesso portato a esiti amari. Eppure la squadra granata è anche quella che da più tempo non pareggia in campionato, segno di partite spesso decise da episodi.Occhi puntati anche sui singoli: Moise Kean ha fatto del Franchi il suo fortino, con tutte le reti stagionali segnate in casa, mentre Duván Zapata ha un rapporto speciale con la Fiorentina, contro cui ha già colpito sei volte, spesso lontano da casa.Numeri, trend e precedenti: Fiorentina-Torino parte da qui. Poi, come sempre, sarà il campo a dire quanto valgono davvero le statistiche.

Fiorentina, difesa da rinforzare: pressing su Disasi

Accelerata per il centrale del Chelsea, restano vive le piste Dragusin e Leite

La Fiorentina lavora per ridisegnare la propria retroguardia dopo le recenti partenze. Gli addii di Pablo Marì, approdato all’Al-Hilal, e di Mattia Viti, passato alla Sampdoria, hanno aperto un vuoto nel reparto arretrato che la dirigenza viola intende colmare in tempi rapidi.Nelle ultime ore ha preso quota la pista che porta ad Axel Disasi, difensore francese classe 1997 in uscita dal Chelsea. Il profilo piace da tempo a Firenze e nelle ultime ore la trattativa ha registrato un’accelerazione significativa. Sul giocatore c’è anche l’interesse del West Ham, ma la Fiorentina sta spingendo per ottenere il via libera del calciatore e chiudere l’operazione in prestito entro la giornata di domani.Disasi rappresenta la prima scelta, ma il club viola mantiene aperte anche soluzioni alternative. Sul taccuino restano Radu Dragusin, oggi al Tottenham e seguito da diversi club inglesi e italiani, e Diogo Leite, difensore dell’Union Berlino in scadenza di contratto. Nomi diversi per caratteristiche ed esperienza, ma tutti funzionali a un obiettivo chiaro: dare solidità e nuove certezze alla difesa viola.

Fiorentina, il centrocampo guarda a Bologna: Fabbian è sempre più vicino

La Fiorentina accelera per il classe 2003: accordo ad un passo

Il prossimo rinforzo in entrata per la Fiorentina potrebbe arrivare da Bologna. Non è più soltanto un’idea o una suggestione di mercato: il nome di Giovanni Fabbian è ormai diventato una priorità concreta per il club viola, deciso a rinforzare il centrocampo con un profilo giovane, fisico e già abituato alla Serie A.La dirigenza gigliata ci sta provando con convinzione e, come confermato dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, sono previsti nuovi colloqui con il board rossoblù per cercare di trovare la formula giusta e portare il classe 2003 in Toscana. Un’operazione tutt’altro che semplice, ma che la Fiorentina vuole esplorare fino in fondo.Il dialogo tra le parti è destinato a proseguire anche nella giornata di oggi, lunedì 19 gennaio 2026. Un segnale chiaro di come il club viola continui a lavorare sotto traccia per anticipare la concorrenza e mettere a disposizione di Vanoli un rinforzo mirato in una zona chiave del campo.Fabbian, cresciuto nel vivaio dell’Inter e approdato a Bologna, si è ritagliato uno spazio importante grazie alle sue caratteristiche: inserimenti, struttura fisica, tempi di gioco e una maturità sorprendente per la sua età. Qualità che lo rendono un profilo ideale per il progetto tecnico della Fiorentina, sempre più orientato a valorizzare giovani di prospettiva ma già pronti per incidere.Dal canto suo, il Bologna non ha fretta di privarsi del centrocampista, considerato un elemento prezioso per il presente e il futuro. Per questo serviranno nuovi confronti e una proposta convincente per far vacillare la posizione rossoblù. La Fiorentina, però, resta alla finestra e continua a spingere, forte di un interesse che non è mai stato nascosto. Il mercato è ancora lungo, ma l’asse Firenze-Bologna è caldo. E il nome di Giovanni Fabbian, giorno dopo giorno, continua a restare in cima alla lista dei desideri viola.

Fiorentina, la rinascita di Fagioli: il centrocampista guida la svolta viola

Niccolò Fagioli si prende la regia viola e diventa il simbolo di una squadra che cambia volto

La Fiorentina che sta prendendo forma in questa fase della stagione è una squadra diversa, per idee e per identità. Il mercato sta tracciando una direzione chiara, soprattutto sul piano tattico, con il 4-3-3 che si sta imponendo come sistema di riferimento. Ma in attesa dei rinforzi utili ad ampliare le scelte e ad alzare il tasso tecnico dopo alcune bocciature interne, Paolo Vanoli ha scelto di lavorare su ciò che già c’è, puntando con decisione sulla crescita dei singoli. E tra questi, il volto più rappresentativo del cambiamento è quello di Niccolò Fagioli.Il centrocampista viola ha inciso in modo profondo nel recente cambio di passo della squadra. Non solo per la qualità delle giocate, ma per un atteggiamento che ha segnato una linea netta rispetto al passato. In un momento delicato, con la Fiorentina scivolata pericolosamente verso il basso, Fagioli ha capito che non era più tempo di lamentele o vittimismi. Serviva sporcarsi le mani, prendersi responsabilità e guidare il gruppo sul campo. Una svolta mentale evidente, che ha fatto da detonatore anche per i compagni.Vanoli ha colto subito i segnali e ha costruito attorno a lui un sistema più funzionale alle sue caratteristiche. Nel nuovo assetto, Fagioli agisce da play tra difesa e trequarti, libero di abbassarsi per dare ordine alla manovra ma anche di alzarsi per rifinire e inserirsi. Una posizione che ne esalta la visione di gioco e la pulizia tecnica, permettendogli di diventare il primo riferimento nella costruzione offensiva senza rinunciare alla fase di accompagnamento.La sfida contro il Milan ha rappresentato uno spartiacque. Il centrocampo viola ha tenuto testa, e in alcuni frangenti ha persino sovrastato quello rossonero, con Fagioli protagonista per personalità e continuità. Qualche errore nel finale – tra cui un paio di palloni persi potenzialmente letali, uno dei quali ha portato indirettamente al pareggio – non macchia una prestazione di livello, fatta di coraggio e iniziativa.A confermare il percorso è stato lo stesso Vanoli nel post partita, con parole che vanno oltre la semplice analisi tecnica. Il tecnico ha elogiato la crescita del ragazzo sotto il profilo caratteriale, sottolineando come abbia preso in mano la squadra e sfatando definitivamente il luogo comune che lo voleva inadatto al ruolo di play. Un centrocampista ambizioso, pronto a caricarsi la Fiorentina sulle spalle e a guardare anche oltre, con la Nazionale come obiettivo.In attesa che il mercato completi la nuova fisionomia della squadra, la Fiorentina riparte dunque da certezze costruite in casa. Da un’idea tattica più definita e da uomini che hanno scelto di cambiare passo. E in questo nuovo corso viola, Niccolò Fagioli non è più soltanto una scommessa, ma una colonna su cui edificare il futuro.

Fiorentina, il nome caldo per il centrocampo è Brescianini

Viola al lavoro sulla base di un prestito con diritto che può diventare obbligo

C’è fermento in casa Fiorentina. Il mercato viola continua a muoversi e, nelle ultime ore, un nome già noto è tornato prepotentemente d’attualità: Marco Brescianini. Un profilo seguito anche in passato e che adesso, secondo le ultime indiscrezioni, starebbe diventando qualcosa di più di una semplice suggestione.La Fiorentina sta aumentando la pressione sull’Atalanta, proprietaria del cartellino, e l’idea sul tavolo è chiara: un prestito con diritto di riscatto che potrebbe trasformarsi in obbligo al raggiungimento della salvezza. Una formula che potrebbe soddisfare tutte le parti e che offrirebbe al centrocampista una grande occasione di continuità, dopo una stagione fatta di luci ma anche di utilizzo a singhiozzo.Ma chi è davvero Marco Brescianini? È un nome che forse non accende subito i riflettori, ma che racconta una storia di crescita, pazienza e lavoro. Nato a Calcinate, nella provincia bergamasca, il 20 gennaio del 2000, entra giovanissimo nel settore giovanile del Milan, appena otto anni, iniziando un percorso lungo e formativo. Cresce passo dopo passo, fino a diventare uno dei leader della Primavera rossonera, arrivando persino a indossare la fascia da capitano.Il debutto in Serie A arriva con Stefano Pioli, ma il suo vero percorso passa dai prestiti, dalla Serie B, da stagioni utili per farsi le ossa. Entella, Monza, poi Cosenza: ed è proprio in Calabria che Brescianini cambia marcia, diventando uno degli uomini chiave per la salvezza, con rendimento costante e grande affidabilità.La consacrazione definitiva arriva a Frosinone, dove viene acquistato a titolo definitivo e diventa un punto fermo del centrocampo. Presenze, gol, personalità. Numeri da centrocampista moderno, completo, capace di incidere in entrambe le fasi. Un giocatore che abbina struttura fisica – un metro e ottantotto di altezza – a intelligenza tattica e qualità tecnica. Mancino naturale, pulisce i palloni sporchi, si inserisce con tempi perfetti, sa attaccare l’area e non disdegna la conclusione dalla distanza.Non è un talento istintivo, ma un calciatore costruito con il lavoro, con la testa prima ancora che con i piedi. Box-to-box nel senso più moderno del termine, capace di giocare da mezzala, da trequartista o anche davanti alla difesa, interpretando più ruoli senza perdere equilibrio.Ed è forse proprio questo che piace alla Fiorentina: un giocatore affidabile, intelligente, che conosce i tempi del gioco e può crescere ulteriormente in un contesto ambizioso. Firenze potrebbe essere la tappa giusta, quella della maturità definitiva. Il mercato è ancora lungo, ma il nome di Brescianini resta cerchiato in viola. E questa volta, forse, per davvero.

Gosens accelera: Vanoli valuta il ritorno già contro il Sassuolo

Il tecnico pensa al passaggio alla difesa a quattro: con il rientro del tedesco possibile un nuovo 4-4-2 per rilanciare la Fiorentina

Cresce la fiducia intorno alle condizioni di Robin Gosens, che sta accelerando per tornare a disposizione già nella sfida di Reggio Emilia contro il Sassuolo. L’esterno tedesco, fermato nelle ultime settimane dai problemi fisici, si sta allenando con continuità insieme al gruppo e punta con decisione alla convocazione. Lo staff viola monitora quotidianamente i suoi progressi e nei prossimi giorni Paolo Vanoli valuterà se inserirlo tra i disponibili: segnali incoraggianti, ma servirà ancora qualche test per avere la certezza di rivederlo in campo.Parallelamente, il tecnico lavora sulle possibili soluzioni per dare una scossa alla squadra dopo un avvio complicato. Una delle ipotesi più concrete porta al passaggio alla difesa a quattro, che permetterebbe di valorizzare meglio i centrali a disposizione e di garantire maggiore equilibrio. Scelta che comporterebbe il sacrificio di qualche interprete più adatto alla linea a tre, ma che aprirebbe nuove prospettive tattiche soprattutto sugli esterni.Il rientro di Gosens, in questo senso, rappresenterebbe un vero spartiacque: con lui arruolabile, Vanoli potrebbe pensare a un 4-4-2 con l’ex Atalanta impiegato più alto, da esterno offensivo. Un ruolo che gli permetterebbe di sfruttare gli inserimenti senza palla e la sua naturale tendenza ad attaccare l’area. A destra resterebbe da trovare un equilibrio definitivo, magari adattando un centrocampista di gamba, ma la doppia catena sugli esterni e la presenza di due punte — Kean e Piccoli — darebbero un volto più diretto e verticale alla squadra.In attesa di capire se Gosens sarà effettivamente disponibile già contro il Sassuolo, resta sul tavolo anche l’opzione del 4-3-1-2, soluzione più prudente e immediatamente sostenibile con gli uomini oggi al 100%. La conferenza di venerdì potrebbe offrire indizi decisivi, ma una cosa è certa: con il rientro del tedesco, la Fiorentina ritroverebbe non solo un titolare, ma anche una chiave tattica fondamentale per cambiare passo.

Fiorentina-Bologna, la moviola non si esaurisce: tra VAR e polemiche un 2-2 da rivedere

Diverse decisioni discusse hanno segnato il match del Franchi

Il 2-2 tra Fiorentina e Bologna non resterà soltanto nel tabellino della 9ª giornata. Al Franchi è stata una serata carica di tensione, in campo e soprattutto davanti ai monitor del VAR, con l’arbitro La Penna spesso chiamato a riconsiderare situazioni al limite.L’avvio di gara porta subito con sé un episodio: sullo 0-1 non viene ravvisata irregolarità nel contatto tra Holm e Mandragora, decisione sulla quale lo staff arbitrale non torna. Sempre nel primo tempo, un tocco di mano di Dodô al limite dell’area viola fa discutere: braccio largo, ma movimento ritenuto congruo e quindi senza sanzione.Nella ripresa il primo momento chiave: Kean va al tiro, colpisce prima lui il pallone e non c’è intervento falloso di Lucumi. L’assistente Imperiale segnala però rigore, La Penna indica il dischetto ma il VAR lo richiama al monitor: OFR e penalty revocato.A seguire, altri due episodi in area: Ferguson sfiora il pallone col braccio ma non viene considerato punibile, mentre dall’altra parte Bernardeschi cade dopo un contatto minimo con Sabiri: per l’arbitro non ci sono gli estremi per assegnare il rigore, scelta corretta.I due penalty concessi alla Fiorentina arrivano invece su mani evidenti: prima Ferguson ha il braccio troppo largo sul cross di Dodô, poi Bernardeschi sul tiro di Kean allarga il destro oltre la sagoma. In entrambi i casi la tecnologia conferma l’intervento dal dischetto, con La Penna che torna al monitor nel secondo episodio.Nel finale c’è spazio anche per il rosso a Holm, inevitabile dopo il fallo su Fortini in ripartenza. E per un gol del Bologna cancellato: Orsolini scatta oltre Pongracic e il VAR interviene per segnalare la posizione irregolare che rende vano il tap-in di Dallinga.Insomma, una gara piena di decisioni complesse e destinata probabilmente a far discutere ancora. Perché se il 2-2 resta, la sensazione è che il vero triplice fischio su Fiorentina-Bologna debba ancora arrivare.

Fiorentina, il punto sugli acciaccati: Dodo e Fazzini in ripresa, più lunga per Sohm

Il tecnico viola lavora con un gruppo ridotto: dieci in Nazionale tre infortunati

Settimana di lavoro a ranghi ridotti per la Fiorentina, con Stefano Pioli costretto a gestire un gruppo incompleto tra infortuni e assenze per le convocazioni in nazionale. Sono ben dieci, infatti, i giocatori impegnati con le rispettive selezioni, e torneranno a disposizione soltanto a metà della prossima settimana. Per questo motivo, in questi giorni il tecnico viola sta portando avanti gli allenamenti con una rosa ristretta, rinforzata da diversi elementi della Primavera utili per mantenere alto il ritmo e continuare a lavorare sulla parte tattica.Sul fronte infermeria arrivano però anche alcune buone notizie. Dodo e Jacopo Fazzini, entrambi usciti acciaccati dopo la gara interna contro la Roma, stanno migliorando sensibilmente. I due hanno svolto anche ieri una seduta personalizzata, ma le sensazioni sono positive e il loro pieno rientro in gruppo è atteso già nei prossimi giorni. L’obiettivo è riaverli a disposizione per la ripresa del campionato, così da restituire a Pioli due pedine importanti sulle corsie laterali e in mezzo al campo.Più complesso invece il recupero di Simon Sohm. Il centrocampista svizzero è fermo per una fastidiosa fascite plantare che lo ha già costretto a saltare la gara di Conference League contro il Sigma Olomouc, quella di Serie A con la Roma e la convocazione con la sua Nazionale. Le sue condizioni continuano a essere monitorate giorno per giorno, ma lo staff medico preferisce non forzare i tempi per evitare ricadute. Solo quando il dolore sarà del tutto riassorbito il giocatore potrà tornare ad allenarsi con i compagni.Nel frattempo, Pioli prosegue il lavoro con chi è rimasto a Firenze, alternando esercitazioni tecnico-tattiche e lavoro atletico. L’obiettivo è mantenere la concentrazione alta nonostante le numerose assenze e arrivare pronti alla ripresa del campionato, quando inizierà un nuovo ciclo di partite ravvicinate che richiederà l’apporto di tutta la rosa.

Derby senza vincitori: il Pisa sfiora l’impresa, la Fiorentina non decolla

All’Arena Garibaldi finisce 0-0: nerazzurri fermati da due legni e da episodi contestati

Dopo più di 30 anni il derby dell’Arno è tornato all’Arena Garibaldi. E come allora, anche stavolta, non ha offerto gol. È arrivato però uno 0-0 che lascia sensazioni contrastanti: rammarico in casa Pisa, per le occasioni mancate e le decisioni arbitrali discusse, e insoddisfazione in casa Fiorentina, ancora senza vittorie dopo cinque giornate e con una classifica che inizia a farsi preoccupante.La cronaca racconta di un Pisa intraprendente e capace di costruire le occasioni migliori. Prima la traversa colpita da Nzola, bravo a liberarsi tra i centrali viola dopo pochi minuti, poi il palo scheggiato da Cuadrado nella ripresa, con un destro secco che ha fatto tremare De Gea. Due legni che hanno fatto esplodere l’Arena e che hanno reso palpabile la sensazione che il derby potesse tingersi di nerazzurro. A completare il pacchetto delle recriminazioni, il gol annullato a Meister e le proteste per due episodi in area viola, con sospetti tocchi di mano di Pongracic e Fazzini che hanno acceso il dibattito.La Fiorentina, dal canto suo, ha fatto valere il maggior possesso palla (62%), ma la supremazia territoriale non si è tradotta in pericoli concreti. Gilardino ha incartato la manovra viola con intensità e pressing, mentre Pioli ha visto la sua squadra affidarsi soprattutto a Moise Kean, che si è procurato un paio di chance ma non ha inciso come ci si attende da lui. Le soluzioni offensive restano limitate e la sensazione è che la Fiorentina stia ancora cercando una fisionomia precisa, tra cambi di modulo e interpreti non ancora al meglio.Il derby, insomma, conferma due realtà opposte: il Pisa, pur con soli due punti in classifica, può guardare al futuro con fiducia, forte di una prestazione che ha messo in difficoltà una big e di un’identità già chiara; la Fiorentina, invece, resta avvolta nelle proprie incertezze. L’ultima volta che i viola non vincevano nelle prime cinque giornate risaliva al 1977/78: un dato che rende bene la misura di un avvio complicato. Pioli è ancora alla ricerca della scintilla, ma il tempo comincia a stringere e la piazza viola non può accontentarsi di un bicchiere che appare sempre più mezzo vuoto.

Gudmundsson accelera: il Franchi lo aspetta

L’islandese verso il recupero: segnali positivi in vista della sfida con il Como.

Albert Gudmundsson stringe i denti e punta deciso al ritorno in campo. Dopo i fastidi muscolari accusati in Nazionale, l’attaccante ha iniziato un percorso di lavoro mirato che gli ha permesso di anticipare i tempi. Negli ultimi giorni si è allenato con il gruppo, alternando esercitazioni tecniche e sedute personalizzate, con l’obiettivo di ritrovare brillantezza e intensità. Le risposte sono state incoraggianti e cresce la fiducia di rivederlo tra i convocati per la gara interna contro il Como.La notizia restituisce un sorriso a Pioli. Occhi puntati anche su Hans Nicolussi Caviglia, che scalpita in attesa del debutto ufficiale con la maglia viola, e su Jacopo Fazzini, la cui buona prova contro il Napoli lo ha inserito di diritto nel novero delle alternative più concrete.L’allenatore ha così la possibilità di variare le soluzioni offensive e di valutare più opzioni a centrocampo. Ma il ritorno di Gudmundsson resta la notizia più attesa: l’islandese vuole essere protagonista al Franchi e sta facendo di tutto per riuscirci.

Lamptey, primi lampi in viola: un esordio breve ma brillante

Domani alle 14:00 la presentazione dell'ultimo acquisto Villa

Sabato scorso al Franchi, nella sfida contro il Napoli, Tariq Lamptey ha vissuto i suoi primi minuti in maglia viola. Sono stati appena otto, recupero compreso, ma sufficienti per intravedere tratti del suo repertorio. Il giovane esterno ghanese è entrato con il piglio giusto, portando freschezza e rapidità sulla corsia destra. Qualche controllo impreciso non ha tolto vivacità alla sua prestazione, caratterizzata da coraggio, accelerazioni e sovrapposizioni continue con Dodô. Un atteggiamento che non è passato inosservato al pubblico del Franchi, pronto ad applaudirlo più volte.La scelta di inserirlo al posto del centrale Comuzzo ha dato anche un chiaro segnale tattico: aumentare la spinta offensiva negli ultimi minuti, sfruttando un giocatore veloce e abile nell’uno contro uno, capace di creare superiorità numerica. È proprio ciò che la Fiorentina cercava, un’alternativa con le stesse caratteristiche del brasiliano.Il giudizio definitivo è ovviamente rimandato, ma il primo impatto lascia ottimismo. Lamptey ha mostrato personalità, energia e la voglia di ritagliarsi spazio. E domani alle 14 è in programma la sua conferenza stampa di presentazione, occasione per conoscere più da vicino le ambizioni e le aspettative legate al suo arrivo a Firenze.

Fiorentina in giro per il mondo: otto viola convocati dalle Nazionali

Tra Europa e Africa, i viola rispondono alle convocazioni per le qualificazioni mondiali

Il calciomercato è ormai alle spalle e per la Fiorentina è arrivato il momento di concentrarsi solo sul campo. Per vedere di nuovo i viola in partita ufficiale, però, servirà ancora un po’ di pazienza: il calendario infatti si è fermato per la sosta delle Nazionali. In queste due settimane Pioli dovrà fare a meno di diversi elementi della rosa, otto in totale, che hanno risposto alle convocazioni delle rispettive selezioni.Tra loro c’è Moise Kean, unico a vestire l’azzurro della Nazionale maggiore guidata da Gattuso, attesa dalle sfide di qualificazione al Mondiale contro Estonia e Israele. Sempre in ambito europeo, spicca la chiamata della Croazia, dove è stato inserito Marin Pongracic, impegnato con le Isole Far Oer e successivamente con il Montenegro.Non mancherà l’apporto dei gigliati anche alla Bosnia ed Erzegovina, che per gli incontri con San Marino e Austria potrà contare su Edin Dzeko ed Eman Kospo. A loro si aggiunge Albert Gudmundsson, convocato dall’Islanda per affrontare Azerbaigian e Francia.A livello extra-europeo, invece, il viola Tariq Lamptey volerà in Africa con il suo Ghana, dove lo attendono i match contro Ciad e Mali. Spazio anche alla Svizzera, che affronterà Kosovo e Slovenia contando sul contributo di Simon Sohm.Infine, guardando al settore giovanile azzurro, ci sarà Cher Ndour con l’Under 21 italiana, mentre non prenderà parte agli impegni Pietro Comuzzo: il difensore, inizialmente convocato, ha dovuto rinunciare a causa di un problema allo stomaco che lo accompagna dalla gara contro il Torino.Otto giocatori in giro per il mondo, dunque, e un gruppo ridotto a Firenze: per Pioli e la sua squadra sarà l’occasione di lavorare con chi è rimasto, nell’attesa di riabbracciare i nazionali e riprendere il cammino in campionato.

Nicolussi Caviglia, la Fiorentina piazza il colpo a centrocampo

Accordo con il Venezia: prestito oneroso da un milione e diritto di riscatto a 7, che diventa obbligo al 50% delle presenze stagionali

Hans Nicolussi Caviglia è pronto a diventare un nuovo giocatore della Fiorentina. L’intesa con il Venezia è ormai totale: il centrocampista classe 2000 arriverà in prestito oneroso da un milione di euro, con diritto di riscatto fissato a 7 milioni. Una clausola che si trasformerà automaticamente in obbligo qualora il calciatore dovesse collezionare almeno la metà delle presenze stagionali in maglia viola.Il trasferimento potrebbe concretizzarsi già nelle prossime ore, con l’arrivo a Firenze atteso entro stasera e le visite mediche che si svolgeranno a breve. Cresciuto nel vivaio della Juventus, Nicolussi Caviglia ha vissuto l’ultima stagione al Venezia, culminata con la retrocessione in Serie B. Nonostante l’amaro epilogo, ha messo in mostra personalità e qualità che hanno convinto la dirigenza gigliata a puntare su di lui.Per Stefano Pioli si tratta di un rinforzo importante in un reparto già ricco di soluzioni tecniche: l’allenatore viola potrà contare su un centrocampista moderno, dinamico e con buona visione di gioco, pronto a inserirsi in un contesto che ambisce a competere ai massimi livelli.

Beltrán saluta Firenze: addio dopo due anni, va al CSKA Mosca

Dalla grande attesa all’occasione mancata: il numero 9 lascia Firenze senza mai aver trovato la sua dimensione

Lucas Beltrán saluta la Fiorentina dopo appena due stagioni. L’attaccante argentino, arrivato nell’estate del 2023 dal River Plate con grandi aspettative e con il peso della maglia numero 9 sulle spalle, è a un passo dal trasferirsi al CSKA Mosca per una cifra vicina ai 15 milioni di euro. In Russia, per lui, è già pronto un contratto quinquennale da 3 milioni a stagione, un ingaggio che testimonia la fiducia del club moscovita e la volontà di rilanciare un giocatore che a Firenze non è mai riuscito davvero a esprimere tutto il suo potenziale.Quando la Fiorentina lo portò in Italia, Beltrán era reduce da stagioni importanti in Argentina, con la nomea di attaccante moderno, dinamico, abile sia dentro l’area che nel dialogo con i compagni. Un profilo che sembrava perfetto per il gioco della Viola, in cerca di un centravanti che potesse raccogliere l’eredità di bomber come Vlahovic. Le aspettative erano altissime, alimentate anche dall’investitura simbolica della maglia numero 9.La realtà, però, è stata diversa. In due anni Beltrán non ha mai trovato una collocazione precisa nello scacchiere viola. Non è mai stato impiegato stabilmente come punta centrale, ruolo in cui avrebbe dovuto fare la differenza, e spesso è stato utilizzato come seconda punta o addirittura trequartista, sacrificando quelle caratteristiche che lo avevano fatto emergere al River Plate. L’adattamento al calcio italiano si è rivelato più complicato del previsto: Beltrán ha mostrato corsa, disponibilità al sacrificio e spirito di squadra, ma raramente ha inciso in zona gol.A Firenze resta il ricordo di un giocatore generoso, ma che non è riuscito a diventare quel terminale offensivo capace di spostare gli equilibri. Le sue reti sono state poche, distribuite a fatica e senza mai trovare continuità. La sua esperienza viola è stata segnata da partite in cui ha dato l’impressione di essere fuori ruolo, di non riuscire a trovare la posizione giusta in campo.Per la Fiorentina, l’operazione porterà un incasso vicino ai 15 milioni, una cifra che consente di rientrare in buona parte dell’investimento fatto due anni fa. Per Beltrán, invece, si apre un capitolo completamente nuovo della sua carriera, lontano dalla Serie A ma con la possibilità di tornare protagonista.A Firenze la sua avventura resterà come un’occasione mancata: tanto entusiasmo all’arrivo, tante promesse, ma poca concretezza. Beltrán ha avuto cuore e dedizione, ma non è mai riuscito a essere il numero 9 che la Fiorentina e i suoi tifosi si aspettavano.

Fiorentina, si raffredda la pista Bernabé: ora si guarda a Bennacer e Asllani

Richieste elevate del Parma e desiderio di titolarità complicano l’affare: il club viola vira su altri obiettivi

La Fiorentina rallenta su Adrián Bernabé. Quella che fino a pochi giorni fa sembrava una trattativa calda si è arenata bruscamente, e le possibilità che il centrocampista del Parma approdi in viola appaiono oggi molto ridotte. Alla base dello stop, innanzitutto, le pretese economiche dei ducali: una valutazione tra i 20 e i 25 milioni di euro, giudicata eccessiva da parte della dirigenza gigliata.Ma non è soltanto una questione di costi. Bernabé, cresciuto nel settore giovanile del Manchester City, avrebbe espresso la volontà di essere protagonista sin da subito, chiedendo garanzie sul suo impiego da titolare. Una richiesta difficile da accogliere, soprattutto in un contesto tecnico che, pur prevedendo tante partite tra campionato, coppe e impegni europei, non può offrire certezze assolute a nessuno.La Fiorentina resta comunque determinata a rafforzare il reparto di centrocampo con un innesto di qualità e personalità. Per questo motivo ha riacceso i riflettori su Ismaël Bennacer, ormai fuori dai piani del Milan e non convocato per il ritiro estivo. Un profilo esperto, che intriga per caratteristiche tecniche e capacità di adattarsi a più ruoli.In parallelo, si continua a monitorare anche la situazione di Kristjan Asllani, regista al centro delle attenzioni di diverse squadre di Serie A, Bologna su tutte. La Fiorentina osserva con attenzione, pronta ad affondare il colpo giusto appena si presenterà l’occasione. La pazienza, in questa fase, sarà l’alleata migliore per non sbagliare.

Fiorentina, Bernabé primo obiettivo per la regia: il sì del giocatore c’è, ora serve convincere il Parma

Il centrocampista spagnolo è in cima alla lista dei desideri viola: il club emiliano chiede 25 milioni

La Fiorentina accelera sul fronte del regista. L’obiettivo è chiaro: regalare a Stefano Pioli un nuovo faro del centrocampo già entro l’inizio del ritiro estivo. Il nome in cima alla lista è quello di Adrián Bernabé, classe 2001, talento cristallino del Parma che ha già dato la propria disponibilità al trasferimento in viola. Un’apertura importante, che testimonia l’appeal del progetto tecnico gigliato e la voglia del giocatore di misurarsi con la Serie A dopo due stagioni da protagonista in cadetteria.Ora il nodo principale è rappresentato dal club emiliano. Il Parma, che ha già ceduto Bonny all’Inter, non è convinto di voler sacrificare un altro pezzo pregiato del proprio scacchiere, soprattutto dopo aver fallito la promozione nella passata stagione. Tuttavia, davanti a una proposta ritenuta congrua, non si opporrà alla cessione. La valutazione fatta per Bernabé è di circa 25 milioni di euro. Una cifra importante, ma non fuori portata per la Fiorentina, che sta lavorando per strutturare l’offerta giusta, magari inserendo contropartite tecniche o formule dilazionate.Il centrocampista spagnolo ha conquistato gli osservatori viola per la sua capacità di legare il gioco, il dinamismo e la visione. Già seguito in passato, è ora diventato l’obiettivo primario per la cabina di regia. In passato i dirigenti avevano sondato anche Simon Sohm, altro profilo interessante del Parma, ma la scelta è caduta con decisione su Bernabé.L’intenzione della società è quella di chiudere l’operazione entro la metà di luglio, per permettere a Pioli di avere il regista a disposizione fin dalle prime sedute di allenamento. Non sarà una trattativa semplice, ma la volontà di affondare il colpo c’è, e il sì del giocatore è un tassello fondamentale per la buona riuscita dell’affare.La Fiorentina prova così a mettere ordine nella zona nevralgica del campo, dando un segnale chiaro di ambizione e progettualità. Bernabé rappresenta non solo un investimento per il presente, ma anche un potenziale patrimonio per il futuro. E ora il conto alla rovescia è partito.

Firenze-Empoli, asse caldo: nel mirino Fazzini e non solo

Nel mirino viola anche Anjorin e due ex calciatori azzurri

Si intensificano i contatti sull’asse Firenze-Empoli. Nelle ultime ore la Fiorentina ha puntato con decisione Jacopo Fazzini, centrocampista classe 2003 che, secondo ambienti vicini al giocatore, accetterebbe di corsa il trasferimento in maglia viola. Il club di Commisso è pronto a muoversi concretamente, anche se l’Empoli parte da una richiesta piuttosto alta: 15 milioni di euro. L’obiettivo di Pradè e Goretti è abbassare sensibilmente la cifra, provando a chiudere a una valutazione più contenuta. La prossima settimana potrebbe essere decisiva per capire se i margini per trattare ci sono davvero.Oltre a Fazzini, la Fiorentina ha messo gli occhi anche su Tino Anjorin, centrocampista del 2001 che ha ben figurato nell’ultima stagione. Anche in questo caso, il costo del cartellino si aggira su cifre importanti, ma leggermente inferiori rispetto a quelle del compagno. La strategia della dirigenza viola è chiara: tentare un doppio colpo da una piazza, quella empolese, che storicamente ha sempre prodotto profili interessanti. Trattative da costruire con pazienza, cercando di limare le richieste iniziali.Non si esclude nemmeno un ritorno di fiamma per Hamed Traorè, oggi di proprietà del Bournemouth ma con un passato significativo proprio all’Empoli. Il suo nome era stato accostato ai viola già nel 2017, quando sulla panchina c’era Pioli. L'altro ex Empoli, nel mirino viola, è invece Sebastiano Esposito che, dopo il prestito in azzurro, ha fatto ritorno all'Inter.La Fiorentina si muove, l’Empoli ascolta. I prossimi giorni diranno se l’asse toscano si trasformerà in qualcosa di più.

Fiorentina-De Gea, prove di rinnovo: il club vuole blindarlo fino al 2027

La società viola punta su un biennale per il portiere spagnolo, vero pilastro della squadra

La situazione legata a David De Gea continua a tenere banco in casa Fiorentina, con la dirigenza gigliata che sta lavorando con determinazione per cercare di convincere il portiere spagnolo a prolungare la sua avventura a Firenze. Dopo una stagione che ha visto De Gea imporsi non solo come un elemento fondamentale in campo, ma anche come un punto di riferimento nello spogliatoio, il club viola ritiene prioritario confermare la sua presenza anche per le prossime stagioni.La Fiorentina avrebbe già messo sul tavolo una proposta concreta: non ci si limita più a parlare semplicemente dell’opzione di rinnovo per un altro anno – che prevederebbe un adeguamento dell’ingaggio dagli attuali 1,2 milioni di euro a 2,4 milioni a stagione – ma si punta ora a qualcosa di più strutturato e duraturo. L'obiettivo della società è infatti quello di blindare De Gea fino al 2027, proponendo un nuovo contratto biennale che garantisca stabilità sia al giocatore che al progetto tecnico della squadra.Le parti, al momento, sembrano aver cominciato a confrontarsi – seppur in modo ancora interlocutorio – su questa ipotesi. Nonostante il dialogo sia stato finora piuttosto cauto, esiste una reciproca apertura, e la sensazione è che entrambe le parti siano intenzionate a proseguire il discorso a stagione conclusa, quando ci sarà maggiore chiarezza sul futuro tecnico e sportivo del club.Da parte sua, David De Gea ha sempre mantenuto una posizione chiara e coerente: il suo obiettivo principale era quello di concentrarsi sulla stagione in corso, senza lasciarsi distrarre da trattative o questioni contrattuali. Tuttavia, con il campionato ormai agli sgoccioli e il futuro prossimo da programmare, il momento per affrontare il tema è arrivato.Ciò che gioca sicuramente a favore della Fiorentina è il forte legame che si è creato tra De Gea e la città di Firenze, oltre che con l’ambiente viola nel suo complesso. L’ex portiere del Manchester United ha trovato accoglienza, calore e fiducia, elementi che hanno contribuito a farlo sentire nuovamente al centro di un progetto importante. La stima nei confronti del club è reciproca: la Fiorentina vede in lui un tassello imprescindibile per le proprie ambizioni future.Che si tratti di un rinnovo annuale alle condizioni attuali, oppure – come auspicato – di un prolungamento biennale fino al 2027, è chiaro che la Fiorentina intende ripartire da De Gea. Un segnale forte, una conferma di continuità e serietà da parte della società, che vuole costruire una squadra competitiva a partire da una figura esperta, affidabile e carismatica tra i pali.

Fiorentina, centrocampo tutto da rifondare: il punto della situazione

Tra riscatti da valutare, giovani di ritorno e rinnovi in sospeso, il futuro della mediana viola è tutto da scrivere

La stagione è ormai agli sgoccioli, e per la Fiorentina è tempo di riflessioni profonde in vista del futuro. Dopo l’ultima partita di campionato a Udine, i riflettori si accendono sul centrocampo viola, un reparto che potrebbe subire profondi cambiamenti durante la prossima estate. Attualmente sono sette i centrocampisti in rosa, ma di questi pochissimi hanno la certezza di restare anche nella prossima stagione. Partiamo dalla situazione di Yacine Adli, arrivato in prestito dal Milan con diritto di riscatto. Il prezzo fissato è superiore ai 10 milioni di euro, una cifra che la Fiorentina al momento non sembra intenzionata a versare. Tuttavia, l’ipotesi di una permanenza non è del tutto tramontata: si sta infatti facendo strada la possibilità che il club viola chieda uno sconto ai rossoneri. Un'ipotesi che, ad oggi, viene considerata plausibile.Capitolo Nicolò Fagioli: la trattativa con la Juventus prevede un riscatto da 13,5 milioni di euro. Ma in questo caso, il destino del centrocampista bianconero è legato alla qualificazione o meno alla Conference League. In caso di mancato approdo alle coppe, la Fiorentina avrà tempo fino al 30 giugno per decidere se affondare il colpo oppure no. Una decisione che sarà anche strategica, viste le incognite legate al budget e agli obiettivi futuri.Per quanto riguarda Danilo Cataldi, arrivato in estate, i segnali sono più positivi. Il centrocampista ex Lazio si è ben integrato nel sistema di gioco e ci sono buoni presupposti per una sua permanenza anche nella prossima stagione. Un discorso diverso va fatto per Michael Folorunsho, in prestito dal Napoli con diritto di riscatto fissato a 8 milioni di euro. Il club viola farà delle valutazioni approfondite nelle prossime settimane, ma il prezzo è considerato troppo alto.Rolando Mandragora, invece, è stato uno dei protagonisti della stagione viola. Il centrocampista ha mostrato continuità e leadership, ma per garantirne la permanenza servirà un rinnovo di contratto: l’attuale accordo scade nel 2026, e la società dovrà intervenire per evitare sorprese future.E poi ci sono i giovani. Il marocchino Richardson, pagato 10 milioni, potrebbe partire in prestito per accumulare esperienza. L’investimento importante fatto su di lui impone una gestione attenta e mirata: la priorità sarà farlo crescere con continuità. Discorso diverso per Cher Ndour, talento classe 2004, su cui la società sembra voler puntare già da ora. L’idea è quella di tenerlo a Firenze e aumentare gradualmente il suo minutaggio, inserendolo con intelligenza nei meccanismi della prima squadra.Infine, occhi puntati anche sui due giovani rientranti dai prestiti: Alessandro Bianco e Amatucci, entrambi cresciuti nel vivaio viola. Potrebbero rappresentare delle risorse preziose, soprattutto in un'ottica di rotazioni e sostenibilità economica.Insomma, sarà un’estate calda per la dirigenza gigliata, chiamata a ricostruire quasi da zero il cuore del gioco. Un centrocampo che, tra certezze da confermare e giovani da valorizzare, rappresenterà una delle chiavi per il rilancio della Fiorentina nella prossima stagione.

Fiorentina, è la notte della verità: Palladino si gioca la finale (e il cuore di Firenze)

Contro il Betis in palio la terza finale di Conference consecutiva. Il tecnico confermato fino al 2027

La notte più importante, per provarne a conquistare un’altra ancora più luminosa. La Fiorentina si gioca tutto nella semifinale di ritorno di Conference League con un obiettivo chiaro: raggiungere la terza finale europea consecutiva e mettere un timbro indelebile sulla gestione Palladino. Un tecnico che, alla vigilia del match più delicato della stagione, ha ricevuto l’investitura definitiva dalla società: opzione per il rinnovo esercitata, contratto fino al 2027. Una presa di posizione netta, che ha fatto rumore anche tra i tifosi, ancora divisi sul giudizio nei confronti dell’ex allenatore del Monza.Ma stasera sarà il campo a parlare, e Palladino vuole rispondere con i fatti a chi ancora nutre dubbi. Lo farà con la formazione-tipo, su cui stampa e ambiente sembrano per una volta concordi: 4-2-3-1 con De Gea tra i pali, Comuzzo al centro della difesa al posto dell’escluso Pablo Marì, affiancato da Pongracic e Ranieri. Sulle fasce ci saranno Gosens a sinistra e il recuperato Dodo a destra, tornato a sorpresa dopo l’appendicite di fine aprile.In mezzo, senza Cataldi, tocca ad Adli guidare la manovra, spalleggiato da Mandragora e da un Fagioli chiamato a riscattarsi dopo un periodo opaco. In avanti, Kean partirà dal 1’, pronto a spaccare la partita dopo aver fatto solo da comparsa all’andata. Dietro di lui, Gudmundsson avrà il compito di accendere la luce. E magari trascinare la Viola verso l’ennesimo sogno europeo.

Fiorentina, rifinitura al Viola Park prima del Betis Siviglia

Cataldi si allena a parte, sorridono Kean e Colpani

Alla vigilia della semifinale d’andata di Conference League contro il Betis Siviglia, la Fiorentina si è allenata questa mattina al Viola Park prima della partenza per la Spagna. Agli ordini di Raffaele Palladino, il gruppo ha lavorato quasi al completo, ma con una novità dell’ultima ora: era assente Danilo Cataldi.Il centrocampista ex Lazio, però, non desta particolari preoccupazioni. Secondo quanto appreso, si sta allenando a parte come previsto dal programma personalizzato, e la sua presenza tra i convocati non dovrebbe essere in discussione.Buone notizie invece per Moise Kean e Andrea Colpani, che si sono allenati regolarmente anche oggi e si avvicinano sempre più alla convocazione per la sfida di domani. In particolare Kean, rientrato in gruppo ieri, si è mostrato sereno e sorridente durante la seduta odierna, dialogando spesso con i compagni e con Gudmundsson.Curiosità: con la prima squadra si è allenato anche il giovane portiere Gianmaria Fei, classe 2007 dell’Under 18, aggregato eccezionalmente per la rifinitura.La lista dei convocati verrà diramata dalla società viola nel primo pomeriggio.

Fiorentina, De Gea: 'Rinnovo? Qua sto bene ma prima pensiamo a questa stagione'

'La città è splendida, la gente meravigliosa. Il club ha una storia unica'

David De Gea ha raccontato il suo anno sabbatico in un’intervista rilasciata a la Repubblica: “Dopo aver giocato per così tanti anni ad altissimi livelli volevo soltanto stare un po’ tranquillo. Forse è stato il periodo più bello della mia vita. Ho potuto vivere intensamente la famiglia, mia moglie Edurne, mia figlia Yanay, vedere più spesso quegli amici che ero riuscito a vedere così poco negli ultimi anni. Mi spostavo da Madrid a Manchester e continuavo ad allenare testa e fisico”.Poi la scelta di Firenze: “La città è splendida, la gente meravigliosa. Il club ha una storia unica, il Franchi mi emoziona, lo trovo bellissimo e molto caldo. Ho subito detto di sì. E poi, il campionato italiano mi ha sempre attirato”.L’ex portiere del Manchester United ha spiegato cosa lo affascina del progetto viola: “Tutto. Dal Viola Park, dove ho anche vissuto i primi due mesi, fino al legame con il presidente Commisso e il tecnico Palladino. Hanno ambizione e prospettiva. Vogliamo spingerci più in alto possibile, centrare l’Europa. E provare a vincere la Conference”.Infine, una battuta sul futuro: “Ho firmato per un anno e il club ha l’opzione per il rinnovo (a ingaggio raddoppiato, 2.4 milioni di euro, ndr). Sono contento a Firenze, sono felice di essere alla Fiorentina, prima però conta terminare al meglio la stagione”.

Fiorentina, adesso Mandragora è l'uomo in più di questa squadra

L'agente: “Che emozione il gol contro la Juve. La Nazionale...”

Rolando Mandragora è senza dubbio uno degli uomini chiave della Fiorentina di questa stagione. Il centrocampista viola sta vivendo un periodo di forma straordinario, testimoniato dalle reti decisive realizzate nelle ultime uscite contro Panathinaikos e Juventus. Gol pesanti, che hanno contribuito a tenere alta la squadra sia in campo europeo che in campionato, confermando il suo crescente ruolo all’interno della rosa di Raffaele Palladino.A parlare del momento d’oro del giocatore è il suo agente, Luca De Simone, che a La Nazione ha espresso tutta la sua soddisfazione per il rendimento del suo assistito:“La rete con la Juve è stata un’emozione unica. Rolando lavora duramente per raggiungere questi livelli e questi traguardi li merita tutti. I gol sono sempre una ciliegina, specialmente se belli e importanti come gli ultimi due, ma direi che anche le prestazioni sono state di spessore”, ha dichiarato il procuratore, sottolineando come il contributo del centrocampista vada ben oltre le marcature.Mandragora si sta imponendo come un vero e proprio leader del gruppo, un giocatore capace di fare la differenza non solo per la sua qualità tecnica e tattica, ma anche per il suo spessore umano. Lo si è visto chiaramente nella partita di Conference League contro il Panathinaikos, quando, dopo il gol, ha scelto di abbracciare non un compagno in campo, ma Pietro Terracciano, rimasto in panchina. Un gesto che testimonia il forte legame con la squadra e lo spirito di appartenenza che lo contraddistingue.“Devo dire che la sua emozione nel parlare del direttore Barone ha toccato anche noi. Rolando ha un cuore grande. Basti pensare che nella partita di coppa dopo il gol è andato ad abbracciare un compagno che non era stato scelto per giocare (Terracciano, ndr)”, ha aggiunto De Simone, sottolineando ancora una volta la sensibilità e l’attaccamento del giocatore non solo alla maglia, ma anche all’ambiente che lo circonda.Mandragora, arrivato a Firenze nell’estate del 2022, si è progressivamente ritagliato un ruolo sempre più importante all’interno della squadra, trovando un ottimo feeling con Vincenzo Italiano. Il rapporto con il tecnico, infatti, è solido e basato su una grande fiducia reciproca:“Rolando è molto legato al club e alla città ma anche il rapporto con il mister è sempre stato buono”, ha confermato l’agente, facendo intendere come il giocatore si trovi perfettamente a suo agio nel sistema di gioco della Fiorentina.E proprio le prestazioni sempre più convincenti in maglia viola riportano al centro del dibattito il tema della Nazionale. Mandragora ha già vestito la maglia azzurra in passato e il desiderio di tornare a far parte del giro della selezione italiana è sempre vivo.“La Nazionale? Rolando ha da sempre un rapporto speciale con la maglia azzurra. Sicuramente un po’ la convocazione gli manca, ma questo gli serve da stimolo per continuare la crescita”, ha concluso De Simone.Parole che confermano la determinazione del centrocampista, pronto a continuare il suo percorso di crescita e a dimostrare, partita dopo partita, di meritare un posto tra i migliori centrocampisti italiani. E con prestazioni come quelle delle ultime settimane, il sogno azzurro potrebbe presto tornare a essere realtà.

Fiorentina, il punto su Moise Kean: da valutare ancora i tempi di recupero

L'attaccante viola è stata dimesso dall'ospedale ed è torna a Firenze già oggi

Buone notizie per la Fiorentina e per Moise Kean: l’attaccante viola, ricoverato nella serata di ieri in ospedale dopo il colpo subito al volto al 57’ della partita contro l’Hellas Verona, è stato dimesso ed è rientrato a Firenze già oggi. Questo il comunicato diffuso dal club viola: “ACF Fiorentina comunica che Moise Kean, nella notte, è stato dimesso dall’ospedale di Verona e ha fatto rientro a Firenze. I test clinici e diagnostici effettuati sono risultati tutti negativi.”Nel pomeriggio di ieri, la Fiorentina aveva spiegato quanto accaduto al giocatore, uscito in barella e trasportato in ambulanza dal Bentegodi: “ACF Fiorentina comunica che il calciatore Moise Kean, nel corso della partita contro il Verona, ha riportato un trauma cranico. Il calciatore è in ospedale per accertamenti.” Accertamenti che per fortuna non hanno evidenziato nulla di grave, ora il calciatore può provare a recuperare. Le ipotesi sul suo possibile rientro, però, saranno poi fatte soltanto più in là, vista la delicatezza della parte interessata.

Gudmundsson, una stagione segnata dalla sfortuna. Ma il riscatto?

Il ds del Genoa: "Può tornare da noi, la Fiorentina non ha l'obbligo di riscatto"

La stagione di Albert Gudmundsson continua a essere segnata dalla sfortuna. L’islandese, subentrato al 55’ nella sfida contro il Como al posto di Cataldi, ha dovuto abbandonare il campo al 74’ a causa di un infortunio. Gli accertamenti effettuati il giorno successivo hanno evidenziato una frattura nella zona sacro-coccigea. Si tratta dell’ennesimo problema fisico che lo colpisce da quando è approdato a Firenze. L’ex Genoa sarà costretto a saltare sicuramente le prossime quattro partite prima della sosta – contro Verona, Lecce, Napoli e Juventus – mentre la sua presenza è in forte dubbio per le sfide con Atalanta e Milan. Il rientro potrebbe avvenire a metà aprile nei match contro Parma o Cagliari.Nel frattempo, emergono nuovi dettagli sull’intesa che la scorsa estate ha portato il classe ’97 alla Fiorentina dopo una lunga trattativa. Inizialmente, l’accordo prevedeva un obbligo di riscatto legato all’esito delle questioni giudiziarie che lo riguardavano. Tuttavia, alla luce delle decisioni del tribunale distrettuale di Reykjavík nei mesi scorsi, tale obbligo non è scattato, lasciando ai viola solo il diritto di riscatto. La società gigliata avrà tempo fino a giugno per decidere se esercitare questa opzione, che prevede un costo di 17 milioni di euro più 3,5 milioni di bonus. Inoltre, si è appreso che il prestito oneroso è stato fissato a 6 milioni e non a 8, dal momento che non si sono verificate le condizioni necessarie per i 2 milioni di bonus aggiuntivi stabiliti in estate.Intervistato dal quotidiano Il Secolo XIX, il direttore sportivo del Genoa, Marco Ottolini, si è soffermato sia sulla stagione dei rossoblù sia sul futuro di Gudmundsson. Queste le sue parole: “La Fiorentina ha la possibilità di riscattarlo, ma non è obbligata a farlo. A fine stagione ci confronteremo e vedremo il da farsi. Se non dovesse essere riscattato, dal primo luglio tornerebbe da noi. Se potrebbe restare al Genoa? Io terrei volentieri tutti i giocatori di valore, ma questo è un caso particolare. Ci sono stati diversi cambiamenti, a partire dal suo ingaggio. Adesso, però, la priorità è raggiungere la salvezza”.

Le cifre di Zaniolo alla Fiorentina. Ikone oggi al Como

Kouame, invece, ad un passo dal prestito secco all'Empoli

Jonathan Ikoné è virtualmente un giocatore del Como. L’esterno francese, con ogni probabilità, sosterrà le visite mediche con la squadra lombarda proprio oggi. Dopo tre anni, dunque, il classe ’98 è pronto a lasciare la Fiorentina, seppur in prestito con diritto di riscatto. La sua esperienza in riva all’Arno, più caratterizzata da alti e bassi che da momenti brillanti, sembra ormai arrivata alla conclusione.A sostituirlo ci sarà Nicolò Zaniolo, già cercato in estate, ma questa volta potrebbe davvero trasferirsi a Firenze. O meglio, tornare, visto che l’ex Roma è cresciuto nelle giovanili viola dal 2010 al 2016. Daniele Pradè non l’ha mai perso di vista e ora punta su di lui con decisione per rinforzare il reparto offensivo.Zaniolo arriverà a Firenze con la stessa formula con cui l’Atalanta lo ha preso dal Galatasaray in estate: un prestito oneroso da 3 milioni di euro (i viola pagheranno metà), con diritto di riscatto che diventa obbligatorio al raggiungimento del 65% delle presenze in stagione. Il riscatto, precisamente, è fissato a 16 milioni più 3 di bonus legati a obiettivi e risultati. Per quanto riguarda l’ingaggio, la Fiorentina è pronta a versare la metà dei 2,5 milioni netti pattuiti con l’Atalanta a inizio stagione, ovvero 1,25 milioni fino a giugno.In sintesi, è tutto pronto: Zaniolo è l’obiettivo principale per rinforzare l’attacco, che sta per perdere Ikoné, destinato al Como.Infine, Kouamé è sempre più vicino al passaggio all’Empoli con la formula del prestito secco fino a giugno.

Fiorentina, da Biraghi a Ikone: il punto sul mercato in uscita

Ikone non partirà in prestito, Kouame vicino all'Empoli e Biraghi piace al Napoli

La Fiorentina non è solo attiva sul mercato in entrata, ma anche su quello in uscita. Diversi giocatori sono ormai vicini all’addio nelle prossime ore, e uno dei nomi più caldi è sicuramente quello di Ikoné. Il francese continua a non essere convocato per le partite, in attesa di una sistemazione. La Fiorentina, infatti, non è intenzionata a cederlo in prestito, ma cerca un trasferimento a titolo definitivo. Questa richiesta ha bloccato alcuni club italiani, come Bologna e Torino, ma non il Como, che è pronto a tornare alla carica per il calciatore. Restano aperte anche alcune piste in Francia.Un altro giocatore che potrebbe lasciare Firenze questa settimana è Kouamé. L’Empoli sta cercando di convincerlo a trasferirsi, ma il giocatore ha chiesto garanzie su un trasferimento definitivo. Per questo motivo ha rifiutato anche il Torino. Un altro nome in uscita è quello di Cristiano Biraghi: l’ex capitano della Fiorentina, fuori dai piani di Italiano da inizio dicembre, potrebbe rientrare nei progetti di Antonio Conte.Per quanto riguarda Pongracic, la Fiorentina non ha intenzione di ascoltare offerte per il difensore. Tuttavia, nelle ultime settimane di mercato, il suo nome potrebbe tornare di attualità. Il Napoli, infatti, potrebbe tornare a cercare un rinforzo in difesa e potrebbe riprendere i contatti con la Fiorentina per Biraghi. Quest’ultimo sarebbe un’ottima aggiunta per la batteria di esterni azzurri e, qualora necessario, potrebbe essere utilizzato anche come centrale, coprendo così l’assenza di Buongiorno.

Fiorentina, il mercato in uscita resta attivo: Kouame e Ikoné verso l'addio

L'ivoriano piace a Torino, Empoli e Cagliari. Sul francese, invece, ora c'è Italiano

Il calciomercato della Fiorentina, in queste ultime ore, sembra essere più attivo sul fronte delle cessioni rispetto a quello degli acquisti. Christian Kouame, infatti, starebbe valutando due opzioni per il suo futuro: il Torino e l’Empoli. I granata non sembrano convincerlo del tutto, almeno per un trasferimento in prestito, mentre gli azzurri gli offrirebbero più opportunità di gioco e un minutaggio maggiore. L’attaccante ivoriano sta riflettendo sulla situazione, tenendo ancora in sospeso l’ipotesi che lo vede coinvolto in uno scambio con Tony Sanabria, trasferimento che fino ad ora non si è concretizzato. Attenzione, però, perché un'ulteriore pista che potrebbe emergere per Kouamé è il Cagliari.Nel frattempo, il Torino è anche sulle tracce di Jonathan Ikoné. Come detto i granata hanno provato a ingaggiare Kouamé dalla Fiorentina, ma l’ivoriano ha rifiutato il trasferimento in prestito. La squadra di Vanoli, però, ha bisogno di un esterno d’attacco e tra i profili monitorati dal direttore sportivo del Torino c’è anche Ikoné, che non è riuscito a trovare una destinazione, e ad ora rimane ancora a Firenze.Anche il Bologna è interessato a Ikoné. Il francese, ormai sempre meno apprezzato dalla tifoseria viola, potrebbe trovare spazio sotto la guida di Italiano, ma la trattativa potrebbe essere ostacolata dalle alte richieste economiche della Fiorentina: i viola valutano il giocatore 11 milioni, mentre il Nantes aveva offerto 5 milioni, ma l’offerta è stata rifiutata. Il Bologna sta valutando se fare un’offerta concreta.

Fiorentina, sfuma Luiz Henrique: il piano B è Dennis Man

Il brasiliano andrà allo Zenit. Per il rumeno, invece, servono 15 milioni

La Fiorentina sembra aver perso una delle sue principali opzioni di mercato. Luiz Henrique, infatti, è destinato allo Zenit San Pietroburgo. Il club russo ha avanzato un’offerta di 35 milioni di euro, accettata dal Botafogo, e sembra che il trasferimento dell’esterno brasiliano sia ormai praticamente definito. Lo stesso giocatore ha confermato la notizia postando una foto sui suoi canali social in cui appare in aereo, accompagnata dall’emoticon della bandiera dell’Europa, a indicare la sua partenza per il Vecchio Continente. Sebbene lo Zenit stia effettuando la preparazione a Doha, è probabile che sia proprio in Qatar che Luiz Henrique si unirà al club russo.Inoltre, oltre al trasferimento del brasiliano, lo Zenit cederà anche l’attaccante Artur, classe 1998, al Botafogo per circa 10 milioni di euro. Per il momento, i russi sembrano disposti a spendere circa 50 milioni in totale per Luiz Henrique e, in aggiunta, lasceranno ai brasiliani il 20% su una eventuale futura rivendita del giocatore.A questo punto, la Fiorentina è costretta a cercare un’alternativa. Il nome che sembra rispondere a questa esigenza è quello di Dennis Man. Il calciatore rumeno, attualmente al Parma, è in attesa di segnali dalla Fiorentina. Il club viola, infatti, aveva fatto sapere al suo entourage che avrebbe aspettato qualche giorno prima di abbandonare definitivamente la pista Luiz Henrique. Ora, con la situazione che si sta definendo, Man potrebbe essere il nuovo obiettivo. Per strapparlo al Parma, però, serviranno circa 15 milioni di euro. Il prossimo passo spetta alla dirigenza viola, con Pradè e Goretti che dovranno decidere se procedere con l’affare.

Fiorentina-Torino, uniti dalla stessa antipatia calcistica: storia di un gemellaggio che non muore mai

Quella tra Fiorentina e Torino è la storia di un'amicizia che il tempo non ha scalfito

Domenica prossima, al Franchi di Firenze, si affronteranno Fiorentina e Torino, due squadre che condividono un legame unico, quello del gemellaggio. Un’alleanza nata negli anni ’80 e radicata nel rispetto reciproco tra le tifoserie, che però non impedisce ai sostenitori di entrambe le squadre di trovare un nemico comune: la Juventus.Il gemellaggio tra i tifosi viola e granata ha origini lontane e profonde. Il legame nacque dopo la tragedia di Superga del 1949, quando l’intera squadra del Torino morì in un incidente aereo. La solidarietà della città di Firenze nei confronti dei torinesi in quel momento di dolore fu il seme di un’amicizia che si consolidò negli anni, diventando una delle unioni più forti e rispettose tra tifoserie. Un rapporto rimasto invariato anche negli anni ‘80, in un periodo di forte rivalità tra le tifoserie italiane.Questa relazione di fratellanza è stata sempre più visibile negli incontri tra Fiorentina e Torino, che, a differenza di altre sfide calcistiche, si svolgono in un clima di maggiore civiltà e sportività. I tifosi di entrambe le squadre, pur rivendicando il loro amore per i rispettivi club, hanno sempre dimostrato di preferire il sostegno reciproco alla frenesia della rivalità.Tuttavia, nonostante questo forte legame, c’è un altro elemento che unisce ancora di più i tifosi di Fiorentina e Torino: l' antipatia e la rivalità per la Juventus. Questo nemico comune è il punto in cui il gemellaggio prende una piega decisamente meno amichevole, con i tifosi di entrambe le squadre che si schierano dalla stessa parte contro quella che considerano l’egemonia del calcio italiano rappresentata dai bianconeri. L’anti-juventinità è uno degli aspetti che cementa ulteriormente la relazione tra le due tifoserie, un legame che, pur radicato in una storia di solidarietà, non si fa scrupoli quando si tratta di difendere i propri colori contro l’odiata Juventus.Quindi, domenica, quando Fiorentina e Torino si troveranno faccia a faccia, non sarà solo una celebrazione di una amicizia calcistica che dura da decenni, ma anche un’occasione per ribadire una volta di più l’avversione verso la Juventus. La rivalità storica, il comune sentimento di lotta contro la “Vecchia Signora”, darà ancora una volta vita a un incontro speciale, in cui lo sport non è solo un gioco di squadra, ma anche un campo di battaglia per l’onore e la passione di due tifoserie che si uniscono quando c’è da contrastare il dominio bianconero.Insomma, Fiorentina e Torino si affrontano con il rispetto che nasce dalla storia, ma con la consapevolezza che la vera guerra, per loro, è quella contro un nemico ben preciso: la Juventus.

Fiorentina, Folorunsho si presenta: “Siamo un gruppo sano e unito”

“Sono onorato di essere qui a Firenze e darò il massimo”

In casa Fiorentina è il giorno di Michael Folorunsho. Il centrocampista romano, acquistato dal Napoli con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 8 milioni di euro, si è presentato ai media dopo aver già esordito lunedì sera contro il Monza. Oggi, durante la conferenza stampa, ha dichiarato: “Appena sono arrivato, ho subito notato uno spogliatoio sano e unito, composto da ragazzi in gamba e da un allenatore che ha grandi ambizioni. È un momento difficile, ma a certi livelli sono esperienze necessarie per poter tornare a gioire.”Perché ha scelto la Fiorentina?“Quest’estate ci sono stati dei contatti che però non si sono concretizzati. Poi, a gennaio, il mio agente mi ha detto che i viola erano di nuovo su di me e non ho avuto dubbi. Sono onorato di essere qui e darò il massimo.”Che tipo di percorso tecnico ti aspetta?“Ne ho già parlato con il mister, il ruolo è una questione mentale. Tutto dipende da come ti prepari mentalmente, io sono a disposizione. Non importa tanto il ruolo.”Cosa non è andato a Napoli?“Il mio futuro è con la Fiorentina, preferisco concentrarmi su questo e non parlare del Napoli. La squadra azzurra è prima in classifica, ma se un giocatore non si sente valorizzato e vuole crescere, deve fare delle scelte. La Fiorentina mi ha voluto fortemente.”Cosa rappresenta la partita contro il Torino?“È un’importante opportunità per fare punti, vogliamo tornare a vincere.”Ti immagineresti in un ruolo simile a quello di Bove?“Se giocherò titolare, lo deciderà il mister, io sono pronto al 100%. Ho tanta voglia di giocare e di dimostrare il mio valore, per recuperare tutto quello che ho perso in questi sei mesi, come la Nazionale e altre opportunità. Voglio mettermi a disposizione della squadra: vengo spesso paragonato a Bove, che stava facendo una stagione fantastica. Dopo la sua assenza, la squadra ha avuto bisogno di qualcuno che coprisse quel ruolo, e cercherò di fare altrettanto bene. Certo, ci sono delle differenze tra noi, ma ci sono anche somiglianze. Accetterò volentieri i suoi consigli: è un bravissimo ragazzo e mi ha accolto con grande disponibilità.”

Fiorentina, la probabile formazione viola contro l'Udinese

Davanti Kean inamovibile. Dietro possibile chance per Pongracic

Sono ancora pochi i dubbi che Raffaele Palladino dovrà sciogliere in vista della sfida contro l’Udinese, in programma questa sera alle ore 18:30 allo stadio Artemio Franchi. La partita segna un momento cruciale della stagione, soprattutto considerando che sarà la terza gara disputata in soli otto giorni, un fattore che potrebbe spingere l’allenatore a valutare eventuali cambiamenti dell’ultimo minuto. Andiamo però con ordine.In porta, tutto confermato: tornerà David De Gea, che aveva lasciato spazio a Terracciano nella recente gara di Conference League. Per quanto riguarda le corsie laterali, non ci sono dubbi: Kayode prenderà il posto dello squalificato Dodo sulla fascia destra, mentre Gosens sarà titolare sulla sinistra. Il primo vero nodo da sciogliere si trova al centro della difesa, dove permane un ballottaggio: alcuni quotidiani optano per la coppia Pongracic-Ranieri, mentre altri non escludono l’inserimento di Comuzzo al fianco di uno dei due.A centrocampo, tutto lascia presagire una conferma per il tandem formato da Cataldi e Adli, che hanno ormai acquisito una certa solidità nelle ultime uscite. L’attacco, invece, potrebbe vedere qualche rotazione: la scelta più probabile è quella di concedere un turno di riposo a Beltran. Come unica punta, quindi, dovrebbe partire Moise Kean, supportato dal trio composto da Colpani, Gudmundsson e Sottil, un’ipotesi su cui concordano tutti i principali quotidiani sportivi.La formazione sembra quasi delineata, ma Palladino potrebbe comunque riservare qualche sorpresa per adattarsi all’intensità e alle esigenze di una sfida che promette di essere impegnativa.

Fiorentina, Bove: “Ci vediamo presto... in campo!”

“Grazie a tutti per i tanti messaggi, che affetto incredibile”

A tre giorni dalle dimissioni dall'Ospedale di Careggi Edoardo Bove è tornato a parlare. Il centrocampista viola lo ha fatto attraverso il proprio profilo Instagram, dove ha postato dei pubblici ringraziamenti. Ecco il testo del suo post: "Ciao a tutti, in questi giorni difficili ho avuto modo di pensare molto. Seppur la condivisione sui social non sia nella mia natura, vorrei esternare un pensiero che mi ha colpito nel profondo. Lo spiacevole episodio avvenuto durante Fiorentina-Inter, mi ha dimostrato, ancor più di quanto pensassi, che il calcio è molto più di una partita, di un campionato, o di una carriera.Il calcio è una comunità di persone, legate dalla stessa passione, che condividono momenti di gioia, commozione, rabbia, delusione e sofferenza. Proprio in questi momenti mi rendo conto di quanto questo sport sia genuino, di quanto, al dì la dei risultati, della competizione o della concorrenza siamo tutti uniti. Uniti da un legame che a maggior ragione, una volta creato, si rafforza nei momenti di difficoltà, diventando quasi indissolubile. Un legame che ti trasmette amore ed emozioni difficili da spiegare. Un legame che ti dà la forza di superare qualsiasi ostacolo.Ne parlo perché l’ho vissuto sulla mia pelle in questi giorni: L’affetto che ho ricevuto, il calore dei tifosi, il supporto da parte dei compagni e degli avversari, la vicinanza di TUTTO il mondo del calcio è stato un qualcosa che mi ha dato una forza e un coraggio incredibili. Mi sono sentito circondato da un’energia positiva che mi ha permesso di rimanere tranquillo, di non sentire la solitudine che spesso è presente in questo tipo di difficoltà. Per questo motivo, vorrei che tutti ci impegnassimo a non dimenticare la vera essenza del nostro sport, a non lasciarci offuscare troppo dal suo lato commerciale e a non dare per scontato il suo spirito autentico. Perché nonostante tutto, quello che è successo domenica è la testimonianza della parte genuina del calcio: quella che si nutre di emozioni vere, di storie personali e di un forte legame tra chi gioca e chi tifa. Detto questo, sono veramente grato di appartenere a questo mondo e vi ringrazio dal profondo del cuore per l’affetto e la vicinanza che mi avete dimostrato! Io sto bene e questa è la cosa più importante!Ci vediamo presto… In Campo! Edo".

Fiorentina, la probabile contro il LASK: Kean e Richardson dal 1'

Resta vivo il ballottaggio sulla fascia destra: Ikone o Colpani?

Gli austriaci del LASK, attualmente settimi in campionato e stabilmente a metà classifica, rappresentano il penultimo ostacolo nella corsa europea della Fiorentina. Questa sarà la quinta sfida della prima fase di Conference League, un percorso che i viola vogliono chiudere in anticipo. Una vittoria, infatti, avvicinerebbe ulteriormente la squadra di Palladino alla certezza di entrare tra le prime otto della competizione, traguardo fondamentale per accedere direttamente agli ottavi di finale, in programma a inizio marzo, evitando così il passaggio dai play-off. Inoltre, il successo renderebbe la successiva sfida contro il Vitória Guimarães, prevista tra una settimana, una partita senza troppe pressioni.Per quanto riguarda le assenze, non saranno della gara Biraghi, Parisi e Cataldi. L’allenatore, dopo la vicenda Biraghi, guarda al presente, affidandosi questa sera a Kayode e Parisi come terzini, con Quarta accanto a Ranieri al centro della difesa. In porta, invece, toccherà al giovanissimo Martinelli, pronto a fare il suo esordio europeo in maglia viola.In mezzo al campo spazio a Mandragora e Richardson, mentre in attacco Kean sarà schierato dal primo minuto come punta centrale. Alle sue spalle, confermati Beltrán e Sottil, mentre sulla destra resta vivo il ballottaggio tra Colpani e Ikoné, con il primo favorito dopo il buon impatto avuto nel finale della gara vinta domenica contro il Cagliari.

Fiorentina, Quarta: da vice-capitano a centrocampista adattato, futuro in bilico

L'ex River potrebbe salutare i colori viola già a gennaio

Lucas Martínez Quarta, il difensore argentino che negli anni è diventato uno dei leader dello spogliatoio della Fiorentina, sta vivendo una stagione complicata. Vice-capitano della squadra, il “Chino” è stato recentemente adattato al ruolo di centrocampista da Raffaele Palladino, ma il cambio di posizione non sta dando i risultati sperati. Le difficoltà tattiche e tecniche emerse nelle ultime partite stanno mettendo in dubbio non solo il suo rendimento, ma anche il suo futuro in maglia viola.Martínez Quarta nasce come difensore centrale, ruolo in cui ha mostrato tutte le sue qualità: lettura del gioco, aggressività nei contrasti e una discreta abilità nell’impostazione. Tuttavia, le necessità tattiche e gli infortuni di altri compagni hanno spinto Palladino a schierarlo a centrocampo. Una soluzione che, però, non sembra funzionare: la mancanza di naturalezza nel ruolo si è tradotta in prestazioni opache, con difficoltà evidenti soprattutto in fase di costruzione e di copertura.Nonostante il suo status di vice-capitano, Quarta non riesce a trovare continuità. In un momento delicato per la squadra, il suo ruolo da leader nello spogliatoio non si è tradotto in un contributo determinante in campo. E questo sta alimentando le voci su una sua possibile partenza nel mercato di gennaio.Con la sessione invernale alle porte, non è da escludere che la Fiorentina possa valutare offerte per il giocatore. Martínez Quarta ha mercato, soprattutto in Sudamerica e in alcune squadre europee che potrebbero garantirgli un ruolo più centrale e adatto alle sue caratteristiche. Una cessione permetterebbe al club di reinvestire in rinforzi più funzionali al progetto tecnico di Palladino.Quella di Martínez Quarta potrebbe essere una storia a due facce: da un lato, il leader silenzioso che ha sempre dato tutto per la Fiorentina; dall’altro, un giocatore che fatica a trovare la sua dimensione in una squadra in evoluzione. Gennaio sarà un mese decisivo per il suo futuro, con la Fiorentina chiamata a decidere se puntare ancora su di lui o lasciarlo partire.

Antognoni: “Bove? Episodio che mi riporta a 43 anni fa”

“All'epoca non c'era il defibrillatore. Fiducioso che oggi Edoardo possa riprendersi al meglio”

La bandiera della Fiorentina Giancarlo Antognoni, ha parlato così ai microfoni di Radio Bruno in merito alla situazione attuale di Edoardo Bove: "Ho conosciuto Edoardo nelle convocazioni in Under 21. E' un ragazzo più maturo dell'età che ha, sia come giocatore che come persona, ha un carattere forte e secondo me reagirà nel modo giusto. Si sa ancora poco di quello che è successo, a me accadde un episodio completamente diverso, uno scontro da trauma, certo ieri in quel momento ho avuto uno spavento. 43 anni fa non c'era neanche il defibrillatore, ci fu un intervento manuale, sono fiducioso che con gli strumenti di oggi Edoardo possa riprendersi al meglio per il suo futuro".

Fiorentina-Empoli, Corsi: “Rinvio? Ci adegueremo alle decisioni prese”

Il patron azzurro ha parlato così a due giorni dall'ottavo di finale di Coppa Italia

Il presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno a due giorni da Fiorentina-Empoli di Coppa Italia, partita che si disputerà in un clima particolare dopo il grave episodio che ha coinvolto Edoardo Bove: “È stata una situazione scioccante, per noi come per tutti. Ci siamo attivati immediatamente per avere notizie. Siamo andati a letto con questo pensiero e ci siamo svegliati stamattina con la mente rivolta a Bove. Ho parlato con il nostro medico per avere aggiornamenti. La speranza è che ci sia un lieto fine per il ragazzo. Stamattina presto abbiamo saputo che Edoardo è fuori pericolo, ed era la cosa più importante”.Sulla partita di mercoledì: “Noi ci adegueremo alle decisioni prese. Siamo solidali con la Fiorentina e sappiamo che non sarà una situazione facile. Non avremmo alcuna obiezione nel caso si decidesse di rinviare la gara di Coppa Italia”.

Fiorentina, la probabile formazione contro i ciprioti del Pafos

In porta torna Terracciano. Kouame, Ikone e Kayode scaldano i motori

Questa sera la Fiorentina affronterà la quarta partita della fase a gironi di Conference League, ospitando i ciprioti del Pafos. Reduci dalla sconfitta contro l’Apoel, gli uomini guidati da Raffaele Palladino sono chiamati a vincere per avvicinarsi alla qualificazione diretta agli ottavi di finale. Nonostante l’importanza del match, il tecnico viola ha ancora alcuni dubbi sulla formazione che scenderà in campo al Franchi.Tra i pali ci sarà Pietro Terracciano, portiere designato per la Conference League, mentre De Gea osserverà un turno di riposo. Sulle fasce difensive spazio a Kayode e Parisi, che sostituiranno Dodo e Gosens, preservati per i prossimi impegni. Al centro della retroguardia, come anticipato da Palladino in conferenza stampa, toccherà a Pongracic e al vicecapitano Martinez Quarta.A centrocampo tornerà titolare Mandragora, che affiancherà uno tra Cataldi e Adli, con quest’ultimo leggermente favorito. Sulle corsie offensive, Ikoné sarà ancora una volta “l’uomo delle coppe”, mentre Sottil agirà sull’altra fascia. In attacco, Palladino schiererà Beltrán nel ruolo di trequartista, a supporto di Kouamé, scelto come punta centrale. Per l’ivoriano sarà un’occasione importante per dimostrare di essere il vero vice-Kean di questa Fiorentina.

Fiorentina, in diversi pronti a salutare nel mercato di gennaio

Da Christensen a Kouame: la situazione degli ‘esuberi’ viola

Con l’approssimarsi della sessione invernale di mercato, la Fiorentina si prepara a valutare sia possibili rinforzi che alcune cessioni strategiche, utili a snellire la rosa e fare spazio a nuovi innesti. Diversi giocatori della squadra di Palladino sembrano destinati a lasciare Firenze, complice lo scarso minutaggio accumulato nella prima parte di stagione.Tra questi c’è Christensen, arrivato con grandi aspettative ma rimasto relegato nelle gerarchie alle spalle di Terracciano e ora anche del giovane Martinelli. Le sue apparizioni sono state sporadiche, e il club potrebbe decidere di cederlo già a gennaio, magari con la formula del prestito con diritto di riscatto. Alcune squadre in Germania e nella Championship inglese hanno mostrato interesse per il portiere danese.Situazione diversa per Terracciano, che ha ricoperto con professionalità il ruolo di secondo portiere. Tuttavia, con l’arrivo di De Gea e la promozione definitiva di Martinelli, anche lui potrebbe cercare maggiore spazio altrove. Club di Serie A e Serie B sono pronti a farsi avanti, rendendo plausibile una sua partenza nella finestra invernale.Anche Moreno, arrivato la scorsa estate, fatica a emergere. La forte concorrenza nel reparto difensivo gli ha impedito di trovare continuità, e la Fiorentina potrebbe valutare un prestito per favorirne la crescita. Tra le possibili destinazioni ci sono squadre di Serie A e Serie B, dove il difensore centrale gode di estimatori.Resta incerto il futuro di Quarta e Biraghi. Nonostante il loro ruolo di capitano e vicecapitano, entrambi hanno trovato poco spazio in questa prima parte di stagione. Se dovessero arrivare offerte importanti, la Fiorentina potrebbe valutare la loro cessione a titolo definitivo.Infine, tra i nomi più caldi in uscita c’è quello di Christian Kouamé. L’attaccante ivoriano, pur mostrando grande impegno quando impiegato, non è riuscito a ritagliarsi un ruolo da titolare, penalizzato dalla concorrenza di Kean e Beltrán. Il club potrebbe decidere di venderlo per finanziare nuovi acquisti. Torino e alcune squadre della Ligue 1 seguono con interesse la sua situazione.

Fiorentina, infortunio per Richardson con la Nazionale marocchina

Dopo Edoardo Bove, un altro calciatore viola lascia il ritiro per un problema fisico

Arrivano notizie non certo confortanti per Amir Richardson, centrocampista della Fiorentina, che era stato convocato dalla Nazionale marocchina per le imminenti sfide di qualificazione alla prossima Coppa d'Africa contro Gabon e Lesotho. La Federcalcio del Marocco, infatti, ha annunciato una modifica nella lista dei convocati per le gare in programma: il ct Walid Regragui ha infatti deciso di chiamare il centrocampista dell'Hellas Verona, Reda Belhiane, per sostituire il giocatore della Fiorentina.La causa del cambio di convocazione è legata a un infortunio subito da Richardson durante gli allenamenti della Nazionale marocchina, che si stanno svolgendo all'interno del Mohammed VI Football Complex di Salé, una struttura all'avanguardia utilizzata per la preparazione dei Leoni d'Atlante. L'infortunio sarebbe avvenuto all'inizio di questa settimana, e non sono ancora stati comunicati i dettagli specifici sul tipo e sulla gravità del problema fisico che ha costretto Richardson a dare forfait per le sfide internazionali.Per ora, la speranza è che il centrocampista viola possa riprendersi al più presto, con l’obiettivo di rientrare in campo per la Fiorentina, ma intanto la sua assenza dalle prossime partite con il Marocco lascia inevitabilmente un vuoto nell’organico della squadra di Regragui, che dovrà fare a meno di un elemento importante per le qualificazioni alla Coppa d'Africa.

Fiorentina, da Kean a Pongracic: tanti viola convocati in Nazionale

Richardson ritrova il Marocco. Quanti gigliati nelle giovanili azzurre

Ora inizia la pausa. Dopo le prime 12 partite di campionato, da oggi e per i prossimi giorni, l’attenzione per alcuni giocatori viola si sposterà sugli impegni con le rispettive Nazionali. A partire dall’Italia, con Kean e Comuzzo, quest’ultimo alla sua prima convocazione in carriera, che sarà impegnata nelle sfide di Nations League contro Belgio e Francia, in programma il 14 e 17 novembre prossimi. Appuntamento importante con la Nazionale Under 21 per Bove e Kayode, in vista di Euro 2025. I due giocatori viola sono stati convocati per le prossime due amichevoli contro Francia e Ucraina, occasione preziosa per testare la loro forma e le sinergie di squadra in ottica europea. Nel frattempo, impegni significativi attendono anche Martinelli, che sarà coinvolto in ben tre partite di qualificazione all’Europeo Under 19, dove potrà mettere in mostra il suo talento e contribuire agli obiettivi della Nazionale giovanile. Convocato in Under 20, invece, Harder. Guardando alla Nations League, anche Robin Gosens scenderà in campo, rappresentando la Germania nelle prossime sfide. La sua presenza in queste partite testimonia il suo buon momento e la fiducia del CT tedesco nel suo contributo alla squadra. Convocato all'ultimo anche Marin Pongracic con la sua Croazia. Infine, Amir Richardson farà ritorno con la Nazionale del Marocco, impegnato in due partite di qualificazione verso la Coppa d’Africa, un traguardo importante per il giocatore e per la sua rappresentativa.A Firenze, invece, resterà Kouame, che approfitterà della pausa per concentrarsi sugli allenamenti con il club e prepararsi al meglio per le prossime sfide di campionato.

Fiorentina, la “vecchia guardia” continua a fare ancora troppa fatica

Resta ancora tanta differenza tra chi faceva parte della Fiorentina dell'anno scorso e quella dei nuovi

Dopo lo stop contro l’Atalanta a Bergamo, è arrivata per la Fiorentina di Raffaele Palladino anche la seconda sconfitta stagionale, stavolta in campo europeo, contro un avversario abbordabile. La prestazione dei gigliati è stata opaca, priva della brillantezza e determinazione viste nelle recenti uscite. Un passo falso era prevedibile, ma in un certo senso, meglio che sia avvenuto in Conference League, dove il danno in classifica è stato contenuto: la Fiorentina, infatti, resta tra le prime otto, grazie alla differenza reti che per ora le garantisce l’accesso agli ottavi. Ben più grave sarebbe stato perdere punti preziosi in campionato.La disparità tra le due competizioni appare sempre più netta: in Serie A, la Fiorentina dimostra sicurezza e fame, mentre in Europa manca la stessa costanza di rendimento. La ragione è evidente: le seconde linee, pur impegnandosi, non riescono a compensare l’assenza dei titolari. La recente serie di vittorie ha messo in luce la strategia di Palladino, che ha delineato gerarchie chiare e ridotto al minimo il turnover, attuandolo solo per necessità fisiche o infortuni in un periodo denso di impegni. Diversamente dalla rotazione ampia usata da Vincenzo Italiano, Palladino ha optato per un approccio più rigido, spesso lasciando fuori giocatori di esperienza. Questa scelta ha dato frutti concreti, ma ha anche rivelato la dipendenza della squadra da un nucleo ristretto di titolari per restare competitiva, e tra questi titolari quasi tutti sono arrivati nella scorsa sessione di calciomercato. Nonostante la rivoluzione estiva, infatti, la “vecchia guardia” di Italiano è ancora presente: contro l’Apoel otto undicesimi erano giocatori già visti la scorsa stagione, con cinque di loro (sei, se includiamo Ikoné, subentrato ad Atene) che avevano giocato da titolari nella finale di Conference League contro l’Olympiacos. La nuova gestione mantiene dunque un legame col passato, ma è chiaro che i veterani stanno faticando a trovare spazio nelle rigide gerarchie di Palladino, che continua a ricevere segnali poco incoraggianti dalle seconde linee. In porta Terracciano continua a restare il portiere delle coppe, il capitano Biraghi e il suo vice Quarta anche ieri hanno faticato tanto. Kayode, che l'anno scorso, visto anche l'infortunio di Dodo, era un titolare, quest'anno ha un minutaggio bassissimo. Per non parlare poi di Kouame che non si sta dimostrando all'altezza di essere il vice Kean di questa Fiorentina.Contro l’Apoel, quindi, le riserve non sono riuscite a sfruttare l’occasione di mettersi in mostra. Palladino, che aveva modificato l’undici iniziale per far rifiatare i titolari, è stato poi costretto a inserire pedine chiave come Dodô, Gosens e Beltrán nel tentativo di invertire il corso della partita, ma senza successo. Nel post-partita, il tecnico ha criticato l’atteggiamento prevedibile e privo di grinta di chi era partito dal primo minuto, evidenziando come questo abbia favorito l’avversario. 

Autosas, presentato oggi al Four Season il Nuovo Ford Explorer

Francesco Falciani: "Oggi presentiamo un veicolo innovativo"

Una bellissima cornice per un importante evento, ma soprattutto per una grande macchina. Quest'oggi, presso il prestigioso Hotel Four Seasons di Firenze, è andata in scena la presentazione del Nuovo Ford Explorer, il tutto organizzato da Autosas. In anteprima assoluta, infatti, si è potuto scoprire e ammirare da vicino il SUV dell'Ovale Blu votato all'esplorazione: un vero e proprio gioiello di innovazione e comfort di viaggio.Lungo 4,46 metri e largo 2,06 metri, il nuovo SUV della Ford è pronto a prendersi la scena grazie agli oltre 500km di autonomia assicurata, al sistema di controllo adattivo ed intelligente della velocità di 4° generazione, e a tante altre funzioni.Una serata, quella di oggi, interamente organizzata da Autosas, una concessionaria auto nata nel 1967 e che, da oltre 50 anni, rappresenta il marchio Ford a Firenze, Arezzo, Prato e provincia.A margine dell'evento ha parlato ai nostri microfoni Francesco Falciani, direttore commerciale di Autosas: "Questa sera siamo in una cornice bella ed esclusiva. Presentiamo questo veicolo innovativo, pensato dall'inizio alla fine con un'emissione davvero molto bassa. Inferiore di quattro volte, a livello di consumi, ad veicolo tradizionale. Noi di Autosas siamo con Ford dal 1967, lavoriamo da Firenze fino a sotto Arezzo, passando anche da Pistoia. Quando qualcuno vende Ford in queste zone, siamo sempre noi".

Fiorentina, dal Lecce a Lecce: Pongracic scalpita per il ritorno in campo

C'è una novità che potrebbe andare in aiuto al croato: il ritorno della difesa a 4

Prosegue in casa Fiorentina la settimana di pausa Nazionali che accompagnerà la formazione viola fino al ritorno in campo contro il Lecce domenica 20 ottobre alle 15:00. Un periodo di tempo che permetterà agli uomini di mister Palladino di ricaricare le batterie, e, per i calciatori ancora indietro di condizione, di tornare in forma per la ripresa del campionato. Tra i nomi spicca sicuramente quello del croato Marin Pongracic, fin qui vero e proprio oggetto misterioso del calciomercato della Fiorentina. Probabilmente proprio l'ex Lecce più di tutti ha beneficiato della non chiamata del ct della Croazia Dalic per rimanere al Viola Park a disposizione di Palladino e rimettersi al 100% dal problema ai flessori della coscia sinistra che ormai lo sta tormentando da quasi un mese. Il difensore viola viaggia spedito verso il rientro e probabilmente già a Lecce, dove ha trascorso gli ultimi due anni di carriera calcistica, potrà tornare ad assaggiare il clima partita che gli manca dal 15 settembre scorso, gli otto minuti in campo in Atalanta-Fiorentina 3-2. Da allora però sono cambiate un po' di cose. Innanzitutto c'è una nuova coppia di titolari, Comuzzo e Ranieri, che a discapito di quelli che potevano essere i pronostici iniziali, non saranno facili da "scalzare". C'è però poi un'altra novità che potrebbe andare in aiuto al centrale croato: il ritorno della difesa a 4. Pongracic non ha mai fatto mistero, infatti, delle difficoltà - riscontrate anche nella Croazia - a giocare in una linea difensiva a tre: "Nella mia carriera ho giocato più spesso in sistemi a quattro che a tre. Quello è il modulo in cui mi trovo più a mio agio ma sono pronto a mettermi a disposizione", aveva detto ai microfoni ufficiali della Nazionale, e adesso che è stato accontentato Palladino in primis si aspetta un salto di qualità da lui. Arrivato in estate con l'onere di essere il centrale più pagato nella storia viola e il sostituto di uno come Nikola Milenkovic, i numeri fin qui messi a referto da Pongracic sono piuttosto deludenti. Titolare alla prima del Tardini contro il Parma per 83 minuti prima di essere espulso, in campionato si è rivisto soltanto negli 8 minuti finali contro l'Atalanta. Nel mezzo la squalifica contro il Venezia, la panchina contro il Monza e il forfait nelle ultime quattro contro Lazio, Empoli, Milan e The New Saints in Conference League, dove è stato utilizzato per 140 minuti nelle due deludenti sfide contro la Puskas Akademia. Trend da invertire, insomma, per quello che fino a pochi mesi fa incantava con le sue chiusure il Via del Mare e che tra poco più di una settimana ci tornerà con una fiducia tutta da riconquistare. 

Fiorentina, Adli è pronto a prendersi le chiavi del centrocampo?

L'ex Milan è il centrocampista con il maggior senso del gioco ed è pronto a sfidare il passato domenica

Dopo la sofferta vittoria per 2-0 contro i New Saints è il momento di fare qualche analisi sulla prestazione dei protagonisti della sfida di Conference. C'è ancora una distanza troppo ampia, al momento, tra chi rientra tra i potenziali titolari e chi invece parte un po’ più indietro nelle fila della Fiorentina. Si salvano, in questo senso, soltanto Richardson, che entra fornendo qualità e impattando nella maniera giusta una gara nata storta, e Adli che, soprattutto dopo la gara di ieri, certo non si può definire seconda scelta. Nella gara contro i gallesi, infatti, spicca proprio la prestazione dell'ex centrocampista del Milan. Premiato da quasi tutti come il miglior viola in campo, il franco algerino raccoglie solo pareri positivi nei confronti della sua prestazione, impreziosita dal gol che ha poi stappato la partita. Non viaggia velocissimo per il campo ma sa sempre dove mettere la palla. Sembra davvero fuori discussione che sia l'uomo del centrocampo viola con il maggior senso del gioco e nella capacità di interpretare la partita.Lo stesso Palladino, nel post partita, si è detto molto contento della prestazione: "Abbiamo un grande rapporto. È un ragazzo sensibile ma allo stesso tempo è un leader. Oggi ha dimostrato il suo valore ma può crescere ancora perché gli manca minutaggio. Il ragazzo è arrivato in condizioni fisiche non ottime, non poteva reggere i novanta minuti. Sta crescendo in allenamento e in partita e può farlo ancora. Ci ha dato qualità quando gli spazi si sono aperti". Sempre nel dopo gara anche lo stesso Adli si è voluto esprimere: "Sono contento per me e per la squadra. Volevamo giocare bene, far vedere che abbiamo qualità e lo abbiamo fatto. Siamo un gruppo unito e sono sicuro che possiamo fare grandi cose". Domenica il centrocampista si ritroverà davanti al suo passato e chissà che non possa essere confermato dal primo minuto là in mezzo al campo.

Fiorentina, alla scoperta dei gallesi del The new Saints

La squadra vale solo 2,75 milioni di euro ed il suo giocatore dal valore più alto è McManus che vale appena 225 mila euro

La Fiorentina giovedì farà il suo esordio in Conference League contro i gallesi del The new Saints squadra campione in carica del campionato Gallese. Il livello della squadra è sicuramente più basso di quello della Fiorentina, infatti secondo Transfermarkt la squadra vale solamente 2,75 milioni di euro ed il suo giocatore dal valore più alto è la punta scozzese McManus che vale appena 225 mila euro.The New Saints of Oswestry Town & Llansantffraid Football Club o The New Saints F.C. o semplicemente TNS, è una società calcistica gallese rappresentante la città gallese di Llansantffraid-ym-Mechain e quella inglese di Oswestry. Fondata nel 1959 come Llansantffraid F.C., la società ha militato nelle categorie minori del calcio gallese fino all'inizio degli anni Novanta dello scorso secolo. La promozione nella massima serie viene ottenuta nella stagione 1992-1993, quando la squadra vince il campionato Cymru Alliance, la seconda divisione nazionale. Il palmares parla chiaro:8 Welsh Cup, 1 FAW Premier Cup e 9 Welsh League Cup.La squadra gioca attualmente le sue gare casalinghe al Park Hall di Oswestry, dopo aver lasciato il Recreation Ground. Per le sfide europee, essendo lo stadio non a norma per le direttive UEFA riguardanti le gare internazionali, la squadra si sposta a Newtown oppure a Wrexham. In una occasione, per un incontro con gli inglesi del Manchester City nel 2003, si è giocato nel grande Millennium Stadium di Cardiff. Quest’anno si trova al 5° posto ma con 3 partite in meno, ed essendo a -8 dalla prima virtualmente è sempre in lotta per il campionato. La musica però sembra essere un po’ cambiata con 2 sconfitte già all’attivo in questa stagione e avendo subito già 7 reti, non benissimo considerando che lo scorso anno ha vinto il campionato da imbattuta con 20 vittorie e 2 pareggi e con un certo margine dalla seconda classificata.A parlare della sfida è stato il capitano dei gallesi del The New Saints, Danny Redmond: "Questo è il bello del calcio e delle competizioni europee che ti portano ad affrontare una squadra incredibile come la Fiorentina. Ora andremo a Firenze con l'obiettivo di goderci quest'esperienza. Io capitano? Sono stato molto fortunato. E' la mia prima stagione da capitano della squadra e giocare in Europa contro la Fiorentina è una cosa incredibile sia per me che per la mia famiglia. E' una sensazione che mi riempie di orgoglio"

Beltran, che fine ha fatto il Vichingo?

Giovedì prossimo sarà titolare in Conference. Qualche minuto anche ad Empoli?

Manca sempre meno al ritorno in campo della Fiorentina. Domenica alle 18:00, infatti, andrà in scena il derby dell'Arno tra l'Empoli e i viola. Nella testa di mister Raffaele Palladino resta ancora qualche dubbio di formazione e di modulo.  Il 4-2-3-1 sta prendendo sempre più corpo e ci saranno sicuramente dei giocatori pronti a beneficiarne. Uno su tutti è sicuramente Lucas Beltran, che potrebbe agire nei tre dietro Kean e scuotersi finalmente dal torpore: la chance arriverà in Conference League dove potrà tornare a fare il trequartista puro come lo scorso anno. In questa stagione l'argentino, tra campionato e Europa, è sceso in campo solamente in tre occasioni su sette: due titolarità (45' contro il Puskas e 58' contro il Monza) e una gara da subentrato (11' contro il Venezia). Un minutaggio con numeri ancora troppo bassi considerando soprattutto l'importante investimento fatto dalla Fiorentina la scorsa estate per strapparlo al River Plate. La titolarità tra una settimana esatta contro il New Saints è più che scontata ma non è neanche da escludere qualche minuto già domenica nel derby contro l'Empoli. L'idea che Firenze e il popolo viola aveva di Beltran si è definitivamente scollata dalla realtà. Arrivato come 'puntero', con il pedigree firmato River Plate e la nove sulle spalle, tredici mesi dopo il classe 2001 non ha legittimità nel ruolo di prima punta in un contesto, quello ultra-atletico del campionato italiano, in cui evapora spesso e volentieri. Anche sulla trequarti non si è trovato alla grande, troppo poco centrocampista e troppo poco attaccante allo stesso tempo. Palladino sta faticando a trovarne una collocazione tattica: ci riproverà in questa settimana.

Fiorentina, ad Empoli con il 4-2-3-1? In diversi ne beneficerebbero

Da Beltran e Sottil a Parisi che domenica è pronto ad una sfida al passato

Manca sempre meno al ritorno in campo della Fiorentina. Domenica alle 18:00, infatti, andrà in scena il derby dell'Arno tra l'Empoli e i viola. La curiosità più grande è sicuramente legata a con quale modulo il tecnico Palladino deciderà di schierare i suoi uomini.  Il 4-2-3-1 sta prendendo sempre più corpo e ci saranno dei giocatori pronti a beneficiarne. Pongracic sicuramente, visto che a tre è apparso davvero in difficoltà, ma anche Sottil potrebbe giocarsi carte importanti di nuovo da esterno. E poi Beltran, che potrebbe agire nei tre dietro Kean e scuotersi finalmente dal torpore: la chance arriverà in Conference dove potrà tornare a fare il trequartista puro come lo scorso anno.Attenzione anche a Parisi che questa domenica si ritroverà davanti una vera e propria sfida al passato. Il terzino viola, reduce da tre panchine di fila, infatti, è pronto a tornare, tra pochi giorni, nello stadio che l'ha visto crescere con la maglia dell'Empoli. Arrivato più di un anno fa per una cifra superiore ai 10 milioni, quello che era considerato uno dei colpi dell'estate alla fine ha fatto tanta panchina e anche con l'arrivo di Palladino le cose non sono cambiate, anzi: con l'arrivo di Gosens lo spazio a sua disposizione è ulteriormente diminuito. Chissà che l'aria di Empoli non possa in qualche modo stimolarlo con l'obiettivo di tirare fuori talento e orgoglio.Sull'altra fascia, invece, è pronto a sfrecciare uno dei giocatori più in forma di questo avvio di stagione: Dodo. Domenica ha addirittura indossato la fascia da capitano al braccio dopo l'uscita di Biraghi: un passaggio formale, perché quello simbolico era avvenuto in estate. A discapito di un Kayode per il momento in naftalina, Palladino non ci rinuncia mai: nelle cinque di campionato non ha saltato neanche un minuto. All'orizzonte c'è un'altra stagione da protagonista (la terza) a Firenze ma anche un sogno verdeoro chiamato Brasile, Nazionale con cui spera di poter esordire.

Fiorentina, è tempo di rinnovi: ufficiale Comuzzo e presto anche Kouame

Il classe 2005 ha rinnovato fino al 2028, per l'ivoriano manca solo l'annuncio fino al 2027

“I rinnovi di Kouame e Comuzzo? Sì, siamo vicini a entrambi”. Si era espresso così il direttore sportivo della Fiorentina Daniele Pradè nella conferenza stampa di fine mercato di soli quattro giorni fa. Proprio in queste ore, infatti, qualcosa si è già mosso. Mancava solo l'ufficialità, quindi, del rinnovo del difensore classe 2005 Pietro Comuzzo con la società viola, ed è arrivata tramite i canali ufficiali del club: il calciatore friulano ha allungato ulteriormente il contratto diventando così tra i calciatori con il contratto più lungo in rosa. Protagonista di questo inizio di stagione con già 4 partite giocate, Comuzzo diventa sempre più centrale nel progetto della Fiorentina. Alla luce del rinnovo fino al 2028 siglato con la società di Rocco Commisso, il centrale viola si è così espresso ai canali ufficiali del club dopo aver apposto la sua firma sul prolungamento di contratto: "Il rinnovo con la Fiorentina per me significa tanto: sono sei anni ormai che sono qui e per me è un onore e un privilegio aver prolungato il mio accordo con questa società. Ringrazio tutti i direttori ma anche la mia famiglia. E' un traguardo per me questa firma ma è anche un inizio per una carriera si spera ancora migliore. Palladino? Il mister mi ha chiamato a inizio stagione e mi ha detto che mi ha sempre visto bene e che credeva in me: io ho subito cercato di allenarmi al meglio.Per quanto riguarda Christian Kouame, invece, lontano da Firenze per gli impegni contro la propria Nazionale durante questa sosta, sembra anche lui a un passo dal rinnovo col club viola. L’ex Genoa, che in estate sembrava potesse anche lasciare la società, continuerà con la Fiorentina. In queste ore è previsto un incontro con la dirigenza gigliata e il suo agente, per lui pronto un rinnovo fino al 2027.

Fiorentina, la probabile formazione viola contro l'Akademia Puskas

Domani il gong finale del calciomercato: l'ultima idea è Orel Mangala dell'Olympique Lione

Questa sera la Fiorentina sarà impegnata in Ungheria per la sfida di ritorno del playoff di Conference League contro l'Akademia Puskas. Il 3-3 dell’andata ha indubbiamente aumentato le speranze degli ungheresi che adesso sognano di fare l'impresa, motivo per cui gli uomini di mister Raffaele Palladino non dovranno dare niente per scontato e soprattutto non dovranno snobbare gli avversari come avvenuto nelle prime fasi del match del Franchi di una settimana fa.Partendo dal ruolo del portiere a difendere la porta viola dovrebbe esserci il ritorno dello spagnolo De Gea. Davanti all'ex estremo difensore del Manchester United dovrebbero agire Quarta, Pongracic e Ranieri. In mezzo al campo, invece, restano favoriti Amrabat e Mandragora che a loro volta saranno sostenuti ai lati da Dodò a destra e Biraghi a sinistra. Infine nel reparto offensivo è certo del posto da titolare Kean, mentre Sottil e probabilmente Colpani saranno i trequartisti alle spalle dell'ex Juventus.Domani a mezzanotte, invece, terminerà la sessione di calciomercato estivo e la Fiorentina è obbligata a piazzare almeno altri due colpi prima del gong finale. In queste ultime ore si è registrato un interesse dei viola per Orel Mangala, centrocampista belga dell'Olympique Lione. Il classe '98, protagonista col Belgio nello scorso Europeo, è corteggiato da tempo dall'Everton ma la Fiorentina sta cercando di inserirsi in extremis nell'operazione. Intanto proseguono i contatti per Martin Baturina, trequartista classe 2003 della Dinamo Zagabria. 

Fiorentina, che fine hanno fatto i viola dell'ultima partita contro il Parma?

L'ultimo Parma-Fiorentina risale al 7 novembre 2020, cosa fanno ora Ribery, Pulgar, Caceres e compagni?

Mancano poche ore all'esordio ufficiale della nuova Fiorentina targata Raffaele Palladino. Oggi alle 18:30, infatti, i viola scenderanno in campo per la prima gara di campionato contro il Parma allo stadio Tardini: una partita che la squadra gigliata non gioca ormai da quasi quattro anni, visto che l'ultimo Parma-Fiorentina risale al 7 novembre 2020. In quella occasione, in una sfida terminata a reti bianche, si affrontarono due tra le peggiori difese del campionato. Uno 0-0 che fu fatale per l'allora tecnico viola Iachini che, dopo poche ore, venne esonerato e sostituto con Prandelli. Ma che fine hanno fatto i protagonisti dell'ultimo Parma-Fiorentina?Partendo appunto dalla panchina Beppe Iachini, dopo le esperienze tutt'altro che esaltanti proprio al Parma e al Bari, al momento è in attesa di una nuova panchina.  A difendere i pali viola c'era Dragowski, che circa un mese fa è stato ceduto dallo Spezia a titolo definitivo al Panathinaikos. Della difesa a tre che proteggeva il portiere polacco non ne è rimasto più nessuno: Milenkovic ha lasciato in estate la Fiorentina dopo quasi 7 anni per trasferirsi in Premier League al Nottingham Forest, stessa scelta presa un anno prima da Igor che ora milita al Brighton e che potrebbe pure tornare in Italia con il Torino che lo corteggia ormai da tempo; Martin Caceres, infine, che ormai da due anni milita in MLS ai Los Angeles Galaxy.Passando al centrocampo, invece, solamente due su cinque sono ancora in viola: il capitano della Fiorentina, Biraghi, e Sofyan Amrabat, tornato a Firenze dopo il prestito al Manchester United e la cui permanenza è ancora in forse. Per quanto riguarda i restanti centrocampisti, Gaetano Castrovilli ha detto addio proprio lo scorso mese per trasferirsi a parametro zero alla Lazio, Lorenzo Venuti si è trasferito in queste settimane in Serie B alla Sampdoria, mentre Erick Pulgar milita al Flamengo ormai da più di due anni.Chiudendo con l'attacco, è ancora un membro della rosa viola, e in attesa di novità contrattuali, Christian Kouame che in quella partita fu il più pericoloso della formazione gigliata; mentre Franck Ribery, dopo l'esperienza a Salerno, ha appeso gli scarpini al chiodo nell'ottobre del 2022. 

Fiorentina, Ottimo De Gea: ma quale difesa difenderà la sua porta?

La difesa, contando che Ranieri sarà squalificato, già per il match contro il Parma del 17 agosto mostrerà carenze

In attesa di capire quale sia il futuro di Nico Gonzalez e quando il sostituto Albert Gudmundsson sbarchi a Firenze, e dopo l'arrivo di De Gea, la dirigenza della Fiorentina è al lavoro per migliorare anche gli altri reparti. Ormai da qualche settimana, infatti, sono in corso delle valutazioni in merito alla difesa e, al momento, i difensori centrali a disposizione di Raffaele Palladino sono cinque: Pongracic, Quarta, Ranieri, Comuzzo e Krastev.Nella seconda parte del mese di agosto la coppia Pradè e Goretti cercherà di completare il reparto difensivo, il quale, contando che Ranieri sarà squalificato, già per il match contro il Parma del 17 agosto mostrerà delle carenze. Resta ancora da chiarire la situazione legata a Nicolas Valentini. Come ormai noto da tempo, il centrale classe 2001 ha firmato con i viola fino al 2029 e ha già svolto le visite mediche di rito in Argentina; tuttavia, a ora, l'accordo tra i club è impostato per gennaio, in quanto i bosteros vorrebbero un esborso di qualche milione di euro per lasciar andare adesso il ragazzo. Finora la Fiorentina non aveva mostrato apertura di fronte a tale scenario, ma, dal momento che i viola vorrebbero portarlo in Italia già questa estate e gli xeneizes (che erano partiti chiedendo più di 3 milioni e mezzo) sembrano ora più propensi a venire incontro alle richieste del ds Prade, c'è speranza per chiudere la questione verso la fine del mese e anticipare, così, l'arrivo dell'argentino già a quest'estate.Qualora Valentini non dovesse arrivare in questa sessione di mercato a quel punto, però, la Fiorentina sarebbe costretta a tornare sul mercato alla ricerca di qualche occasione per regalare un nuovo centrale a Palladino. Per quanto riguarda i giocatori in rosa, uno tra Comuzzo e Krastev lascerà Firenze e tutto fa pensare che a farlo sarà proprio il bulgaro. Il giovane viola, infatti, nei prossimi giorni potrebbe dare il suo saluto in vista di una nuova esperienza in prestito. Per il momento resta la sensazione che, tra un ragazzo da fare crescere e un esperto come possono essere Rugani o Ogbonna, il tecnico viola punti sul giovane.

Fiorentina, De Gea o Kepa: la porta parlerà spagnolo?

Con De Gea, arrivando a parametro zero, i dirigenti viola dovranno solo trovare l'intesa sull'ingaggio

Quella che inizia oggi sarà una settimana cruciale per le trattative in cui è impegnata la Fiorentina. Su tutte quella per David De Gea. Il portiere spagnolo è più di una suggestione, è il preferito, tra i portieri prendibili, di Palladino e lui stesso, che gradirebbe un'avventura in Italia, ha aperto alla possibilità di vestire la maglia gigliata. Arrivando a parametro zero, i dirigenti viola dovranno solo trovare l'intesa sull'ingaggio. Oggi sono previsti nuovi contatti, vedremo come evolverà la situazione. L'unica cosa sicura è che in caso di arrivo dell'estremo difensore spagnolo, uno tra Terracciano e Christensen lascerà il Viola Park. L'ormai ex estremo difensore del Manchester United, però, non gioca una partita ufficiale da ormai quasi quattordici mesi. L’ultima partita ufficiale giocata da David De Gea, infatti, è la finale di FA Cup persa con il suo Manchester United contro il City di Pep Guardiola, il 3 giugno 2023 allo stadio Wembley.Durante questo periodo di stop il portiere spagnolo avrebbe però anche rifiutato l’Inter italiana, l’Inter Miami di David Beckham, il Newcastle e due club dell’Arabia Saudita, considerate da De Gea tutte proposte non adatte al suo profilo. Nel frattempo il Real Madrid riflette sul futuro di Andrij Lunin. Il portiere ucraino, chiuso dal ritorno di Thibaut Courtois, spinge per la cessione. Come suo sostituto i blancos hanno messo nel mirino l'estremo difensore del Chelsea, Kepa Arrizabalaga, che tuttavia secondo i media spagnoli è seguito attentamente anche dalla Fiorentina. I blues libererebbero il classe 1994 in scadenza nel 2025 per un massimo di 5 milioni. Sottolineiamo che l'ingaggio percepito da giocatore spagnolo in Premier League è di circa 9 milioni annui.

Fiorentina, per la difesa chi come quinto centrale? Esperienza o gioventù?

Sarà Comuzzo il quinto oppure una figura esperta come Ogbonna o Rugani?

La dirigenza viola è al lavoro per rinforzare la rosa a disposizione di mister Raffaele Palladino. Per un centrocampo completamente da ricostruire c'è una difesa che deve ancora essere perfezionata. Ad ora sono andati in scena gli addii di Nikola Milenkovic al Nottingham Forest e di Christian Dalle Mura al Cosenza. In entrata, invece, si registra il solo acquisto di Marin Pongracic e i ritorni alla base di Dimo Krastev e Lorenzo Lucchesi. Quest'ultimo è ormai prossimo al trasferimento al Venezia e già nelle prossime ore è atteso in Veneto per svolgere le visite mediche. Restando sui centrali presenti in rosa dopo il rinnovo di contatto di Lucas Martinez Quarta, nei prossimi giorni potrebbe arrivare anche quello di Luca Ranieri. In entrata, invece, resta da chiarire la situazione legata a Nicolas Valentini. Come ormai noto da tempo, il centrale classe 2001 ha firmato con i viola fino al 2029 e ha già svolto le visite mediche di rito in Argentina; tuttavia, ad ora, l'accordo tra i club è impostato per gennaio, in quanto i bosteros vorrebbero un esborso di qualche milione di euro per lasciar andare adesso il ragazzo. Finora la Fiorentina non aveva aperto a tale scenario, ma dal momento che i viola vorrebbero portarlo in Italia già questa estate e gli xeneizes (che erano partiti chiedendo più di 3 milioni e mezzo) sembrano ora più propensi a venire incontro alle richieste del ds Prade, c'è speranza per chiudere, quindi, la questione in questi giorni e anticipare, così, l'arrivo dell'argentino già a quest'estate.Valentini o meno, la dirigenza viola dovrà capire cosa fare per quanto riguarda "il quinto" di difesa. In questi giorni sono in corso le valutazioni del caso: puntare su un giovane come ad esempio Krastev o Comuzzo, o investire su un difensore esperto come Ogbonna o Rugani? Anche l'opinione di mister Palladino sarà fondamentale per capire se puntare sulla gioventù o sull'esperienza. 

Fiorentina, l'ultima idea per il centrocampo è Cesare Casadei del Chelsea

Il problema è legato alla formula dell'operazione, il Chelsea lo vorrebbe cedere solo a titolo definitivo

Cesare Casadei piace e tanto in Italia: al Napoli, con Conte a caccia di un incursore che possa aiutare la fase offensiva partendo da dietro, e nelle scorse settimane si era parlato di Bologna. Il centrocampista classe 2003 non è stato convocato da Enzo Maresca per la tournée precampionato negli Stati Uniti e potrebbe lasciare il Chelsea in prestito. Tra le squadre interessate al prodotto del settore giovanile dell'Inter c'è anche la Fiorentina di Raffaele Palladino.Nelle scorse ore, infatti, dall'Inghilterra è rimbalzata la notizia che voleva la Fiorentina sulle tracce di Cesare Casadei, classe 2003 ex Inter. Il ragazzo non vede l’ora di tornare in Italia e Firenze sarebbe una piazza molto gradita. Casadei è un’idea nata qualche settimana fa, ma che si potrebbe presto riaccendere, la richiesta dei Blues è tra i 10 e i 12 milioni. Non tantissimi per un ragazzo del 2003 sul quale tutti son pronti a scommettere.  Al momento il problema è legato alla formula dell'operazione, visto che il Chelsea lo vorrebbe cedere a titolo definitivo, mentre l'idea dei viola sarebbe quella di prenderlo in prestito con diritto di riscatto, che potrebbe diventare obbligo al realizzarsi di determinate condizioni.I viola stanno lavorando sull'ex Inter e adesso sono il club più vicino a lui, da capire se nelle prossime ore si troverà l'intesa definitiva sulla formula, ma la trattativa è ben impostata e le parti potrebbero avvicinarsi ancora in tempi brevi. Palladino intanto aspetta, e continua a lavorare sul campo in quel di Preston, il dialogo con la società è costante e da parte dei dirigenti le rassicurazioni sono continue. Gli acquisti arriveranno insomma, e la pazienza del mister potrebbe essere ripagata dal fatto che i profili individuati siano a lui graditi.

Fiorentina, Colpani è ad un passo: ieri contatto positivo tra Pradè e Galliani

L’arrivo del classe ’99 non comporterebbe a prescindere la cessione di Nico Gonzalez

L'asse tra la Fiorentina e Andrea Colpani non è mai stato così caldo. Dopo gli interesse di giugno, stavolta Pradè sembra essere ad un passo dal centrare l’obiettivo, avendo riscontrato l'apertura del Monza ad intavolare una trattativa. Un’operazione che Galliani vorrebbe a titolo definitivo intorno ai 20 milioni invece che il prestito oneroso che la Fiorentina preferirebbe e che i viola vorrebbero portare avanti a prescindere dal futuro di Nico Gonzalez la cui situazione resta da chiarire. Sono attese novità in queste ore. Il club viola, infatti, ha deciso di accelerare, tanto che nella serata di ieri ci sarebbe stato un altro incontro tra il direttore sportivo gigliato Daniele Pradè e l'amministratore delegato del Monza, Adriano Galliani. Le parti hanno iniziato a limare i dettagli e la formula dovrebbe essere quella del prestito oneroso con obbligo di riscatto, anche se resta da capire de l'opzione sarà legata a determinate condizioni. Raffaele Palladino conosce molto bene il classe 1999, visto che lo ha allenato nella sua avventura al Monza, lanciandolo di fatto nel calcio che conta e facendolo diventare un punto fermo della sua squadra nella passata stagione, quando il centrocampista ha messo a segno 8 gol in Serie A.Da non sottovalutare la condizione fisica di Colpani. Il classe 1999 diserta gli allenamenti da più di una settimana, ufficialmente per un "affaticamento muscolare". Che però gli ha precluso il test di domenica contro il Monza B e l'amichevole contro la Nuova Camunia. Ricordiamo che l'ex Trapani ha rinnovato il proprio contratto la scorsa estate fino al 2028 e percepisce un ingaggio da circa mezzo milione, dunque ampiamente alla portata della Fiorentina. Staremo a vedere se sarà Colpani il prossimo colpo della dirigenza viola ma si tratta, però, di una trattativa che può decollare a breve e per la quale si attendono presto novità, visto il gradimento del giocatore per la piazza fiorentina.

Fiorentina, Valentini è ad un passo: può arrivare già ora o a gennaio

La società viola vuole bloccarlo per gennaio: poi si valuterà se anticipare o meno il suo arrivo pagando un indennizzo al Boca

La Fiorentina si è inserita nella corsa al centrale classe 2001 del Boca Juniors Nicolas Valentini. I viola vorrebbero tentare di anticipare la concorrenza per il difensore argentino con passaporto italiano che a dicembre andrà in scadenza con il Boca. Valentini avrebbe voglia di fare un'esperienza in Europa e su di lui, oltre al club gigliato, ci sarebbero anche la Roma e l'Udinese. La Fiorentina, però, vuole chiudere presto per Valentini. La dirigenza gigliata vuole trovare l'accordo per cercare di prenderlo a zero a scadenza, visto che il suo contratto con il Boca scadrà appunto il 31 dicembre. La società viola vuole bloccare il calciatore per il prossimo gennaio: poi si valuterà se anticipare o meno il suo arrivo pagando eventualmente un indennizzo al club argentino.Valentini nasce e cresce nel prestigiosissimo club di Buenos Aires, dove ha sempre militato ad eccezione di una parentesi all’Aldovisi. Nei bosteros si è via via ritagliato sempre più spazio fino all’approdo in prima squadra, dove non è mai diventato un vero e proprio totem ma fissandosi in modo continuo nelle rotazioni, anche in un organico che meno di un anno fa si giocava la finale di Copa Libertadores, sfuggita per mano del Fluminense.Attualmente però, Valentini è agli sgoccioli della sua lunga storia al Boca Juniors. Il ragazzo, d’accordo col suo entourage, intende lasciare la capitale argentina entro quest’estate, visti i rapporti chiusi col club circa un rinnovo di contratto che non arriverà più. Il classe 2001 è in scadenza a dicembre 2024 e così resterà, per questo la sua agenzia Avios Soccer sta lavorando col Boca stesso per giungere a una cessione in questa finestra estiva di mercato, che va bene a tutte le parti in causa. Valentini, dal canto suo, si sente pronto per un’esperienza in Europa e ritiene questo il momento giusto per tentare il grande salto, magari proprio a Firenze.

Fiorentina, Vranckx è sempre più vicino: ballano circa due milioni

La dirigenza è fiduciosa nella riuscita della trattativa forte della volontà del giocatore e soprattutto della situazione contrattuale del belga

La dirigenza della Fiorentina è al lavoro su vari fronti per cercare di rinforzare il più possibile la rosa a disposizione di mister Raffaele Palladino. Oltre ai possibili innesti per l'attacco e la difesa, sarà sicuramente il centrocampo il reparto che, dopo gli addii dei vari Maxime Lopez, Arthur, Castrovilli, Duncan e Bonaventura, vivrà una completamente rivoluzione. Quello di Aster Vranckx sembra essere il primo nome sul taccuino di Pradè per rinforzare il centrocampo gigliato. I contatti tra i viola e il Wolfsburg sono costanti da settimane e ad oggi la Fiorentina è la squadra più vicina al calciatore. Manca ancora l'accoro definitivo visto che ballano circa 2 milioni tra la domanda del club tedesco, 12 milioni di euro, e l'offerta dei viola, 10 milioni. La dirigenza gigliata è fiduciosa nella riuscita della trattativa forte della volontà del giocatore e soprattutto della situazione contrattuale del belga.Se arrivasse davvero la fumata bianca si tratterebbe del lieto fine di una storia iniziata circa un anno fa. Era infatti l'estate scorsa quando il nome dell'ex Milan iniziò a circolare come possibile candidato a vestire la maglia gigliata. Da allora, quando il mediano belga era appena tornato in Germania dal prestito in rossonero, Vranckx ha giocato, tra campionato e Coppa di Germania, 26 gare con il Wolfsburg, ed è stato convocato in Nazionale dal C.T. Domenico Tedesco per EURO2024.Dopo una rassegna continentale non esaltante nè per lui, non è sceso in campo neanche un minuto, nè per i Diavoli Rossi, usciti agli ottavi di finale contro la Francia dopo un girone chiuso al secondo posto dietro la Romania, adesso la situazione per vedere in viola Aster Vranckx potrebbe sbloccarsi. Le parti sono costantemente in contatto e, considerando anche la volontà del giocatore di tornare in Serie A, l'affare potrebbe arrivare alla conclusione. Chissà allora che dopo un corteggiamento durato un anno, la prossima settimana non possa essere quella decisiva per il fatidico sì tra Vranckx e la Fiorentina.

Kean, da Mbappè e Neymar a Nico e Sottil: tutta la carriera del nuovo attaccante viola

La nuova punta della Fiorentina è il ragazzo dei record: è stato il primo classe 2000 a segnare in uno dei maggiori campionati europei

Nella giornata di ieri l’accordo tra Juventus e Fiorentina è stato trovato: Moise Kean è il primo acquisto viola della sessione di mercato estiva 2024. L’ormai ex attaccante bianconero approderà a Firenze a titolo definitivo per una cifra di 13 milioni di euro di parte fissa più 5 di bonus di cui 2 facilmente raggiungibili. Per il classe 2000 è pronto un quinquennale da 2,2 milioni a stagione più bonus.La società bianconera ha visto crescere Kean dai 10 anni ad oggi. Nel 2016 avvenne l'esordio in prima squadra all'età di 16 anni e 9 mesi, entrando al posto di Mandzukic il 19 novembre 2016 contro il Pescara. Tre giorni dopo, invece, fu lanciato in campo in Champions League contro il Siviglia, diventando così il primo calciatore nato nel 2000 ad esordire sia in A che in Europa. Il primo gol a 17 anni, il 27 maggio 2017 contro il Bologna diventando anche il primo classe 2000 a segnare in uno dei maggiori campionati europei. A questo ci ha aggiunto anche, a 20 anni e 243 giorni, l'essere diventato il calciatore italiano più giovane a segnare un gol in Champions League alla sua prima presenza da titolare, superando il precedente record di Alessandro Del Piero.Il vero salto però Kean lo fa all'Hellas Verona dove in una stagione trova spazio e continuità, mostrando tutte le sue potenzialità tanto da attirare le attenzioni di mezza Europa che culminano, dopo una stagione alla Juventus, nel trasferimento prima all'Everton e poi al PSG. A partire dal 2021 torna alla Juventus che ne riscatta il cartellino e punta su di lui senza però mai trovare quella continuità sperata. La rottura col club bianconero lo scorso gennaio, quando dopo aver trovato poco spazio arriva l'ok al prestito all'Atletico Madrid con cui però le cose vanno male a causa di un problema fisico riscontrato dai colchoneros. Ora una nuova vita: Moise Kean sarà il prossimo attaccante della Fiorentina. 

Fiorentina, il punto sugli esterni: chi resta e chi va?

Ikone e Kouame potrebbero lasciare, mentre Sottil è certo di restare. Rebus Nico Gonzalez

Mancano circa 3 settimane al raduno di Raffaele Palladino e i suoi uomini al Viola Park. Dalla seconda settimana di luglio, infatti, il nuovo tecnico della Fiorentina inizierà a preparare la prossima stagione, mentre la dirigenza gigliata è al lavoro per fornire proprio a Palladino una rosa più competitiva possibile.Sono tanti i temi in ballo in casa Fiorentina, dai possibili rinnovi di Castrovilli e Bonaventura fino al grande centravanti che ha promesso Daniele Pradè in conferenza stampa. Ma nel frattempo Palladino, insieme ai dirigenti viola, dovrà fare delle scelte per quanto riguarda gli esterni per capire chi resterà e chi invece lascerà Firenze.Innanzitutto il futuro di Nico Gonzalez sarà il grosso oggetto di discussione qua estate. Perché le parole di Daniele Pradè ("Al 99% è incedibile, Nico sta bene così e l'ha ribadito a Bergamo. Però nel calcio mai dire mai") non hanno fermato gli interessi dei club che seguono l'ala argentina da tempo. Nico Gonzalez non lascerà la Fiorentina se non di fronte ad un'offerta irrinunciabile per il club e ad un progetto stuzzicante per il giocatore che sogna di esordire in Champions League. Per questo l'Atletico Madrid continua a monitorarlo ed è in questo momento la squadra che più di tutte vorrebbe accaparrarsi il talento ex Stoccarda. Attenzione anche alla Premier League che nelle scorse sessioni di mercato ha sempre recapitato offerte alla Fiorentina. In principio fu il Brighton, poi il Brentford. Ma sono diversi i club che potrebbero mettere di nuovo gli occhi sull'argentino.Chi probabilmente lascerà Firenze sarà Jonathan Ikone. Ci sarebbero sirene qatariote per l’esterno francese. Per l'attaccante della Fiorentina, infatti, in uscita dal club viola dopo le due stagioni e mezzo deludenti, sarebbero arrivati degli interessamenti dal Qatar: i contatti sono già in corso, tant'è che si parla di un'offerta potenziale di circa 10-12 milioni di euro. Già nei prossimi giorni potrebbero arrivare novità importanti in merito all’ex Lille.Tra chi non sarà nella Fiorentina 2024-2025 c’è anche Josip Brekalo. L'esterno croato, all'Hajduk Spalato da gennaio, finito il prestito tornerà alla Fiorentina. Un rientro che però, nonostante Brekalo sia legato ai viola da un contratto fino al 2026, sarà a breve termine visto che la volontà sia del giocatore che del club è quella di riuscire a trovare un'altra sistemazione. Nikola Kalinic, ex attaccante della Fiorentina, oggi direttore sportivo dell'Hajduk Spalato, ha parlato così dell’ex Torino: “Brekalo? Vedremo, è un giocatore della Fiorentina. Non ha fretta e molto dipende da lui. Lo vogliamo, ma ha un contratto alto. Ne riparleremo più tardi”.Situazione più complicata quella di Christian Kouame. L'ivoriano è fresco di rinnovo di contratto fino al 2025 con la Fiorentina, che ha esercitato nelle ultime settimane l'opzione presente nell'accordo. Il club viola sta trattando l'ulteriore prolungamento dell'attaccante spalmando, magari, il suo alto ingaggio su più stagioni. Tuttavia questo non implica che Kouame rimanga certamente, anzi, il suo nome rimane più che spendibile in chiave mercato se dovessero arrivare offerte importanti. In Italia c’è il Bologna di Vincenzo Italiano che riabbraccerebbe molto volentieri il suo “soldato”.Parlando ancora di esterni da quanto risulta la Fiorentina ripartirà da Riccardo Sottil. I segnali mostrati appena prima dell'infortunio che lo ha messo ko per il finale di stagione hanno convinto la dirigenza viola a puntare con forza su di lui, tanto più dopo i confronti con l'allenatore da cui è emersa la decisione di designare Sottil come attaccante esterno sinistro. Un attestato di fiducia importante, che Riccardo ha accolto con enorme soddisfazione.Chiudiamo con Sabiri e Infantino. Il marocchino, reduce da una stagione di successo in Arabia Saudita con 7 gol e 7 assist, sembra pronto a fare il suo ritorno alla maglia viola. Nonostante le incertezze legate al suo futuro con l'Al-Fayha, che sembra poco propenso a sborsare 3 milioni di euro per il suo riscatto, il giocatore, potrebbe rientrare nei piani di Palladino. L'esperienza negativa con l'ex allenatore Italiano sembra ormai alle spalle, e Sabiri potrebbe rappresentare dunque una risorsa preziosa per il gioco del nuovo tecnico. Difficile, invece, la permanenza dell’argentino che potrebbe tornare in patria con la formula del prestito alla ricerca di un maggiore minutaggio. 

Prestiti, Da Sabiri e Amrabat ai giovani Bianco e Lucchesi: in tanti pronti a tornare a Firenze

Amrabat è vicino al Galatasaray ma Sabiri con Palladino può restare

L’inizio della stagione 2024/2025 con il ritrovo al Viola Park è meno lontano di quanto si creda. Oltre ai viola già presenti in rosa saranno in tantissimi a fare ritorno a Firenze dopo l’esperienza in prestito, pronti a rimettersi in gioco con il nuovo tecnico Raffaele Palladino e tentando di conquistare una conferma in viola.Partendo dai giovani formati nel settore giovanile della Fiorentina, saranno ben 19 i calciatori che nel corso di questa estate faranno ritorno a Firenze al termine dei rispettivi prestiti tra B e C per mettersi a disposizione di Palladino durante la fase di preparazione. Sono due i giovani certi di restare in prima squadra a partire da settembre, ovvero Bianco e Lucchesi: il mediano, protagonista a Reggio Emilia nella scorsa stagione, sarà uno dei volti che comporranno il centrocampo, mentre il centrale (il migliore dei tanti giovani approdati alla Ternana) sarà uno dei ricambi in difesa, sia che Palladino adotti lo schieramento a tre che quello a quattro. Da valutare altri ragazzi reduci da annate brillanti: Dalle Mura, Favasuli, Amatucci e Distefano ma anche di Niccolò Pierozzi, tornato a buoni livelli, a Salerno. Scontata invece la partenza verso altri lidi - ancora in prestito - degli altri giovani: si tratta di Krastev, Munteanu, Ferrarini. Edoardo Pierozzi, Gentile, Fiorini, Agostinelli, Toci, Guidobaldi, Dutu, Egharevba e Prati.A fare ritorno a Firenze però c’è anche Abdelhamid Sabiri. Il marocchino è reduce da una stagione di successo in Arabia Saudita con 7 gol e 7 assist, e sembra pronto a fare il suo ritorno alla maglia viola. Nonostante le incertezze legate al suo futuro con l'Al-Fayha, che sembra poco propenso a sborsare 3 milioni di euro per il suo riscatto, il giocatore potrebbe rientrare nei piani di Palladino. L'esperienza negativa con l'ex allenatore Italiano sembra ormai alle spalle, e Sabiri potrebbe rappresentare dunque una risorsa preziosa per il gioco del nuovo tecnico. Una situazione che promette di aggiungere interesse al reparto offensivo della squadra viola, già composto da giocatori di spessore come, Nico Gonzalez e Beltran.La Fiorentina sta seguendo con grande attenzione quello che potrebbe accadere attorno al futuro di Amrabat che, rientrando dall’avventura in Inghilterra, potrebbe, in tempi brevi, prendere la strada per la Turchia. Da Istanbul assicurano che i primi contatti fra le società sono già iniziati. Daniele Pradè e il direttore sportivo turco, Cenk Ergun, stanno trattando il potenziale trasferimento del calciatore e i contorni della trattativa sarebbero già stati definiti, sulla base di un accordo di massima. Resta da trovare un’intesa con la Fiorentina, che per quanto proseguirebbe volentieri il suo percorso con Amrabat è anche conscia della volontà opposta dello stesso giocatore.Infine spicca il nome di Josip Brekalo. L'esterno croato, all'Hajduk Spalato da gennaio, finito il prestito tornerà alla Fiorentina. Un rientro che però, nonostante Brekalo sia legato alla Fiorentina da un contratto fino al 2026, sarà a breve termine visto che la volontà sia del giocatore che del club viola è quella di riuscire a trovare un'altra sistemazione. 

Fiorentina, con l'addio di Arthur è caccia al nuovo regista per Palladino

Il brasiliano dice addio a Firenze dopo una stagione troppo altalenante e ricca di forfait

Per la Fiorentina, oltre al ruolo del centravanti, ci sarà da cercare anzi ricercare un nuovo regista visto il ritorno di Arthur alla Juventus. Come aveva anticipato lo stesso Pradè, infatti, il brasiliano, dopo un solo anno di esperienza a Firenze, è pronto a lasciare la Fiorentina. Ad annunciarlo è stato lo stesso calciatore tramite un post pubblicato sui propri profili social: "Salve tifosi viola, voglio esprimere la mia gratitudine per il piacere di aver vissuto in questa città e giocato in questa incredibile squadra. La mia famiglia e io apprezziamo tutto l'affetto che abbiamo ricevuto. Questo sarà un ricordo che porterò per sempre nel mio cuore". Tra il club viola e il ragazzo il rapporto è sempre stato ottimo, ma adesso è scaduto il prestito oneroso dai bianconeri ma la dirigenza ha preso la scelta di non versare i venti milioni del riscatto per trattenere l’ex Barcellona in Toscana. La sua stagione alla Fiorentina rimane pur sempre sufficiente ma con enormi buchi, passaggi a vuoto e assenze per una pubalgia che lo ha limitato tanto forse troppo. Tra campionato, Conference League, Coppa Italia e Supercoppa, il calciatore ha collezionato un totale di 48 presenze con solamente 2 reti, di cui una su rigore, e appena 4 assist. Numeri che, al di là della cifra elevata, non hanno spinto la società viola ad esercitare il riscatto e quindi il brasiliano farà ritorno a Firenze e la dirigenza gigliata sarà costretta a tornare sul mercato per regalare un nuovo regista a Raffaele Palladino. Sarà quindi un reparto da rifondare quello del centrocampo in tutte le parti, dal regista alle mezze ali per poi andare nella trequarti. Sarà il nuovo allenatore della Fiorentina, insieme alla società, a fare le scelte sui giocatori presenti in rosa e, molto probabilmente, intervenire nel mercato per nuovi innesti.

Fiorentina, Ikone la nota negativa della vittoria a Cagliari: pazienza finita?

Solo 5 gol e 3 assist in 41 presenze: in estate sarà addio?

La Fiorentina a Cagliari ha ottenuto il massimo: la qualificazione aritmetica alla prossima Conference League. La squadra di Italiano, infatti, grazie alla vittoria di ieri sera blinda l’ottavo posto che vale il pass per la Conference League e può ancora acciuffare l’Europa League agganciando la Lazio o vincendo ad Atene la finale di Conference contro l’Olympiacos (in programma mercoledì prossimo ad Atene). La Fiorentina a Cagliari ha giocato con tranquillità, senza stress psicologici. Italiano ha voluto verificare lo stato di salute dei suoi, che hanno avuto un tasso tecnico superiore rispetto ai padroni di casa, ma che spesso si sono incartati nella ricerca sistematica del fraseggio stretto. La nota negativa della serata sarda, però, è stata Jonathan Ikoné.Il peggior giocatore della Fiorentina visto a Cagliari, appunto, stando anche a tutte le valutazioni dei quotidiani in edicola questa mattina, è proprio l’esterno francese. Le pagelle lo stangano, per la sua incidenza minima di ieri e per i continui errori in fase offensiva e non solo. Fin troppo in ombra in una prima frazione di gioco in cui tra cross e dribbling non riesce a farsi notare. Italiano lo richiama a inizio ripresa, per l’esattezza al 56’, e lo sostituisce con Nico Gonzalez. Quella dell’Unipol Domus è stata molto probabilmente una delle ultime partite di Ikoné con la maglia della Fiorentina. A distanza di quasi due anni e mezzo dal suo arrivo a Firenze il classe ’98 non è mai riuscito a fare breccia nel cuore dei tifosi viola e il suo addio in estate si fa sempre più concreto. Nella stagione che è ormai al termine il francese ha collezionato, tra Campionato, Supercoppa, Coppa Italia e Conference League, un totale di 41 presenza ma con solamente 5 gol e 3 assist. Con ogni probabilità numeri troppo bassi per essersi meritato la conferma in vista della prossima stagione. 

Fiorentina, dal Napoli a Napoli: domani Italiano sfida il suo futuro?

Adesso Napoli può essere la ripartenza preferita per il tecnico viola, a patto che si chiuda in fretta

La sfida di domani sera contro il Napoli sarà, salvo clamorosi ribaltoni, l'ultima apparizione di Vincenzo Italiano in viola sulla panchina del Franchi in gare ufficiali. La finale di Conference League sarà determinante: in caso di vittoria, e dunque di Europa League per la Fiorentina, scatterebbe il rinnovo automatico del tecnico coi viola fino al 2025. E il club avrebbe in mano, almeno teoricamente, i destini dell'allenatore. Soltanto il pagamento di una penale da parte della società interessata a Italiano, infatti, libererebbe Vincenzo dal vincolo di un altro anno sulla panchina della Fiorentina. I contratti si rispettano, sempre stata la linea del presidente Rocco Commisso. Ma in questi casi il dialogo avrebbe un ruolo chiave. Molto dipenderà anche da come le due parti arriveranno a fine stagione.Il tecnico siciliano vuole salutare al meglio, con una vittoria che significherebbe Conference League, lo stadio che l'ha visto grande protagonista negli ultimi tre anni. Non solo, in caso di successo, Italiano raggiungerebbe la cinquantesima vittoria casalinga su 81 gare disputate con i viola nell'impianto di Campo di Marte. Prima della sfida contro i partenopei, dai trentaduesimi di finale di Coppa Italia contro il Catanzaro nell'agosto 2021 alla gara di lunedì sera contro il Monza Italiano ha vinto il 61,3%. delle sfide casalinghe segnando 150 reti totali.Il futuro di Italiano non è ancora chiaro ma tra le varie opzioni del suo futuro c’è proprio il prossimo avversario della Fiorentina. I nomi più gettonati per i partenopei sono 4: Stefano Pioli, Antonio Conte, Gian Piero Gasperini e, appunto, Vincenzo Italiano. Il primo sarebbe il preferito, ma ovviamente De Laurentiis sta valutando con attenzione, anche il sogno sarebbe l'ex allenatore della Juventus. L’allenatore viola un anno fa era l'erede designato di Spalletti ma allo stesso tempo era intoccabile per la Fiorentina. Adesso Napoli può essere la ripartenza preferita, a patto che si chiuda in fretta.

Fiorentina-Monza, Italiano pronto a schierare Castrovilli a sinistra e Nzola in attacco

Tanto dipenderà dalle condizioni di Bonaventura che potrebbe essere impiegato da esterno destro

Dopo aver ottenuto il pass per la finale di Conference League ad Atene contro l’Olympiakos, la Fiorentina questa sera torna a concentrarsi sul campionato. Viola che, visto l'ennesimo passo falso del Napoli, in caso di vittoria contro il Monza si avvicinerebbero al raggiungimento della terza qualificazione consecutiva alle coppe europee. Per questo la sfida del Franchi contro i brianzoli diventa fondamentale.I dubbi nella testa di Italiano per la possibile formazione di oggi restano ancora tanti, e c’è da aspettarsi un discreto turnover in virtù del fatto che venerdì sera al Franchi ci sarà lo scontro diretto contro il Napoli. In rosa restano out Sottil per un infortunio alla spalla, oltre alle assenze di Belotti e Ikonè. Dovrebbero essere, però, cinque i calciatori certi di un posto: Michael Kayode e Fabiano Parisi sull corsie di difesa, Maxime Lopez in mezzo al campo, Gaetano Castrovilli nella nuova posizione di esterno e M'bala Nzola davanti. Protagonisti dell'ultimo mese di campionato, accantonati nelle notti che contavano in coppa, gli occhi saranno soprattutto puntati su di loro.Andando per ordine in porta potrebbe tornare Christensen, con davanti a lui Milenkovic e Ranieri, favoriti su Martinez Quarta per partire dal primo minuto, al centro della difesa e Kayode e Parisi sulle corsie esterne. Qualche dubbio in più in mediana che dovrebbe essere composta da Duncan e da Maxime Lopez con Bonaventura che tornerebbe sulla linea dei trequartisti. Torna in campo Castrovilli, non presente a Brugge non essendo nella lista UEFA, sulla fascia sinistra dell'attacco, mentre a destra dovrebbe esserci Bonaventura. Nel caso in cui il numero 5 viola venisse schierato nei due di centrocampo spazio a Nico Gonzalez. Dietro alla prima punta che dovrebbe essere, come a Verona, Nzola, vista anche la lombalgia che ha colpito Belotti, ci sarà Barak.

Fiorentina, Seconda in Europa per calciatori diversi mandati in gol

I viola sono primi in Italia, ma nella lista mancano ancora Milenkovic e altri 4

Dopo aver archiviato la sconfitta di domenica pomeriggio contro l'Hellas Verona al Bentegodi, già dalla mattinata di ieri la Fiorentina è tornata a lavorare al Viola Park per preparare l'imminente sfida di domani sera contro il Club Brugge valida per il ritorno della semifinale di Conference League. L'unica nota positiva che i viola si portano dalla gara persa per 2-1 contro gli scaligeri è sicuramente il primo gol stagionale di Gaetano Castrovilli, tornato alla rete dopo quasi un anno (14 maggio 2023 Fiorentina-Udinese 2-0). C'è un dato molto interessante in merito al gol dell'ex numero dieci viola, dopo domenica, infatti, la Fiorentina si conferma la squadra italiana ad aver portato il maggior numero di calciatori in gol: ben 17. Guardando ai top cinque campionati europei, invece, solamente il Newcastle è riuscito a fare meglio della formazione di Italiano con 18. La squadra viola, infatti, dopo la gara di ieri si è presa il primo posto in questa speciale classifica con 17 marcatori diversi su 50 gol segnati, con la Roma, l'Inter e il Cagliari subito dietro ferme a 16. Un risultato molto frequente nella gestione di Italiano considerando che la Fiorentina arrivò al secondo posto nella stagione 2021/2022 (18), al terzo posto nell'annata 2022/2023 (16) e, appunto, primo posto nella stagione ancora in corso. Tra chi ancora manca all'appello, e che potrebbe alzare il numero dei diversi marcatori in queste ultime sfide stagionali, escludendo i giovani, spicca soprattutto il nome di Nikola Milenkovic. Il centrale serbo sta affrontando la sua stagione più difficile da quando è arrivato a Firenze e a dimostrarlo è anche il fatto che questa potrebbe essere la prima annata senza gol all'attivo dal 2018. Insieme all'ex Partizan è presente anche Dodo, che però è tornato a giocare solamente il 14 marzo, Fabiano Parisi, autore di una bella traversa settimana scorsa contro il Sassuolo, Davide Faraoni, arrivato a Firenze solamente durante il mercato di riparazione, e infine Arthur Melo, non certo un calciatore abituato al gol (solamente 11 reti su 249 presenze) e che comunque ha segnato durante i calci di rigore di Fiorentina-Bologna in Coppa Italia. Queste ultime 4 partite di campionato e una - speriamo due - in Conference League saranno l'ultima occasione per questi cinque calciatori di trovare la prima gioia viola dell'anno. 

Belotti, questa sera in campo per il futuro suo e della Fiorentina

Adesso il Gallo vuole conquistarsi la conferma a Firenze a suon di gol

Per Vincenzo Italiano quella di stasera contro il Viktoria Plzen sarà la partita di Andrea Belotti: "Tutti ci aspettavamo qualche gol in più da parte di un ragazzo che lavora in maniera straordinaria per la squadra, per come corre e come lotta. Ha trovato sulla sua strada portieri che hanno fatto miracoli ma siccome abbiamo ancora tante partite penso che possa essere ancora ripagato. Lo spiraglio Andrea lo troverà. Abbiamo avuto poco tempo per recuperare e lui invece ha giocato tanto: mi auguro che domani possa avere quell'opportunità per far gol. Per come lavora non è giusto non vederlo esultare ma manca poco..." ha detto ieri in conferenza stampa il mister.Il tecnico viola ha sempre esaltato le doti del Gallo, nonostante il suo unico gol in maglia viola sia datato 11 febbraio, contro il Frosinone. Più volte Italiano ha voluto sottolineare le doti da "attaccante-difendente" quando le cose non iniziavano a girare; e nelle ultime settimane lo ha stimolato dicendo che può fare molto di più. Questa sera Belotti scenderà in campo per regalare una semifinale europea ai tifosi viola ma anche e soprattutto per il proprio futuro. Il Gallo, arrivato a gennaio in prestito secco dalla Roma, adesso deve cercare di conquistarsi una conferma a Firenze che, fino a qualche settimana fa, sembrava più semplice. Ora invece anche la dirigenza viola si guarda intorno e i dubbi sullo scegliere di puntare ancora su un centravanti ultra-trentenne dalla media gol di un discreto mediano (un gol in quattordici partite) continuano ad aumentare.Non pensa la stessa cosa Vincenzo Italiano, o quantomeno non può fare altrimenti che affidarsi ancora una volta al proprio numero venti. Anche perché di alternative non esistono: Kouame e Nzola se possibile danno ancora meno garanzie sotto porta e, messi nel ruolo di prima punta, non garantiscono il lavoro di pulizia dei possessi che quantomeno Belotti ancora non fa mai mancare col suo gioco spalle alla porta. E quindi anche nel ritorno col Plzen rivedremo Belotti, in uno degli ultimi treni anche per lui, deciso a dimostrare a sé stesso di possedere ancora un barlume di quel primordiale istinto da killer del centravanti che fu.

Kayode, lunedì rincontra il Genoa da candidato al Golden Boy

In esatte pronte maxi offerte per lui ma la Fiorentina vuole blindarlo

Una delle sorprese più belle di questa stagione è stata sicuramente la scoperta di Michael Kayode. Lanciato titolare alla prima giornata contro il Genoa, prossimo avversario in campionato della Fiorentina, il classe 2004 ha fatto da subito breccia nel cuore dei tifosi viola. Non è un caso, infatti, che nella lista dei 100 giocatori Under 21 che si contenderanno il premio Golden Boy 2024 alla posizione numero 22 c’è proprio il nome del terzino destro. Dopo aver riposato nella gara di giovedì sera contro il Viktoria Plzen, Kayode adesso è pronto a riprendersi la fascia destra contro la squadra che lo ha visto in campo per la prima volta tra i grandi. L’obiettivo adesso per il giovane talento viola sarà anche quello di migliorare il bottino di gol e assist fermo a una rete e 4 passaggi vincenti per i compagni in 31 presenze stagionali, comunque non certo numeri malvagi per un diciannovenne alla prima stagione in Serie A. La Fiorentina, dal canto suo, dovrà stare molto attenta alle possibili maxi offerte estive per Kayode e in Italia l’interesse dell’Inter è concreto. Il terzino potrebbe sostituire Dumfries in caso di partenza, ma comporterebbe un investimento oneroso. Le contropartite potrebbero essere d’aiuto anche se i nerazzurri sondano pure altre piste. Nei giorni scorsi Andrea Ritorni, membro dell’entourage del giovane, è stato chiaro: “È blindato, sta bene a Firenze, qualora ci fossero offerte bisognerà dunque vedere se la Fiorentina vorrà privarsene, se saranno offerte che soddisferanno il club, sono cose che andranno viste al momento. Sicuramente sapere che squadre italiane, inglesi, spagnole e tedesche lo stiano seguendo sia una cosa che lusinghi tutti”. Staremo a vedere cosa accadrà in estate, ma prima c’è da finire nel migliore dei modi una prima stagione da applausi.

Fiorentina, chi davanti contro il Viktoria? È sfida Nzola-Belotti

Il Gallo non segna dall’11 febbraio, l’angolano dal 7 marzo

La sfida di Conference League contro il Viktoria Plzen si avvicina e nella testa di mister Vincenzo Italiano resta ancora qualche dubbio di formazione. Il ko con la Juventus, al di là di un buon secondo tempo, ha evidenziato lo stress fisico di numerose pedine che sono state impiegate con continuità nelle ultime uscite ed è per questo che Italiano sta pensando di garantire alla sua squadra forze fresche. Uno dei tanti dubbi nel probabile undici della Fiorentina è quello legato a chi sarà la punta pronta a fare male ai cechi domani sera. Il Gallo Belotti ha smosso la rete l’ultima volta l'11 febbraio scorso quando, alla prima da titolare, l’attaccante aveva illuso un po' tutti segnando contro il Frosinone. Il Gallo ha poi gettato la maschera e in queste settimane in viola si è visto tutto (pregi e difetti) del centravanti che è diventato a 30 anni: tante sgomitate, applausi rubati al pubblico per le molte corse generose in ripiegamento, davanti però il nulla, o quasi. Resta il fatto che da quando è a Firenze, tra Coppa Italia, campionato e Conference League, l’ex granata ha giocato dieci partite da titolare su dodici e la stanchezza si fa sentire. Potrebbe essere quindi il momento di rivedere in campo Mbala Nzola. L’angolano non gioca una partita da titolare dall’andata degli ottavi di finale contro il Maccabi Haifa e non trova la via del gol proprio da quel 7 marzo quando collezionò rete e assist contro gli israeliani. L’occasione domani è molto ghiotta anche per provare a rimettere in discussione una permanenza a Firenze l’anno prossimo, ad oggi, quasi impossibile.

Barak, il jolly viola è pronto a far male ai suoi connazionali

Intanto per l’estate Tudor lo vorrebbe riabbracciare alla Lazio

Domani sera la Fiorentina tornerà a giocare in Europa per l’andata dei quarti di finale della Conference League. La squadra di mister Vincenzo Italiano, infatti, scenderà in campo in Repubblica Ceca, contro il Viktoria Plzen, nella terra del suo jolly europeo: Antonin Barak.Nonostante qualche difficoltà di inizio stagione dovuto ai problemi fisici, l’ex centrocampista dell’Hellas Verona si è dimostrato il solito calciatore determinante in Conference League, riuscendo a segnare due gol decisivi sia all’andata che al ritorno nella doppia sfida contro il Maccabi Haifa. Non a caso, in questi ultimi due anni, i gol nella competizione europea con la maglia viola sono stati ben cinque. Resterà da capire se Italiano deciderà di puntare proprio su Barak per questo primo round a Plzen o se vorrà schierare il talento di Beltran. A sorpresa, infatti, il tecnico della Fiorentina ha puntato sulla titolarità del ceco domenica sera contro la Juventus e molto difficilmente Barak giocherà titolare due partite consecutive, pronto però a essere determinante da subentrante come già avvenuto in passato. La testa del ragazzo adesso è solo focalizzata nel campo e nel far bene con la maglia viola anche se arrivano già le prime voci di mercato. Da Roma scrivono che ci sarebbe stata una precisa richiesta fatta dal nuovo tecnico della Lazio Igor Tudor: il croato avrebbe infatti chiesto al Ds Fabiani un nome per la prossima stagione, ovvero quello di Barak, già avuto ai tempi dell'Hellas Verona. In vista dell'estate, Tudor punta forte sul centrocampista della Fiorentina, in uscita già a gennaio prima di una frenata negli ultimi giorni di mercato: la richiesta allora era intorno ai 10 milioni di euro. I 29 anni del ceco non depongono a suo favore ma Lotito potrebbe comunque accontentare il suo allenatore.

A Bologna si conferma una media punti in trasferta da migliorare il prima possibile

Il rendimento dei viola lontano dal Franchi è fermo a 1,2 punti di media a partita

La Fiorentina al Dall’Ara colleziona l’ennesima sconfitta fuori dal Franchi. Gli uomini di mister Vincenzo Italiano, infatti, nella sera di San Valentino hanno perso per 2-0 contro il Bologna di Thiago Motta, perdendo punti importanti per la corsa europea.L'obiettivo della Fiorentina adesso, già dalla gara contro l’Empoli di domenica alle 15:00 al Castellani, sarà quello di invertire un rendimento fuori casa non del tutto convincente. Per ritrovare l'ultima vittoria in trasferta bisogna risalire al 22 dicembre 2023, quando i viola vinsero a Monza per 1-0 grazie a un grave errore di Di Gregorio e a un guizzo di Beltran. Da lì gli uomini di Italiano hanno collezionato 4 sconfitte, a Regio Emilia, a Lecce, a Riyad contro il Napoli in Supercoppa e ieri a Bologna.Se si allarga lo sguardo a tutto il campionato, inoltre, il rendimento in trasferta ha bisogno di un netto cambio di rotta: nelle 11 trasferte giocate, infatti, i viola hanno vinto solamente in quattro occasioni (Genoa, Udinese, Napoli e Monza), pareggiando due volte (Frosinone e Roma) e perdendo cinque (Inter, Lazio, Milan, Sassuolo e Bologna). Per quanto riguarda l'Europa, invece, nelle tre sfide giocate fuori casa, la Fiorentina ha vinto solamente contro il Cukaricki per 1-0 grazie a un calcio di rigore trasformato da Nzola. La Fiorentina, quindi, scenderà in campo nel derby toscano per migliorare la media punti fuori dal Franchi ferma a 1,2 punti a partita in campionato. 

Ultimo giorno calciomercato

Tutti gli aggiornamenti in diretta da Milano

20:00 - Si chiude ufficialmente il calciomercato della Fiorentina19:45 - Niente Cagliari per Antonin Barak che resta così a Firenze. È Gianluca Gaetano il nuovo giocatore della rosa rossoblù, col suo trasferimento dal Napoli che è stato appena depositato in Lega. Gaetano si trasferisce dal Napoli al Cagliari in prestito oneroso (da 200mila euro, ndr), mentre le visite mediche sono fissate per la giornata di domani.19:30 - Il direttore sportivo dell'Avellino, Giorgio Perinetti, si è così espresso - direttamente dall'hotel Sheraton di Milano - sul mercato condotto fin qui dalla Fiorentina: "Belotti è un ragazzo con entusiasmo e passione, Firenze può essere la piazza dove dimostrare il suo valore. Una piazza che sa apprezzare chi suda la maglia".Nel gioco di Italiano come lo vede?"Penso che farà bene, cerca la porta ma anche il gioco con la squadra. Fino a questo momento non si è riusciti trovare la punta con i crismi del goleador, con un po' di fortuna Belotti potrà dare una grossa mano".19:00 - Il contratto in Lega già depositato, arriva anche l'annuncio della Roma: Tommaso Balanzi, a lungo nel mirino della Fiorentina, è un nuovo giocatore giallorosso. Ecco il comunicato: "L'AS Roma è lieta di annunciare l'acquisto di Tommaso Baldanzi dall'Empoli a titolo definitivo. Fantasista di piede mancino, classe 2003, è uno dei migliori talenti del calcio italiano. Con la maglia azzurra, ha partecipato da protagonista all'ultimo Mondiale Under 20, arrivando in finale".18:20 - Vi avevamo raccontato di come il promettente Lorenzo Amatucci fosse prossimo a lasciare Firenze e a partire in prestito con la Ternana pronta ad accoglierlo. Proprio negli scorsi minuti è arrivata l'ufficialità del club umbro che conferma l'arrivo del centrocampista viola.18:00 Yerry Mina, nuovo difensore del Cagliari, ha salutato così la Fiorentina tramite un lungo post su Instagram: "Prima di tutto voglio ringraziare Dio e tutta la famiglia Viola per avermi fatto sentire sempre a casa. Auguro il meglio a tutte le persone del club, allo staff tecnico e ai compagni di squadra e che possano raggiungere grandi traguardi con questa bellissima famiglia. Nonostante il poco tempo, un pezzo del mio cuore sarà sempre viola. È stato un onore indossare questa maglia e far parte dellaFiorentina. Ti ricorderò sempre, famiglia Viola!".17:30 - La Fiorentina sembra non essersi arresa all'idea di chiudere il mercato senza aver messo le mani su un giocatore offensivo. In questi ultimi minuti si sarebbe riacceso l'interesse di Ramazani dell'Almeria. Operazione in prestito. Da capire se il poco tempo a disposizione potrà garantire sufficiente spazio di manovra.17:00 - Inizia a filtrare pessimismo su Gudmundsson, anche dalla sede del calciamercato di Milano. La trattativa può essere considerata praticamente saltata a tutti gli effetti. Intanto il giocatore è a Firenze, ma solo in ritiro con il Genoa a Coverciano.16:30 - Samule Spalluto passa al Trento: il club ha appena ufficializzato l'arrivo del giocatore viola che era in prestito al Monopoli.16:00 - Brusca frenata della trattativa che avrebbe dovuto portare Albert Gudmundsson alla Fiorentina. Il Genoa, infatti, resta fermo sulla propria valutazione per quanto riguarda l'islandese. I rossoblù chiedono 30 milioni di euro di parte fissa a cui, poi, andrebbero aggiunti circa 5/6 milioni di euro di bonus. Per questo motivo la trattativa è bloccata.15:45 - Presente all'Hotel Sheraton come "visitatore" dell'ultimo giorno di mercato, Sebastien Frey ha parlato così: “L'acquisto di Belotti non è da sottovalutare, credo sia molto importante perché abbiamo visto anche nelle ultime partite che la squadra di Italiano crea tanto ma fa pochi gol. Gudmundsson? Se la Fiorentina dovesse fare questo grande colpo a gennaio, sarebbe un segnale molto importante e diventerebbe concreta l'ambizione di un posto in Champions”.15:30 - Adesso è ufficiale: Yerry Mina lascia la Fiorentina ma non la nostra Serie A. Questo il comunicato del club viola: “ACF Fiorentina comunica di aver ceduto, a titolo definitivo, i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Yerry Fernando Mina González al Cagliari Calcio”.15:00 - Lorenzo Amatucci è pronto a trasferirsi in Serie B. Il centrocampista classe 2004, in accordo con la Fiorentina, ha scelto di lasciare Firenze per andare a fare esperienza altrove. Il calciatore ha detto sì alla Ternana, club umbro che lotta per salvarsi nel campionato cadetto e in cui militano già tanti altri giovani viola come Distefano, Favasuli, Lucchesi e Dalle Mura. La formula sarà quella del prestito.14:00 - "Gudmundsson resta al Genoa". Sarebbe questa, secondo il Secolo XIX (noto quotidiano genovese), la presa di posizione definitiva del club rossoblu. Che avrebbe respinto al mittente anche gli ultimi tentativi avanzati dalla Fiorentina per l'attaccante islandese. "Salvo sorprese dell'ultimo minuto - si legge sul sito - Gud continuerà a vestire la maglia del Genoa almeno fino a giugno".13:00 - La Fiorentina continua a lavorare per portare alla corte di mister Vincenzo Italiano Albert Gudmunsson. Resta però ancora distanza tra domanda e offerta. La dirigenza viola al momento non va oltre all’offerta di 20 milioni più 2/3 di bonus ma i liguri non si muovono dalla loro posizione: servono almeno 25 milioni di parte fissa più eventuali bonus per lasciar partire il talento rossoblù.12:45 - Arriva il comunicato della Fiorentina su Andrea Belotti. Un semplice pro forma, alla luce dell'arrivo di ieri dell'attaccante con tanto di foto di rito al Viola Park. Confermata la formula del prestito secco per il giocatore classe 1993. Belotti ha scelto la maglia numero 20.12:30 -  Claudio Onofri ha parlato direttamente dall'hotel Sheraton di Milano. Queste le parole raccolte dagli inviati di Firenzedintorni.it: “Gudmunsson sarebbe assolutamente perfetto per Italiano ma io, tifando Genoa, spero rimanga. Vale 25 milioni?Sono argomenti molto difficili perché secondo me se parliamo solo di aspetto tecnico, oggi è poco anche 30 milioni per quello che ti dà. Poi bisogna considerare tanti fattori tra cui l'età e il passato".12:00 - C’è anche un po’ di viola all’Hotel Sheraton di Milano. L’ex portiere della Fiorentina Sebastian Frey ha appena raggiunto l’albergo milanese per venire a trovare qualche vecchio amico e per informarsi su quali saranno i prossimi trasferimenti in casa Fiorentina11:48 - In diretta da Hotel Sheraton a Milano11:30 - Il Cagliari, dopo la chiusura per il difensore viola Mina, è alla caccia di rinforzi a centrocampo. I sardi, infatti, sarebbero in forte pressing sul centrocampista del Napoli Gianluca Gaetano. Un eventuale arrivo del classe 2000 non escluderebbe comunque l’ingaggio di Barak per cui si aspetta il si della Viola, il giocatore ha dato disponibilità al trasferimento in rossoblù.11:00 - Ancora non è chiaro quale sarà il futuro di Albert Gudmunsson, nel frattempo però il Genoa ha ufficializzato un acquisto ovvero l'arrivo di Vitinha dall'Olympique Marsiglia. Operazione in prestito con diritto di riscatto attorno ai 25 milioni di euro.10:30 - Nonostante l'arrivo di Andrea Belotti, Mbala Nzola è destinato alla permanenza in maglia viola. Per lasciare la Fiorentina servirebbe un’offerta diversa dal prestito, cosa da non escludere a priori ma poco probabile. L’attaccante viola, comunque, non ha mai forzato la mano per andarsene. La volontà dell’angolano, quindi, è quella di dimostrare a tutti il suo valore e di restare a Firenze.10:10 - Sfuma definitivamente un obiettivo in casa Fiorentina. Tommaso Baldanzi passa dall’Empoli alla Roma. Dopo essere sbarcato nella Capitale ieri sera, questa mattina l’ormai ex talento azzurro ha iniziato l'iter delle visite mediche a Villa Stuart per poi firmare nelle prossime ore il suo nuovo contratto. Le cifre della trattativa sono note: 10 milioni + 5 di bonus.9:50 - Arriva un’altra cessione in casa Fiorentina. Yerry Mina è un nuovo calciatore del Cagliari. Il difensore colombiano è atterrato questa mattina in Sardegna ed è pronto ad iniziare la sua nuova avventura con la maglia rossoblù.9:30 - Arrivano novità importanti per quanto riguarda il possibile arrivo di Albert Gudmundsson in viola. Dopo aver richiesto fino adesso 30 milioni per l'islandese, la squadra ligure sembra pronta ad accettare un'eventuale offerta da 25 milioni di euro. Staremo a vedere cosa farà ora la Fiorentina e se ci sarà un ultimo e definitivo rilancio.Sarà un ultimo giorno di calciomercato molto caldo quello di oggi in casa Fiorentina. La società viola, infatti, ha ancora in ballo diverse trattative sia per quanto riguarda le uscite che le entrate. Da Yerry Mina al Cagliari all’operazione Albert Gudmunsson con il Genoa, passando per la possibile cessione di Antonin Barak.

Stadi, quanti problemi per le società fiorentine

Dalla Settignanese al Club Sportivo tra cantieri fermi e sintetici in ritardo

Le problematiche legate alle infrastrutture e allo stadio non sono attuali solamente in casa Fiorentina. Seppur rapportati alla dimensione e al bacino d’utenza, infatti, diverse società stanno riscontrando lo stesso problema dei viola. La Settignanese, ad esempio, dall’estate del 2023 è alle prese con i lavori allo stadio F. Valcareggi. Ora come ora il cantiere, che sarebbe dovuto partire a maggio, è del tutto fermo. Il presidente della Settignanese, Maurizio Romei, quindi ha deciso di scrivere una lettere al Sindaco Nardella: “Uno dei campi ultimi e più belli di Firenze in erba, ridotto ormai da due mesi a fango, l’impossibilità da ormai 8 mesi di affittare il campo di calcio a 5 con perdita di 450 euro al mese, oltre all’affitto del campo della Sancat per far giocare gli Juniores, in quanto più di 10 partite a settimana sul campo centrale non riusciamo a metterle. A questo si aggiungono le lamentele delle mamme che brontolano perché i bimbi tornano a casa con i vestiti motosi e ci stavamo dimenticando degli incassi del bar, ridotti di un terzo perché 7 squadre si allenano al Cerreti”. Tanti problemi anche in casa Club Sportivo, dove il direttore tecnico Aldo Cerboneschi ha parlato così: “La sezione calcio del Club Sportivo Firenze 1870 sta portando avanti con impegno e passione la sua missione sportiva, anche se le difficoltà in questa prima parte di stagione sono state tante. Sono infatti in fase di conclusione, da parte del Comune di Firenze, diversi lavori di ristrutturazione dello storico impianto del Velodromo alle Cascine. La società spera che entro fine febbraio i lavori possano essere ultimati per tornare a giocare sul proprio impianto e rilanciare l’attività in grande stile. I lavori sono iniziati 7 mesi fa e stanno avendo dei ritardi sulla data inizialmente indicata per il rifacimento del campo in erba sintetica. Ma finalmente vediamo il traguardo all’orizzonte, anche per l’impegno dei dirigenti comunali che devono affrontare una burocrazia complessa e ditte difficili da controllare e far rispettare loro la tempistica programmata. La squadra dilettanti di Seconda categoria gioca a Novoli, il settore giovanile all’Eurocalcio e l’attività di base all’impianto La Trave”. Tanti ritardi nel rifacimento del campo in erba sintetica anche all’impianto sportivo di viale Malta gestito dalla Floriagafir.