Il 2026 si preannuncia un anno chiave per l'e-tailer di lusso LuisaViaRoma dopo un biennio difficile che ha portato a luglio scorso a presentare istanza per la composizione negoziata della crisi e alla solidarietà a rotazione per i 250 dipendenti. Ora è pronto un piano industriale triennale per il risanamento strutturale e una ri-progettazione del modello operativo per trasformare LuisaViaRoma in quella che il ceo Tommaso Maria Andorlini definisce 'una powerhouse', seguendo quell'intuito ad innovare che aveva portato la società, allora guidata da Andrea Panconesi oggi presidente, a lanciare l'e-commerce negli anni '90. Intanto Andorlini come primo step ha acquistato le quote del fondo Style Capital, assicurandosi il controllo del gruppo.
Tra i punti chiave del rilancio: produzione e vendita di marchi di proprietà, il lancio di una piattaforma di e-commerce collaborativa con altre boutique italiane (tra le 90 aderenti a Camera Buyer Italia), una rinnovata selezione di marchi e la trasformazione del negozio di New York in un hub del Made in Italy. Un piano, questo, che mira a risollevare LuisaViaRoma da una crisi che si è andata a intensificare nel 2022, poco dopo l'ingresso nel capitale da parte di Style Capital.
"La tensione economico-finanziaria è riconducibile a una combinazione di fattori esogeni e endogeni" spiega il ceo all'ANSA, citando il contesto generale del settore, ma anche acquisti fatti in eccesso per le aspettative di crescita del mercato online post-pandemia, il conseguente accumulo di stock (le rimanenze sono passate da 56 milioni nel 2020 a oltre 115 milioni nel 2023), la necessità di smaltirlo e il calo dei ricavi (passati da 260 milioni nel 2023 a 148 nel 2025, di cui 60, si spiega, dalla controllata Ffw). "Alcune decisioni operative e di investimento adottate negli ultimi esercizi - spiega ancora - hanno prodotto una crescita non equilibrata rispetto alla capacità finanziaria dell'azienda e all'andamento del mercato".
Tra i primi tagli, la chiusura dell'ufficio di Milano, senza licenziamenti.
"Il piano industriale 2025-2028 - continua Andorlini - interviene in modo deciso su queste criticità. L'obiettivo è condurre l'azienda fuori dalla procedura di ristrutturazione attraverso un percorso di risanamento che combina ottimizzazione di costi, processi e risorse, evoluzione del modello da e-commerce wholesale tradizionale a ecosistema multi-revenue più resiliente".
Dunque un nuovo marketplace con Camera Buyer, una nuova selezione di marchi, ma soprattutto il lancio di una decina di 'private labels' sulla scia di The core, Sotf e Annagreta, già in vendita. Tra questi, nel 2026, si aggiungerà il marchio 1929, tributo all'anno di fondazione e ispirato alla fondatrice Luisa Jaquin. C'è poi il negozio di New York: l'idea è di trasformarne una parte in piattaforma espositiva del Made in Italy con corner brandizzati.
"Il retail americano sta attraversando una delle fasi più critiche della sua storia - conclude Andorlini -. La contrazione dei department libera domanda qualificata, possiamo intercettare queste quote di mercato. LuisaViaRoma resta uno dei punti di riferimento della moda di alta gamma e della scoperta dei talenti emergenti, un vantaggio competitivo che intendiamo potenziare".
Tra i punti chiave del rilancio: produzione e vendita di marchi di proprietà, il lancio di una piattaforma di e-commerce collaborativa con altre boutique italiane (tra le 90 aderenti a Camera Buyer Italia), una rinnovata selezione di marchi e la trasformazione del negozio di New York in un hub del Made in Italy. Un piano, questo, che mira a risollevare LuisaViaRoma da una crisi che si è andata a intensificare nel 2022, poco dopo l'ingresso nel capitale da parte di Style Capital.
"La tensione economico-finanziaria è riconducibile a una combinazione di fattori esogeni e endogeni" spiega il ceo all'ANSA, citando il contesto generale del settore, ma anche acquisti fatti in eccesso per le aspettative di crescita del mercato online post-pandemia, il conseguente accumulo di stock (le rimanenze sono passate da 56 milioni nel 2020 a oltre 115 milioni nel 2023), la necessità di smaltirlo e il calo dei ricavi (passati da 260 milioni nel 2023 a 148 nel 2025, di cui 60, si spiega, dalla controllata Ffw). "Alcune decisioni operative e di investimento adottate negli ultimi esercizi - spiega ancora - hanno prodotto una crescita non equilibrata rispetto alla capacità finanziaria dell'azienda e all'andamento del mercato".
Tra i primi tagli, la chiusura dell'ufficio di Milano, senza licenziamenti.
"Il piano industriale 2025-2028 - continua Andorlini - interviene in modo deciso su queste criticità. L'obiettivo è condurre l'azienda fuori dalla procedura di ristrutturazione attraverso un percorso di risanamento che combina ottimizzazione di costi, processi e risorse, evoluzione del modello da e-commerce wholesale tradizionale a ecosistema multi-revenue più resiliente".
Dunque un nuovo marketplace con Camera Buyer, una nuova selezione di marchi, ma soprattutto il lancio di una decina di 'private labels' sulla scia di The core, Sotf e Annagreta, già in vendita. Tra questi, nel 2026, si aggiungerà il marchio 1929, tributo all'anno di fondazione e ispirato alla fondatrice Luisa Jaquin. C'è poi il negozio di New York: l'idea è di trasformarne una parte in piattaforma espositiva del Made in Italy con corner brandizzati.
"Il retail americano sta attraversando una delle fasi più critiche della sua storia - conclude Andorlini -. La contrazione dei department libera domanda qualificata, possiamo intercettare queste quote di mercato. LuisaViaRoma resta uno dei punti di riferimento della moda di alta gamma e della scoperta dei talenti emergenti, un vantaggio competitivo che intendiamo potenziare".
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