In molti nelle scorse settimane avevano chiesto che parlasse, e Rocco Commisso, questa mattina, ha rilasciato una lunga intervista a La Nazione. Al quotidiano l’appello del numero uno viola è uno e uno solo, ovvero quello all’unità.
In un momento che lo stesso presidente riconosce come delicatissimo, con la squadra ultima in campionato senza ancora una vittoria all’attivo e impegnata in Conference League (questa sera al Franchi arriva la Dinamo Kiev), il presidente fa il punto della complessa situazione che la società di cui ha le redini sta attraversando, a cominciare dalla situazione societaria, resa ingarbugliata dalle dimissioni di Daniele Pradè, sostituito da Roberto Goretti.
E conferma la fiducia a tutti, in primis allo stesso Goretti, al dg Alessandro Ferrari e al responsabile del settore giovanile Valentino Angeloni, confermando la linea costruttiva – anche se, specifica, che a fine anno sarà valutato il lavoro di tutti – ed esprimendo la massima stima anche per Paolo Vanoli, subentrato in corsa a Stefano Pioli e arrivato a gestire una situazione davvero molto complessa.
Ancora una volta, dalle pagine del quotidiano, Commisso respinge l’ipotesi di una cessione del club, confermando la sua volontà di impegnarsi per la Fiorentina, sebbene in questo momento le sue condizioni di salute non gli permettano di raggiungere Firenze.
Per quanto riguarda i calciatori, il presidente li sprona a dare il massimo, ribandendo ancora una volta che la responsabilità del momento estremamente negativo è condivisa da tutti, ma che sul campo sono loro a poter fare la differenza: l’appello all’unità e alla responsabilità passa anche da questo messaggio.
E sulla questione stadio, un altro fronte aperto e caldissimo del dibattito pubblico intorno all’universo Fiorentina, Commisso mostra apertura nei confronti del Comune e della sindaca Sara Funaro, ribadendo però la sua linea: per intervenire nei lavori, e quindi economicamente, la Fiorentina vuole tempi certi e tappe ben scandite.
Infine, al quotidiano il presidente rivolge un ringraziamento, e un appello, ai tifosi. Il popolo viola ha brontolato, ha protestato e contestato, ma a seguito della squadra c’è sempre. Commisso rivendica le mani tese nella loro direzione, ma chiede anche unità: solo remando tutti nella stessa direzione si potrà uscire dalla situazione negativa in cui si trova il club.Condividi
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