Dopo la gioia europea, la squadra cerca continuità in campionato

La prima di tante finali: così Paolo Vanoli ha definito la partita di domani pomeriggio al Franchi contro il Verona. Di fronte si ritroveranno la Fiorentina, ultima con appena 6 punti, e la squadra veneta che di punti ne ha tre in più grazie alla vittoria ottenuta una settimana fa contro l'Atalanta. Quella vittoria che i viola invece non hanno ancora conquistato dopo 14 giornate. Scontato che domano l'obiettivo sarà sfatare il tabù e interrompere il lungo digiuno, sperando che il successo arrivato giovedì sera in Conference League contro la Dynamo Kiev grazie alle reti di Moise Kean e Albert Gudmundsson dia la spinta e l'energia necessarie.

Come sempre dopo un impegno di coppa il tecnico non ha parlato, ma il messaggio lanciato a fine partita l'altra sera è stato chiaro. "Era importante tornare a vincere in Europa ma siamo solo all'inizio di un lungo percorso, adesso concentriamo sul campionato che è la cosa più importante. La gara con il Verona è come una finale in questo mese che per noi s'annuncia decisivo". Anche Firenze attende con trepidazione la partita di domani nel segno di un gemellaggio fra le due tifoserie che dura da tantissimo tempo: durante i 90 minuti però conterà solo quello che avverrà in campo e i tifosi viola, annunciati numerosi sugli spalti anche per i prezzi volutamente ribassati dalla società, sono pronti a sostenere la loro squadra.

"Abbiamo tantissime cose da migliorare perché abbiamo tanti fantasmi dentro di noi", ha ammesso l'altra sera Vanoli. Nonostante il ritorno alla vittoria in Conference League a due mesi dall'ultima la Fiorentina non può dirsi certo guarita né tantomeno fuori dal tunnel. Serve continuità di risultati e prestazioni, serve remare tutti dalla stessa parte, lasciando da parte tensioni e personalismi al di là di quelle che saranno le scelte di formazione.

Rispetto a giovedì dovrebbero tornare titolari Pablo Marì e Ranieri in difesa, Mandragora e Sohm a centrocampo, Parisi sulla corsia sinistra anche se ogni decisione verrà presa a ridosso del match. Verso la conferma in attacco di Kean supportato, come già sabato scorso, da Gumdundsson che contro la Dynamo Kiev è stato inizialmente escluso (al suo posto ha giocato Dzeko) salvo poi rivelarsi decisivo quando è subentrato nella ripresa dopo il momentaneo pareggio della squadra ucraina.
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