La situazione è grave. Parecchio grave. E visto che la Fiorentina per Firenze non è “solo” una squadra di calcio ma un elemento cardine e fondante della città, della cultura, dell’anima dell’essere fiorentini e dell’identità storica di chiunque sia legato a questi colori e a questi luoghi, sarebbe bene affrontare la questione con serietà e, se possibile, marciando tutti in un’unica direzione.
Il riferimento, e ci voleva poco ad arrivarci, è al botta e risposta andato in scena nelle ultime ore tra Matteo Renzi e Dario Nardella. “Mi vergogno di quello che ha fatto Dario - ha attaccato il primo - lo stadio è ridicolo e danneggia la squadra”. “Cerca visibilità speculando sui viola”, la replica. Ecco. Questo è esattamente quello di cui non c’è bisogno in questo momento. Anzi. Mai come ora serve un fronte forte, compatto e possibilmente deciso a tutto, ma proprio tutto, per mettere Rocco Commisso e i suoi davanti alle loro responsabilità. Perché diciamocelo molto chiaramente: la proprietà, e chi la rappresenta, non pare aver minimamente idea di quello che sta facendo. Non ha idea, per intendersi, del danno che sta facendo non solo a se stessa e alla Fiorentina, ma a tutta Firenze.
Per questo adesso devono essere le istituzioni, Sindaca Funaro in primis, a prendere l’iniziativa. Devono esser loro, e tutti quelli che hanno a cuore la città e la sua “bambina” viola, a salvarla. Bene insomma ha fatto Renzi a intervenire anche se , appunto, poteva e doveva risparmiarsi l’attacco al suo fu delfino. L’ex premier ha il carisma, il carattere e la faccia tosta, se vuole, per guidare o fare da frontman ad un movimento collettivo che abbia come minimo scoop quello di, come detto, obbligare Commisso a intervenire. Se poi dietro ci siano o possano esserci arabi o sceicchi vari (le voci, smentite da Renzi stesso, si rincorrono da anni…) si vedrà. E sia chiaro: la sensazione che la “corsa” della proprietà americana sia arrivata alla fine è netta. Prima di pensare ad un passaggio di mano però (magari stando un minimo attenti a chi dovesse arrivare) c’è una squadra e una serie A da salvare. In tutti i modi, e con tutte le forze possibili. Senza spaccarsi, che a quello ci ha già pensato lo spogliatoio viola, ma dando l’ennesima dimostrazione di cosa siano capaci di fare Firenze e i fiorentini nei momenti di crisi.
Condividi
Attiva i cookies
