La pace come un movimento che parte da dentro di noi, si apre a chi ci sta accanto e si irradia poi al mondo intero. È il messaggio di "Se vuoi la pace, prepara la pace", la 29/a edizione del Meeting dei Diritti Umani organizzato dalla Regione Toscana che si è tenuto la mattina di oggi al Cinema La Compagnia di Firenze. Oltre 5.000 i ragazzi e le ragazze delle scuole toscane, di cui oltre 400 in presenza e il resto in videocollegamento, che hanno preso parte all'evento.
L'importanza di preparare la pace partendo dal proprio mondo interiore è stata sottolineata dallo scrittore e narratore Stefano Massini, che sul palco ha raccontato alle ragazze e ai ragazzi una leggenda dei nativi americani: dentro ognuno di noi ci sono due lupi, uno bianco portato al conflitto e uno nero votato alla collaborazione, ma sta a noi decidere quale far prevalere, semplicemente scegliendo quale dei due nutrire.
Il valore della pace con se stessi è stato evidenziato anche dalla presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi Maria Antonietta Gulino, e dalla scrittrice e attrice Chiara Francini, che nel suo video saluto ha affermato che il rispetto vero non è tacere bensì riconoscere l'altro come soggetto, non come ostacolo, errore o fastidio. Tema caro anche a Beatrice Tassone, fumettista, illustratrice e attivista per i diritti delle persone con disabilità, che dal palco del Meeting ha ribadito la necessità di imparare a rapportarsi con la diversità, perché quando si impara a conoscerla fa meno paura.
"Siamo contenti di vedere così tanti giovani interessati, interessatissimi in realtà - ha detto Mia Diop, la 23enne vicepresidente della Regione -, che smentiscono anche un po' i stereotipi che ci vedono sempre come disinteressati, apatici, persone che non si occupano di ciò che è il mondo circostante, mentre invece lo lo smentiamo in realtà già da anni perché insomma vorrei ricordare tutte le manifestazioni per chiedere la pace in Medio Oriente da parte dei più giovani che hanno inondato le nostre piazze, ancora prima col Fridays For Future abbiamo visto migliaia di giovani di giovani da New York e a Roma prendere le piazze per chiedere riforme green. Penso a tutti i giovani che sono scesi nelle strade per chiedere lavoro dignitoso e condizioni lavorative che ci possano consentire di rimanere nel nostro paese e contrastare anche la fuga di cervelli".
Bernard Dika, sottosegretario alla presidenza della Regione, si è presentato sul palco affiancato da Sergio Angarano, neopresidente del Parlamento regionale degli studenti. "Per provare a mantenere libertà, diritti e democrazia dobbiamo unirci agli altri popoli, non chiuderci e alzare barriere o confini", ha detto, sottolineando la necessità di un'Europa più unita: "Dobbiamo ricordare non tanto i padri e le madri fondatrici, ma i figli e le figlie rifondatrici, per fare in modo che queste parole non siano soltanto vuote ma un esercizio quotidiano dei diritti umani conquistati".
A demolire gli stereotipi, in questo caso quelli su chi viene dalla Colombia, ha contribuito l'intervento di Carlos Alberto Guerrero Ospino e Jésus Gabriel Jurado Jurado Ferre, due studenti di Rondine Cittadella della Pace di Arezzo. Sul valore della gentilezza, come forza dirompente, si è soffermato invece Paolo Russo, avvocato e presidente nazionale dell'associazione Contrajus Aps. Grazie al Teatro dell'Oppresso, sotto la guida di Fabrizio Martini e Michele Redaelli e insieme alle classi che hanno partecipato ai loro laboratori, gli studenti e le studentesse in platea hanno poi potuto mettersi alla prova nel suggerire modalità per "disinnescare" i conflitti che possono crearsi ogni giorno.
Allargare lo sguardo al mondo come luogo dove esercitare la pace è spettato a Nicolò Govoni, scrittore, attivista per i diritti umani e presidente di Still I Rise, che nella video intervista realizzata per il Meeting ha raccontato il percorso che lo ha portato a costruire scuole in numerosi Paesi del mondo per offrire istruzione d'eccellenza ai bambini profughi e vulnerabili. Il videointervento del docente universitario Massimo Franchi, esperto di conflitti, ha fatto infine luce sul ruolo delle istituzioni internazionali nella risoluzione dei conflitti.
L'importanza di preparare la pace partendo dal proprio mondo interiore è stata sottolineata dallo scrittore e narratore Stefano Massini, che sul palco ha raccontato alle ragazze e ai ragazzi una leggenda dei nativi americani: dentro ognuno di noi ci sono due lupi, uno bianco portato al conflitto e uno nero votato alla collaborazione, ma sta a noi decidere quale far prevalere, semplicemente scegliendo quale dei due nutrire.
Il valore della pace con se stessi è stato evidenziato anche dalla presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi Maria Antonietta Gulino, e dalla scrittrice e attrice Chiara Francini, che nel suo video saluto ha affermato che il rispetto vero non è tacere bensì riconoscere l'altro come soggetto, non come ostacolo, errore o fastidio. Tema caro anche a Beatrice Tassone, fumettista, illustratrice e attivista per i diritti delle persone con disabilità, che dal palco del Meeting ha ribadito la necessità di imparare a rapportarsi con la diversità, perché quando si impara a conoscerla fa meno paura.
"Siamo contenti di vedere così tanti giovani interessati, interessatissimi in realtà - ha detto Mia Diop, la 23enne vicepresidente della Regione -, che smentiscono anche un po' i stereotipi che ci vedono sempre come disinteressati, apatici, persone che non si occupano di ciò che è il mondo circostante, mentre invece lo lo smentiamo in realtà già da anni perché insomma vorrei ricordare tutte le manifestazioni per chiedere la pace in Medio Oriente da parte dei più giovani che hanno inondato le nostre piazze, ancora prima col Fridays For Future abbiamo visto migliaia di giovani di giovani da New York e a Roma prendere le piazze per chiedere riforme green. Penso a tutti i giovani che sono scesi nelle strade per chiedere lavoro dignitoso e condizioni lavorative che ci possano consentire di rimanere nel nostro paese e contrastare anche la fuga di cervelli".
Bernard Dika, sottosegretario alla presidenza della Regione, si è presentato sul palco affiancato da Sergio Angarano, neopresidente del Parlamento regionale degli studenti. "Per provare a mantenere libertà, diritti e democrazia dobbiamo unirci agli altri popoli, non chiuderci e alzare barriere o confini", ha detto, sottolineando la necessità di un'Europa più unita: "Dobbiamo ricordare non tanto i padri e le madri fondatrici, ma i figli e le figlie rifondatrici, per fare in modo che queste parole non siano soltanto vuote ma un esercizio quotidiano dei diritti umani conquistati".
A demolire gli stereotipi, in questo caso quelli su chi viene dalla Colombia, ha contribuito l'intervento di Carlos Alberto Guerrero Ospino e Jésus Gabriel Jurado Jurado Ferre, due studenti di Rondine Cittadella della Pace di Arezzo. Sul valore della gentilezza, come forza dirompente, si è soffermato invece Paolo Russo, avvocato e presidente nazionale dell'associazione Contrajus Aps. Grazie al Teatro dell'Oppresso, sotto la guida di Fabrizio Martini e Michele Redaelli e insieme alle classi che hanno partecipato ai loro laboratori, gli studenti e le studentesse in platea hanno poi potuto mettersi alla prova nel suggerire modalità per "disinnescare" i conflitti che possono crearsi ogni giorno.
Allargare lo sguardo al mondo come luogo dove esercitare la pace è spettato a Nicolò Govoni, scrittore, attivista per i diritti umani e presidente di Still I Rise, che nella video intervista realizzata per il Meeting ha raccontato il percorso che lo ha portato a costruire scuole in numerosi Paesi del mondo per offrire istruzione d'eccellenza ai bambini profughi e vulnerabili. Il videointervento del docente universitario Massimo Franchi, esperto di conflitti, ha fatto infine luce sul ruolo delle istituzioni internazionali nella risoluzione dei conflitti.
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