I dati della Camera di Commercio che fotografa una situazione allarmante per il settore

Come scrive stamani La Nazione, con l’arrivo del Natale molti si mettono alla ricerca dei regali per i bambini guardando i negozi di giochi e giocattoli. Ma a Firenze, come del resto in Toscana e nel Paese, questa tipologia di negozi è sempre più rara e alle prese con una crisi ampia e strutturata.

Secondo i dati raccolti ed elaborati dal Centro studi statistica della Camera di Commercio, solo a Firenze tra il 2014 e il 2024 i negozi di giocattoli sono scesi da 69 a 63. Stesso copione in provincia, dove in dieci anni siamo passati da 132 a 106.

La crisi del settore dei giocattoli, che a Firenze ha già fatto rumore con la chiusura dello storico negozio Dreoni di via Cavour, riaperto, con dimensioni più contenute, alle Cure, è frutto di una vera e propria concatenazione: su tutte, la crisi della natalità, con la popolazione in costante diminuzione e sempre meno nascite, e quindi sempre meno bambini. Ancora, l’importazione di prodotti e giocattoli a prezzi estremamente competitivi dall’Asia, la concorrenza dell’e-commerce, le ragioni di carattere economico, come la stagnazione dei salari.

Ma, forse soprattutto, anche un cambio nei gusti della clientela, con l’attenzione dei bimbi spostata dal giocattolo tradizionale ai videogiochi.

In tutto questo, i negozi fisici di giocattoli rischiano di pagare un prezzo altissimo. Per questo la Camera di Commercio, tramite il suo presidente Massimo Manetti e il segretario generale Giuseppe Salvini lanciano l’allarme: servono politiche di sostegno strutturato per il settore, altrimenti la conseguenza potrebbe essere l’ulteriore desertificazione commerciale.
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