Il sindacato Sudd Cobas Prato Firenze denuncia la situazione di decine di lavoratori e lavoratrici in appalto impiegati agli Uffizi, nei musei statali fiorentini e all’Opificio delle Pietre Dure, addetti a sorveglianza, accoglienza, biglietteria e servizi al pubblico. Dopo anni di lavoro precario, il cambio di appalto avvenuto a settembre 2025 ha lasciato molte persone senza occupazione, garantendo la continuità solo ai dipendenti a tempo indeterminato e escludendo chi per oltre un decennio ha lavorato con contratti a termine.
Secondo il sindacato, con il passaggio dalla gestione di Opera Laboratori Fiorentini a CoopCulture, è rimasto fuori un vero e proprio “esercito di precari”, formato in quindici anni di appalti. Lavoratori che hanno operato fino a nove mesi l’anno, spesso richiamati stagionalmente, si sono ritrovati improvvisamente senza contratto, mentre la nuova società avrebbe iniziato ad assumere altro personale con forme ancora più instabili, come i contratti a chiamata. Una condizione che ha impedito a lungo qualsiasi prospettiva di stabilità e che oggi si traduce in esclusione totale dal lavoro.
Sudd Cobas sottolinea come la questione abbia una forte responsabilità politica, trattandosi di appalti pubblici gestiti dal Ministero della Cultura, e denuncia la frammentazione contrattuale all’interno degli Uffizi tra diverse aziende e tipologie di contratto. Il sindacato ha chiesto un incontro urgente con tutti i soggetti coinvolti e l’intervento di Comune e Regione, rivendicando lavoro stabile e dignitoso per le persone escluse. È già annunciata una manifestazione il 4 gennaio davanti al Museo degli Uffizi, con l’obiettivo di ottenere il reintegro e la stabilizzazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici coinvolti.