Investimenti a 253 milioni e filiera sempre più sostenibile

Il Comparto Chimico Toscano ha presentato la XXVI edizione del Bilancio di Sostenibilità relativo a 20 aziende. L'85% di queste ha la certificazione qualità (Iso 9001); l'80% la certificazione ambiente (Iso 14001); l'80% è certificata su salute e sicurezza (Iso 45001); l'80% adotta un Codice Etico. Nel 2024, il Comparto Chimico Toscano ha generato circa 2,06 miliardi di euro di valore economico distribuendone 2,05 miliardi ai propri stakeholder, ovvero principalmente fornitori, lavoratori e comunità locali. Gli investimenti complessivi delle aziende e dei siti produttivi che aderiscono al Comparto raggiungono 253 milioni di euro (+80% sul 2023): sono dedicati a salute e sicurezza, tecnologie green, autoproduzione energetica e nuovi impianti.

Sono 116 le risorse impiegate in R&s, per un totale di 3 milioni di euro investiti in innovazione di prodotto e processo.

Elevata anche la sostenibilità sociale del Comparto che conta quasi 3.000 lavoratori, che salgono a 4.527 considerando anche collaboratori e imprese terze. Il 95% dei contratti è a tempo indeterminato, il 97% full time e continua a crescere l'occupazione femminile: il 30% nei Cda e il 45% di aziende certificate sulla parità di genere.

Significativo anche l'impegno su formazione e welfare. Nel 2024, ha visto 130.000 ore di formazione (+10% sul 2023); 44.000 ore dedicate alla sicurezza; 40 stage attivati, di cui 10 trasformati in assunzione. Emergono oltre 800.000 euro per attività sociali, educative, sportive e culturali a favore delle comunità locali. Gli indici di sicurezza, inoltre, risultano migliori della media del manifatturiero regionale.

Sul fronte ambientale il settore conferma investimenti, controlli e riduzione dei consumi idrici, con il 35% di energia consumata proveniente da autoproduzione interna; con il gas naturale come fonte principale di emissioni di Co2 da combustione diretta; e con l'87% di acqua consumata prelevata dal mare. E infine, il 65% dei rifiuti prodotti avviati al riciclo e recupero. Significativi, inoltre, i dati logistici del Comparto con oltre 5,6 milioni di tonnellate in ingresso e 6,2 milioni in uscita.

"Tra le eccellenze del sistema produttivo toscano rientrano a pieno titolo le imprese del comparto chimico, realtà strategiche per il funzionamento e la capacità innovativa di numerosi settori industriali - spiega il presidente di Confindustria Toscana, Maurizio Bigazzi - Tuttavia il settore sta attraversando una fase congiunturale complicata; nel I semestre 2025 l'export è diminuito del 7,5%, un dato che riflette dinamiche produttive in sensibile rallentamento, in linea con l'andamento nazionale". "Eppure, proprio in un momento così delicato, il ruolo abilitante della chimica emerge con ancora maggiore evidenza - prosegue Bigazzi - Senza il contributo di questo settore non sarebbe possibile sviluppare materiali più sostenibili, soluzioni per l'efficienza energetica, tecnologie per la decarbonizzazione o processi orientati alla circolarità. La chimica non è soltanto un settore produttivo; è un motore di innovazione, sostenibilità e competitività per l'intero sistema industriale".

Le imprese che hanno partecipato alla stesura del Bilancio di Sostenibilità del Comparto Chimico Toscano sono: Altair Chemical; Costiero Gas Livorno; Depositi Costieri del Tirreno; Diesse Diagnostica Senese; Eni - Industrial Transformation - Raffineria di Livorno; Essentials Chemicals Italy; Fgl International; Graziani; Icap-Sira Chemicals and Polymers; Ineos Manufacturing Italia; Inovyn Produzione Italia; Laviosa; Neri Depositi Costieri; Nuova Solmine; Solvay Chimica Italia (sede di Massa); Solvay Chimica Italia (sede di Rosignano); Termisol Termica; Toscopetrol; Unigum; Venator Italy.
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