L'associazione punta il dito contro il costo dell'energia per le imprese

Il quadro per artigiani e piccole imprese nei territori di Prato e Pistoia resta critico, con la manifattura in difficoltà e il caro energia che incide sulla tenuta del sistema produttivo: è quanto emerge dai dati di Cna Toscana Centro, secondo cui nel primo semestre 2025 la produzione locale è scesa del 3,4%, l'export dello 0,8% e le operazioni bancarie del 5%, in parallelo a un livellamento verso il basso delle retribuzioni.
    
Il peso dei costi energetici, secondo l'associazione, è uno dei principali fattori di rischio. Nel 69% delle imprese di Prato e Pistoia le bollette risultano triplicate, il 10% ha subito disdette contrattuali e il 34% ha cambiato fornitore. Il 48,2% delle aziende teme l'insostenibilità dell'attività se i prezzi non diminuiranno, mentre solo l'11,8% ha già installato sistemi di autoproduzione. La disponibilità a investire è elevata, ma condizionata agli incentivi: il 55% delle imprese dichiara che investirebbe in presenza di misure adeguate. Nel frattempo, il 30% ha rivisto turni e orari per contenere gli sprechi.

    
In questo contesto Cna Toscana Centro segnala il rischio di deindustrializzazione e la necessità di interventi immediati su innovazione, formazione e riduzione dei costi energetici per sostenere la competitività del tessuto locale. Tra le proposte avanzate figurano una transizione energetica accelerata con rinnovabili e comunità energetiche, incentivi strutturali all'autoproduzione, sostegno agli investimenti e una nuova strategia per il distretto tessile pratese basata su legalità, digitalizzazione e collaborazione tra imprese.

"Cna Toscana Centro - , afferma il presidente Emiliano Melani - non può e non vuole limitarsi a essere un osservatore ma essere alleati strategici delle imprese nella transizione digitale ed ecologica, anticipando i bisogni delle Pmi".
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