Ceramiche e lavoro dell’Italica Ars al Museo della Paglia

Dalle mani degli artigiani alle case di mezzo mondo, raccontando una storia di lavoro, cooperazione e creatività: è la mostra 'La Fabbrichina. Ceramiche e lavoro dell'Italica Ars nelle Signe', in programma al Museo Civico della Paglia di Signa, con inaugurazione sabato 10 gennaio. L'esposizione, curata da Fabio Ganugi, presenta opere della collezione di Mario Ganugi, cofondatore dell'azienda, e lavori del maestro Antonio Manzi, artista legato a lungo alla storica manifattura.

La Fabbrichina, nata nei primi anni del Novecento e sempre attiva nella sede di via Diaz, attraversò diverse proprietà e nel dopoguerra si trasformò prima in cooperativa di operai e poi in società a responsabilità limitata a larga base sociale, mantenendo una forte impronta mutualistica. Negli anni di massima espansione l'Italica Ars arrivò a superare il centinaio di addetti, prima di subire una brusca contrazione dopo l'11 settembre 2001, con il crollo del mercato statunitense, fino alla messa in liquidazione nel 2009.

"La mostra - ha spiegato Fabio Ganugi, presentando la mostra nella sede della Città metropolitana di Firenze - nasce dal desiderio di raccontare non solo gli oggetti, ma le persone che li hanno pensati, realizzati e portati nel mondo. L'Italica Ars è stata un laboratorio di sperimentazione continua, capace di creare modelli brevettati come il Servito Futurista del 1937 e di distinguersi per colori iconici, dal rosso corallo del 1936 al rosso nuvolato degli anni Sessanta". Per Giampiero Fossi, sindaco di Signa, la mostra è "un racconto identitario che parla dell'intera comunità delle Signe. L'Italica Ars rappresenta, ancora oggi, un patrimonio storico fatto di lavoro, di sapere condiviso e di capacità imprenditoriale". 
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