Firenze accoglie libri e manoscritti dello scrittore senese in una stanza dedicata

Un secondo blocco dell'archivio di Federigo Tozzi (1883-1920), che ancora era nel podere di Castagneto a Siena, è stato trasferito all'Archivio contemporaneo Bonsanti del Gabinetto Vieusseux a Firenze, in Palazzo Corsini Suarez, dove gli viene dedicata una stanza intera. È, spiega una nota, un insieme di documenti notevole per dimensioni e importanza, "custodito fino ad oggi con gran cura e competenza assidua da Silvia Tozzi". Contiene anche parte della biblioteca personale dello scrittore: opere di filosofia, testi di autori classici (greci e latini), opere in prosa e poesia afferenti alla letteratura italiana, francese, inglese e tedesca. Da qualche giorno all'Archivio Contemporaneo è visitabile, su prenotazione, uno spazio in cui sono conservate le carte e i libri di Tozzi, che ha dunque una stanza tutta per sé.

"L'Archivio - dichiara il presidente del Gabinetto Vieusseux, Riccardo Nencini - compie cinquant'anni: venne difatti istituito dall'allora direttore, Alessandro Bonsanti, a metà degli anni Settanta. Oggi possiamo affermare che, dopo mezzo secolo di storia, l'Archivio è un luogo vivo e pulsante: uno scrigno di tesori letterari e artistici produttore incessante di cultura. L'arrivo da Siena della seconda parte della biblioteca privata di Federigo Tozzi e la scelta di dedicare all'Archivio un'intera stanza allo scrittore, testimoniano l'importanza dell'Istituto a livello non solo nazionale ma internazionale".

"L'archivio privato di Tozzi - spiega il direttore del Gabinetto, Michele Rossi - è arrivato a Firenze dalla casa senese di Castagneto, a più riprese. I primi faldoni con manoscritti, dattiloscritti con molte correzioni autografe, bozze di stampa dei suoi lavori, nonché alcuni volumi della sua biblioteca, sono arrivati a Firenze nel 1998. Nel 2025 sono stati trasferiti al Vieusseux gli ulteriori libri appartenuti a Tozzi (circa 450) conservati nella casa di famiglia fuori da Porta Camollia, tramandati grazie alle cure di Glauco e - dopo la sua scomparsa - da Silvia Tozzi". All'Archivio Bonsanti per volontà di Silvia Tozzi, sono depositati oggi, oltre ai libri posseduti dallo scrittore senese, anche i manoscritti originali delle sue opere.
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