In fiera 750 marchi: debutta la Casa del Made in Italy per l'internazionalizzazione

"Pensiamo che il 2026 possa essere l'anno della ripresa, ovviamente graduale e sostenibile nel tempo, a cominciare dal settore della moda che ha dimostrato una sua resilienza, sia in un mercato che si stava chiudendo come quello degli Stati Uniti, sia nei mercati che invece si stanno aprendo". Il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso non ha dubbi e questa mattina dal palco della cerimonia di inaugurazione di Pitti Uomo 109, in programma fino al 16 gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze, ha salutato la platea, tra cui molti imprenditori presenti al salone come Brunello Cucinelli, affermando che l'Italia è "il paese del Rinascimento, dobbiamo essere la nazione del Rinascimento industriale nell'Occidente".
    
Secondo Urso la fiera fiorentina può rappresentare l'avvio dell'anno della ripresa. "Abbiamo resistito meglio di altri - ha detto -. Lo scorso anno abbiamo affrontato un mare in tempesta, con il sovrapporsi intorno all'Europa di conflitti combattuti, ad est come a sud, e conflitti commerciali, perfino all'interno dell'Occidente tra le due sponde dell'Atlantico".

    
Al salone sono presenti 750 marchi, di cui il 47% esteri, che sperano nella ripresa di un sistema che nel 2025 ha subito forti cali: -2,1% il fatturato della moda maschile italiana, -2% l'export secondo dati di Confindustria moda. "Iniziano a esserci delle aree di sereno - ha detto il presidente di Confindustria moda Luca Sburlati -. Dobbiamo essere bravi affinché questo ecosistema di aziende lavori insieme per un ecosistema nuovo".

Tra le iniziative, Urso ha annunciato che "in attuazione di un duplice accordo firmato con le associazioni fieristiche" è stato possibile avere a Pitti "la Casa del Made in Italy, un ufficio del ministero che insieme alle agenzie preposte all'internazionalizzazione e agli enti pubblici fornisce informazioni che servono per meglio utilizzare gli strumenti che il governo mette a disposizione delle imprese, sia per gli investimenti sia per l'internazionalizzazione". Ha anche ricordato l'importanza della sottoscrizione dell'accordo tra l'Ue e il Mercosur, "che sarà fatto nei prossimi giorni e che indica la rotta da perseguire in questi mesi nel 2026, cioè di un anno che deve consentirci di aprire nuovi mercati, anche attraverso nuovi accordi libero scambio".

L'augurio è quello di "sottoscrivere altri accordi con il Messico, con gli Emirati, i paesi del Golfo Persico, con l'India che è un grande mercato del futuro, e lungo questa rotta con gli altri paesi sud-est asiatico, dalla Malesia all'Indonesia, alle Filippine fino all'Oceania, perché noi pensiamo che dobbiamo resistere, e lo sappiamo fare meglio di altri nei mercati tradizionali, ma anche aprirci e conquistare nuovi mercati". Anche il Ddl sulle Pmi, che "diventerà legge nelle prossime settimane", è definito "importante e strategico" con misure per il settore della moda, quali quella che riguarda "i minicontratti di sviluppo, che saranno finanziati con una prima dotazione di 100 milioni di euro", così come il provvedimento che finanzia il passaggio generazionale delle competenze.

    
Alla cerimonia - presenti il presidente della Regione Eugenio Giani e la sindaca Sara Funaro -, il presidente di Pitti Antonio De Matteis ha ricordato l'importanza di guardare anche alla parte finale della filiera, la distribuzione, anch'essa in crisi: "Dobbiamo stare attenti ai negozi, trovare una nuova generazione di retailers - ha detto - recuperare strade abbandonate e far rivivere i centri storici per far sì che i giovani abbiano voglia di aprire le botteghe e diventare imprenditori". 
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