Il 14 gennaio 2006 veniva a mancare, a quasi 90 anni, Giorgio Spini, illustre storico dell'età moderna (e non solo), esponente della Chiesa Valdese, nel Psi membro della commissione nazionale scuola, consigliere per 15 anni del Comune di Fiesole e presidente dell'Istituto socialista di studi storici: la Fondazione Rosselli, erede del Circolo Rosselli di cui Giorgio Spini è stato pure presidente, organizza un incontro per ricordarlo nel ventennale della scomparsa, oggi, alle ore 17, nella sede di via degli Alfani, a Firenze. Tra gli interventi quelli del professor Gian Paolo Romagnani, ordinario di Storia moderna dell'Università di Verona e presidente della Società di studi valdese, Sandro Rogari, già ordinario di storia contemporanea all'Università di Firenze e presidente della Fondazione biblioteche della Cassa di Risparmio di Firenze. Previsti anche gli interventi di Alessandra Trotta, moderatore della Chiesa Evangelica Valdese e metodista, Ilaria Valenzi dell'Università La Sapienza di Roma e Marcello Verga, ordinario emerito di Storia moderna all'Università di Firenze. Parteciperanno i figli Valdo, Daniele e Debora.   

Rogari definisce Spini "uno storico a tutto tondo mentre nell'Università italiana oggi troppo spesso domina il settorialismo e l'iperspecializzazione". E richiama le tappe del suo impegno universitario. "Giorgio Spini - ricorda infatti Rogari - vinse il concorso universitario nel 1952 andando a coprire la cattedra di Storia, presso l'Università di Messina, divenendo ordinario dopo tre anni di straordinariato nel 1955. Rientrato nell'Università di Firenze nel 1959, prima alla Facoltà di Magistero, poi negli ultimi anni a Scienze politiche nel Cesare Alfieri, attivò filoni di ricerca e di studio del tutto originali sia grazie agli studi su Risorgimento e protestanti sia impiantando un innovativo e allora pionieristico filone di studi americanistici che hanno fatto a lungo dell'Università di Firenze luogo privilegiato di studi in questo ambito". Autore anche di fortunati libri di testo, tra le sue opere più conosciute, figura la "Storia dell'età moderna" in tre volumi.
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