Gli algoritmi tendono a privilegiare i posti maggiormente conosciuti, con la conseguenza di allontanare gli utenti da altre zone della città

Uno studio condotto in sinergia dalla Normale di Pisa, Cnr-Isti Pisa e Cnr di Palermo ha analizzato i “consigli” delle app e le risposte dell’intelligenza artificiale in merito alla programmazione di una gita a Firenze, ottenendo risultati interessanti per quanto riguarda l’organizzazione e, soprattutto, i posti ai quali fermarsi.

Dallo studio, riporta stamani il Corriere Fiorentino, è emerso che le app e l’IA tendono a privilegiare, nelle risposte e nelle ricerche degli utenti, i luoghi che sono già particolarmente gettonati.

In questo modo si crea una sorta di circolo vizioso, con le app che indirizzano per la maggiore turisti e visitatori verso luoghi già molto frequentati, che quindi finiscono con l’attrarre la clientela più di altri di fatto realizzando una città a due velocità, con il rischio che una parte ne venga eccessivamente penalizzata.

Secondo i ricercatori sarebbe opportuno riscrivere e rivedere gli algoritmi con i quali questi strumenti funzionano per redistribuire in maniera più equa l’afflusso di turisti e visitatoti: il rischio di concentrare tutta la clientela in pochi luoghi è penalizzare eccessivamente altre zone e posti della città.
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