"Ancora una volta il sistema del turismo organizzato si trova a fare i conti con decisioni unilaterali e improvvise. L'ultimo caso riguarda la Galleria dell'Accademia di Firenze, che introduce un aumento del prezzo del biglietto pari a circa il 20%, senza alcun preavviso strutturato e con un'entrata in vigore fissata a soli 15 giorni dall'annuncio. Una tempistica che ignora completamente le dinamiche dell'industria turistica internazionale, dove programmazione e contrattualizzazione dei pacchetti avvengono con mesi, in alcuni casi anni, di anticipo". Così in una nota la Fiavet Toscana.
"Quando i cataloghi sono già chiusi, i prezzi concordati con i tour operator esteri e i viaggi venduti, chi assorbirà questo aumento? La risposta - si spiega - è purtroppo scontata: tour operator e agenzie di viaggio, anello finale ma essenziale della catena, chiamati ancora una volta a farsi carico di costi non previsti". Per Fiavet il problema "va ben oltre il singolo aumento tariffario. È l'ennesima dimostrazione di come uno dei principali attori del sistema agisca in modo autonomo ed estemporaneo, senza alcun coordinamento con il resto della filiera": "Il turismo non è un insieme di compartimenti stagni. È una filiera complessa e interdipendente che comprende" dalle strutture ricettive ai musei.
"A questi si affiancano le amministrazioni pubbliche, che dovrebbero svolgere un ruolo di coordinamento e indirizzo strategico. Eppure, soprattutto in una città come Firenze, assistiamo troppo spesso a decisioni frammentate, improvvisate e comunicate all'ultimo momento, accompagnate da regole, limiti e sanzioni che non tengono conto dei tempi e delle esigenze del turismo organizzato. Un approccio che rischia di trasformare la gestione del turismo in una sommatoria di atti isolati, anziché in una strategia condivisa". "I cambiamenti, compresi gli adeguamenti tariffari, devono essere programmati, condivisi e comunicati per tempo, nel rispetto dei cicli decisionali dell'industria turistica internazionale. Non è più sostenibile muoversi da 'battitori liberi'".
"Quando i cataloghi sono già chiusi, i prezzi concordati con i tour operator esteri e i viaggi venduti, chi assorbirà questo aumento? La risposta - si spiega - è purtroppo scontata: tour operator e agenzie di viaggio, anello finale ma essenziale della catena, chiamati ancora una volta a farsi carico di costi non previsti". Per Fiavet il problema "va ben oltre il singolo aumento tariffario. È l'ennesima dimostrazione di come uno dei principali attori del sistema agisca in modo autonomo ed estemporaneo, senza alcun coordinamento con il resto della filiera": "Il turismo non è un insieme di compartimenti stagni. È una filiera complessa e interdipendente che comprende" dalle strutture ricettive ai musei.
"A questi si affiancano le amministrazioni pubbliche, che dovrebbero svolgere un ruolo di coordinamento e indirizzo strategico. Eppure, soprattutto in una città come Firenze, assistiamo troppo spesso a decisioni frammentate, improvvisate e comunicate all'ultimo momento, accompagnate da regole, limiti e sanzioni che non tengono conto dei tempi e delle esigenze del turismo organizzato. Un approccio che rischia di trasformare la gestione del turismo in una sommatoria di atti isolati, anziché in una strategia condivisa". "I cambiamenti, compresi gli adeguamenti tariffari, devono essere programmati, condivisi e comunicati per tempo, nel rispetto dei cicli decisionali dell'industria turistica internazionale. Non è più sostenibile muoversi da 'battitori liberi'".
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