Da più di un mese il distretto socio-sanitario di Santa Rosa a Firenze "è privo di qualunque sistema di riscaldamento, con conseguenze pesantissime sia per l'utenza che per i lavoratori". Così in una nota la Cgil.
"Dalla fine di novembre 2025 - spiega il sindacato - i locali di lavoro e le aree di attesa del presidio risultano completamente freddi a causa della chiusura totale dell'impianto di riscaldamento centralizzato, avvenuta nell'ambito dei lavori di riqualificazione dell'intera struttura".
Una misura "ampiamente preannunciata e legata a un cronoprogramma noto da tempo", ma "non accompagnata da interventi adeguati per garantire condizioni minime di comfort e sicurezza". Con l'arrivo dell'ondata di freddo delle ultime settimane, la situazione, spiega il sindacato "è ulteriormente peggiorata" con temperature medie di 10 gradi in alcuni del locali del distretto.
"Le numerose segnalazioni inviate dai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sono rimaste senza risposte concrete. L'unica soluzione adottata dall'Azienda sanitaria è stata la fornitura di un numero limitato di stufette elettriche, del tutto insufficienti a riscaldare gli ambienti. Inoltre, il loro elevato consumo energetico provoca frequenti sovraccarichi della rete, con conseguenti blackout elettrici. A questa situazione già critica si aggiunge la totale assenza di acqua calda in tutti gli ambienti del distretto. Una condizione particolarmente grave nell'area poliambulatoriale, dove risulta fortemente compromessa la possibilità di garantire lo svolgimento delle visite specialistiche nel rispetto delle più basilari norme igienico-sanitarie, a partire dal lavaggio delle mani. Particolarmente drammatica è anche la condizione degli spogliatori del personale". "In assenza di risposte rapide e concrete" dalla Asl il sindacato proclamerà "lo stato di agitazione di tutto il personale".
Sulla vicenda il consigliere di Fdi in Consiglio regionale Jacopo Cellai ha annunciato un'interrogazione urgente "per fare piena luce e sollecitare interventi immediati".
"Dalla fine di novembre 2025 - spiega il sindacato - i locali di lavoro e le aree di attesa del presidio risultano completamente freddi a causa della chiusura totale dell'impianto di riscaldamento centralizzato, avvenuta nell'ambito dei lavori di riqualificazione dell'intera struttura".
Una misura "ampiamente preannunciata e legata a un cronoprogramma noto da tempo", ma "non accompagnata da interventi adeguati per garantire condizioni minime di comfort e sicurezza". Con l'arrivo dell'ondata di freddo delle ultime settimane, la situazione, spiega il sindacato "è ulteriormente peggiorata" con temperature medie di 10 gradi in alcuni del locali del distretto.
"Le numerose segnalazioni inviate dai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sono rimaste senza risposte concrete. L'unica soluzione adottata dall'Azienda sanitaria è stata la fornitura di un numero limitato di stufette elettriche, del tutto insufficienti a riscaldare gli ambienti. Inoltre, il loro elevato consumo energetico provoca frequenti sovraccarichi della rete, con conseguenti blackout elettrici. A questa situazione già critica si aggiunge la totale assenza di acqua calda in tutti gli ambienti del distretto. Una condizione particolarmente grave nell'area poliambulatoriale, dove risulta fortemente compromessa la possibilità di garantire lo svolgimento delle visite specialistiche nel rispetto delle più basilari norme igienico-sanitarie, a partire dal lavaggio delle mani. Particolarmente drammatica è anche la condizione degli spogliatori del personale". "In assenza di risposte rapide e concrete" dalla Asl il sindacato proclamerà "lo stato di agitazione di tutto il personale".
Sulla vicenda il consigliere di Fdi in Consiglio regionale Jacopo Cellai ha annunciato un'interrogazione urgente "per fare piena luce e sollecitare interventi immediati".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies













