Focus su Fidi Toscana in commissione controllo del Consiglio regionale, presieduta da Jacopo Cellai (FdI). Nel corso dell'audizione, si spiega in una nota, il presidente di Fidi Lorenzo Petretto ha sintetizzato 50 anni di vita della finanziaria della Regione Toscana, soggetto vigilato da Banca d'Italia, nata nel 1975 per volontà dell'Assemblea legislativa toscana e delle allora maggiori banche del territorio.
L'obiettivo della società è coadiuvare le imprese a ottenere l'accesso al credito, attraverso il rilascio di garanzie e fornitura di consulenze, gestione di agevolazioni finanziarie per programmi di sviluppo, finanziamenti nella forma di prestiti partecipativi. Petretto si è poi soffermato sulla necessità di riorganizzare la struttura che, dal 2019 in poi, ha sempre chiuso in utile. In tale contesto, secondo Petretto, è necessario impegnarsi per implementare l'attività, rafforzando la struttura commerciale di Fidi, anche attraverso la modifica dello Statuto e intensificando i rapporti con il terzo settore. Molte le richieste di approfondimento nel corso della seduta, a partire dal personale e al Consiglio di amministrazione, i cui costi ammontano rispettivamente a 2,487 milioni di euro (per 27 dipendenti) e a 85mila euro (per cinque consiglieri).
"Nella prossima seduta l'attenzione sarà rivolta a Sviluppo Toscana - ha annunciato Cellai -, per poi continuare anche con il contributo dell'assessore regionale competente, per poter acquisire il quadro delle partecipate il più possibile esaustivo". Come spiegato nel corso dei lavori, Fidi Toscana dopo il 'Cura Italia' del 2020, con l'accesso diretto delle banche alla garanzia dello Stato, ha perso una quota di mercato, e a questo si aggiunge il fatto che la Regione Toscana ha scelto di mettere in mano a Sviluppo Toscana tutta la parte più importante che riguarda l'attività di gestione e di agevolazione pubblica, quindi tutto il credito agevolato, con gli interventi a fondo perduto.
"Adesso il punto vero - ha osservato ancora -, dopo che la Regione non ha provveduto ad alienare le proprie quote e Fidi ha presentato il nuovo piano industriale con la possibilità di aprire al terzo settore, sarà determinante comprendere la volontà politica della maggioranza; quale debba essere il ruolo e la mission di Fidi Toscana e in che rapporto questa debba interagire con Sviluppo Toscana e con le altre realtà collegate allo sviluppo del credito".
L'obiettivo della società è coadiuvare le imprese a ottenere l'accesso al credito, attraverso il rilascio di garanzie e fornitura di consulenze, gestione di agevolazioni finanziarie per programmi di sviluppo, finanziamenti nella forma di prestiti partecipativi. Petretto si è poi soffermato sulla necessità di riorganizzare la struttura che, dal 2019 in poi, ha sempre chiuso in utile. In tale contesto, secondo Petretto, è necessario impegnarsi per implementare l'attività, rafforzando la struttura commerciale di Fidi, anche attraverso la modifica dello Statuto e intensificando i rapporti con il terzo settore. Molte le richieste di approfondimento nel corso della seduta, a partire dal personale e al Consiglio di amministrazione, i cui costi ammontano rispettivamente a 2,487 milioni di euro (per 27 dipendenti) e a 85mila euro (per cinque consiglieri).
"Nella prossima seduta l'attenzione sarà rivolta a Sviluppo Toscana - ha annunciato Cellai -, per poi continuare anche con il contributo dell'assessore regionale competente, per poter acquisire il quadro delle partecipate il più possibile esaustivo". Come spiegato nel corso dei lavori, Fidi Toscana dopo il 'Cura Italia' del 2020, con l'accesso diretto delle banche alla garanzia dello Stato, ha perso una quota di mercato, e a questo si aggiunge il fatto che la Regione Toscana ha scelto di mettere in mano a Sviluppo Toscana tutta la parte più importante che riguarda l'attività di gestione e di agevolazione pubblica, quindi tutto il credito agevolato, con gli interventi a fondo perduto.
"Adesso il punto vero - ha osservato ancora -, dopo che la Regione non ha provveduto ad alienare le proprie quote e Fidi ha presentato il nuovo piano industriale con la possibilità di aprire al terzo settore, sarà determinante comprendere la volontà politica della maggioranza; quale debba essere il ruolo e la mission di Fidi Toscana e in che rapporto questa debba interagire con Sviluppo Toscana e con le altre realtà collegate allo sviluppo del credito".
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