Dopo tensioni internazionali e incertezze economiche, la speranza è che l’economia globale si rimetta pienamente in moto: ‘La Toscana ha dimostrato di saper reagire’

Un anno di guerre, crisi internazionali, tensioni. E ancora il calo dei consumi e la guerra commerciale scatenata dall’amministrazione americana che, però, per il momento ha colpito con meno violenza di quanto inizialmente temuto.

Federico Albini, Managing Director di Albini e Pitigliani spa, traccia un quadro fosco per l’anno appena trascorso, che certo ha avuto ripercussioni importanti anche sull’economia internazionale e su quella locale: “Sicuramente è stata un’annata meno entusiasmante rispetto a 2021, 2022 e 2023. Questi due anni sono stati caratterizzati da un certo timore per quanto riguarda l’economia, e per l’anno che inizia speriamo che possa essere di risalita. Ovviamente le crisi che hanno colpito l’economia hanno messo un grosso freno alla programmazione, e questo è un problema, perché si ripercuote su tutta la filiera”.

Per il 2026, spiega Albini, l’auspicio è che possano terminare le guerre e tutte le minacce alla filiera.

Per quanto riguarda la Toscana, un territorio dall’economia diversificata e con diversi settori in salute e sviluppati – il farmaceutico, l’agroalimentare, il metalmeccanico, l’accoglienza – le potenzialità ci sono: “Tutte queste problematiche che si sono accavallate negli ultimi hanno creato un certo disagio a livello regionale, ma questo territorio ha saputo reagire dimostrando di saper trovare la situazione anche nei momento più difficili. Devo dire che, secondo me, i segnali positivi ci sono”.

E su Pitti Filati, novantottesima edizione in partenza dal 28 gennaio: “Vengono da tutto il mondo per questa fiera. Noi, come azienda, abbiamo l’onore e il piacere di partecipare. È importante e seguita, e il nostro auspicio è che ci sia movimento di buyer e compratori. Speriamo che quest’anno possa essere di crescita e prosperità” conclude Albini.
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