Ritrovate durante ricerche di dottorato

Sei poesie inedite di Mario Luzi vengono svelate ed esposte per la prima volta all'Archivio contemporaneo Bonsanti del Gabinetto Vieusseux di Firenze, nell'ambito della mostra "Gli scartafacci luziani del Gabinetto Vieusseux", in programma da oggi al 27 febbraio a Palazzo Corsini Suarez (via Maggio 42), sede dell'Archivio.

L'esposizione, a cura di Simone Magherini, Riccardo Sturaro e Stefano Verdino, è dedicata alle agende, ai taccuini e ai block-notes del poeta conservati al Vieusseux: materiali di lavoro attraverso i quali Luzi costruiva concretamente le proprie opere. Il percorso offre un'immersione nel laboratorio creativo di uno dei maggiori autori del Novecento italiano ed è visitabile gratuitamente su prenotazione (archivio@vieusseux.it).

La prima sezione della mostra affronta il processo di nascita della poesia, ricostruendo il percorso che conduceva Luzi dai
primi abbozzi alle edizioni definitive delle raccolte, attraverso numerose stesure e varianti. Nella seconda parte emergono invece aspetti più personali dell'autore: l'interesse per le arti, la spiritualità, l'impegno civile per la giustizia e la pace, oltre a relazioni e amicizie, tra cui quella con Fabrizio De André, da lui definito "artista della chanson".

Il cuore dell'esposizione è rappresentato dalla terza sezione, che presenta per la prima volta in assoluto sei liriche inedite, rinvenute da Riccardo Sturaro nel corso delle sue ricerche dottorali. Ogni autografo è affiancato dalla trascrizione e dal contesto che ne chiarisce l'origine e il significato. Le poesie fanno parte di un più ampio corpus di inediti destinato alla pubblicazione.

Il percorso è arricchito da ritratti del poeta realizzati da artisti e fotografi come Adriana Pincherle, Silvano Campeggi, Quinto Martini e Mario Francesconi, da una selezione di libri luziani con dedica ad amici intellettuali - tra cui Carlo Betocchi, Vasco Pratolini e Ottone Rosai - e dalla storica macchina da scrivere Olivetti di Luzi, concessa dal Centro Studi La Barca di Pienza.
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