«Chi commette errori deve assumersene le responsabilità, ma non è giusto che le conseguenze ricadano su tutti. La base di tutto resta il massimo rispetto per il ministro Piantedosi e per le forze dell’ordine. Comprendo le motivazioni di una linea molto rigida, tuttavia continuo a pensare che debba rispondere solo chi sbaglia, non l’intera collettività».
«Il contesto è cambiato a causa del ripetersi di scontri lungo i tragitti, il che impone un modello di sicurezza più ampio, capace di controllare non solo gli stadi ma anche autogrill, autostrade e stazioni, rendendo la gestione più complessa. Con Piantedosi c’è piena sintonia e stiamo cercando entrambi di far valere le nostre diverse sensibilità. Spero inoltre che il sistema del gradimento dei club permetta in modo definitivo di escludere chi non rispetta le regole del calcio: qui non si parla più di tifo, ma di criminalità».
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