“Decine di milioni di euro in meno ogni anno per aziende della regione”

Un taglio di 84 miliardi, da 378 a 294 al budget per la Pac 2028-2034, superiore al 20%, a fronte di un aumento complessivo del bilancio dell'Unione europea di oltre il 60%, da 1.200 a quasi 2.000 miliardi. Una diminuzione a livello nazionale di un miliardo l'anno, che si tradurrebbe in decine di milioni di euro in meno per le imprese della regione. A lanciare l'allarme è Confagricoltura Toscana, che torna sulla proposta della Commissione europea per il futuro settennato.
     
"La Toscana conta oltre 60 mila aziende agricole, con una superficie in gran parte collinare e montana e con produzioni ad alto valore aggiunto - spiega il presidente di Confagricoltura Toscana Carlo Bartolini Baldelli -. Qui la Pac non è un sostegno accessorio, ma una componente essenziale del reddito agricolo". In Toscana, ricorda, "tra il 2010 e il 2020 sono state chiuse oltre 20 mila partite Iva agricole, ogni giorno sette ettari dedicati all'agricoltura vengono abbandonati", con conseguenze anche per il paesaggio e sul rischio idrogeologico.

    
In merito alle ipotesi di risorse aggiuntive annunciate dalla Commissione europea e dal Governo italiano, Bartolini Baldelli fa due precisazioni: "Non ci risulta alcun aumento, bensì un'anticipazione di fondi già stanziati. Inoltre, non accettiamo alcuno scambio tra un aumento dei fondi Pac con la firma del trattato Mercosur. Sono due temi che devono restare distinti".

    
Tra gli aspetti maggiormente critici l'introduzione di un Piano unico nazionale, in cui confluiranno più fondi oggi distinti, dal Feaga (Fondo europeo agricolo di garanzia che finanzia i pagamenti diretti), al Fondo sociale e al Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. "C'è una perdita di specificità dei fondi agricoli. Sarà un'enorme conca in cui tutti dovranno pescare, sono finanziamenti indifferenziati che non mireranno all'attività agricola vera e propria", sottolinea il vice presidente Luca Giannozzi. "I primi fondi che rischiano di essere tolti o diminuiti sono quelli degli Ocm (Organizzazioni comuni di mercato) come quelli sul vino, olio e frutta. La perdita di questi fondi specifici - conclude - è esiziale, perché hanno funzionato".
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