Sul tavolo energia, rifiuti, strade e distretti, con l’obiettivo di finanziare progetti con i fondi Ue

Primo incontro, dopo le elezioni di ottobre 2025, del presidente della Toscana Eugenio Giani coi rappresentanti del Consiglio di presidenza di Confindustria Toscana. Al tavolo hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza Bernard Dika e gli assessori ai trasporti e alle infrastrutture Boni, al lavoro e semplificazione Barontini, all'ambiente Lenzi e alla sanità e politiche sociali Monni. Un'occasione, spiega una nota, "per presentare anche la nuova squadra di governo", tuttavia "la riunione ha avuto lo scopo di confrontarsi sulle criticità in corso e che riguardano l'economia toscana, per programmare meglio gli interventi futuri e i bandi e gli interventi da finanziare coi fondi europei: reindustrializzazione, energia, rifiuti, competitività dei distretti, strade e collegamenti da sviluppare alcuni dei temi toccati".

"Siamo pronti a fare la nostra parte per salvare e rilanciare l'industria di questa regione, come volano di sviluppo ed opportunità di lavoro - si sofferma Giani -, lavoro tutelato e sicuro. In questi anni il rapporto con Confindustria è stato chiaro e trasparente, anche nei momenti di confronto aperto su posizioni diverse. Ne ho apprezzato la volontà costante di dialogo e sono convinto che potremo continuare a collaborare in modo concreto e fattivo".

"Viviamo sicuramente situazioni di crisi - aggiunge - ma anche elementi di grandi vitalità che intendiamo sostenere: dalla nautica sulla costa alla farmaceutica o il settore cartario".

Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana, ha proposto un patto di sviluppo per rilanciare l'industria toscana, da sottoscrivere assieme alle altre parti sociali. "Avviamo oggi un confronto sul tema della reindustrializzazione della nostra regione - ha spiegato - E' indispensabile alzare il nostro tasso industriale, perché è l'elemento centrale per accelerare il nostro Pil. Abbiamo bisogno di un Patto per lo sviluppo focalizzato sull'industria. Siamo disponibili a scriverlo insieme da oggi perché i prossimi cinque anni saranno cruciali per l'economia della regione e, più in generale, per il suo modello di sviluppo e per la tenuta dei suoi standard sociali".
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