Sul mercato del lavoro di Firenze sono pressoché introvabili gli specialisti in 'scienze della vita' (farmaceutica, biotecnologie) e gli operai specializzati delle costruzioni. Lo dicono le previsioni gennaio-marzo 2026 contenute nel 'Rapporto sull'economia' elaborato dal Centro studi della Camera di commercio di Firenze su dati Excelsior. Tra gennaio e marzo nell'area fiorentina sono previsti 28.500 contratti di assunzione, che comprendono quelli di tutte le categorie e anche di durata breve, brevissima e reiterati nello stesso periodo con le stesse persone.
"Questa proiezione - spiega il presidente Massimo Manetti - evidenzia una stabilizzazione sullo stesso trimestre dell'anno precedente rispetto al progressivo e moderato decremento registrato nel trimestre ottobre-dicembre 2025". Il 24,9% sono assunzioni a tempo indeterminato mentre il 59,6%, sono a tempo determinato.
"Continua a risalire il lavoro a tempo indeterminato dopo la prevalenza nel periodo estivo-autunnale delle assunzioni a termine - annota Manetti - Pur trattandosi di un dato positivo, incide anche l'espansione dell'occupazione nella fascia over 50 nella quale i contratti stabili sono solitamente più diffusi".
"E questo perché - annota il Centro studi - a fronte di un mercato del lavoro sempre più rigido e a difficoltà di reperimento del personale stabilmente elevata, le aziende privilegiano il consolidamento della forza lavoro esistente". Tra i giovani assunti, il 37,5% ha una qualifica o un diploma professionale, il 23,1% un livello di scuola media secondaria, il 18,5% è laureato e il 18% non ha alcuna formazione specifica.
Il segretario generale della Cciaa fiorentina, Giuseppe Salvini, evidenzia come dall'indagine emerga che tra le figure maggiormente difficili da reperire ci sono gli specialisti nelle scienze della vita: fatte 100 assunzioni nel 91,2% dei casi si fatica a trovare lo specialista necessario. Seguono gli operai specializzati addetti alle rifiniture nelle costruzioni (80,5%), gli operai specializzati addetti ai macchinari nel tessile abbigliamento (77,8%), i meccanici artigianali (77,5%).
"Da segnalare tra le prime dieci posizioni anche operai specializzati addetti al sistema moda, che insieme al dato sugli addetti ai macchinari nel medesimo settore, dovrebbero rappresentare un segnale di stabilizzazione post crisi. Le figure più richieste in questo primo 2026 - prosegue Salvini - sono le professioni legate a turismo e ristorazione (11,1%) gli addetti a vendite (6%) e logistica (6%) e le pulizie (8%) che rappresentano da sole quasi un terzo della domanda totale".
"Questa proiezione - spiega il presidente Massimo Manetti - evidenzia una stabilizzazione sullo stesso trimestre dell'anno precedente rispetto al progressivo e moderato decremento registrato nel trimestre ottobre-dicembre 2025". Il 24,9% sono assunzioni a tempo indeterminato mentre il 59,6%, sono a tempo determinato.
"Continua a risalire il lavoro a tempo indeterminato dopo la prevalenza nel periodo estivo-autunnale delle assunzioni a termine - annota Manetti - Pur trattandosi di un dato positivo, incide anche l'espansione dell'occupazione nella fascia over 50 nella quale i contratti stabili sono solitamente più diffusi".
"E questo perché - annota il Centro studi - a fronte di un mercato del lavoro sempre più rigido e a difficoltà di reperimento del personale stabilmente elevata, le aziende privilegiano il consolidamento della forza lavoro esistente". Tra i giovani assunti, il 37,5% ha una qualifica o un diploma professionale, il 23,1% un livello di scuola media secondaria, il 18,5% è laureato e il 18% non ha alcuna formazione specifica.
Il segretario generale della Cciaa fiorentina, Giuseppe Salvini, evidenzia come dall'indagine emerga che tra le figure maggiormente difficili da reperire ci sono gli specialisti nelle scienze della vita: fatte 100 assunzioni nel 91,2% dei casi si fatica a trovare lo specialista necessario. Seguono gli operai specializzati addetti alle rifiniture nelle costruzioni (80,5%), gli operai specializzati addetti ai macchinari nel tessile abbigliamento (77,8%), i meccanici artigianali (77,5%).
"Da segnalare tra le prime dieci posizioni anche operai specializzati addetti al sistema moda, che insieme al dato sugli addetti ai macchinari nel medesimo settore, dovrebbero rappresentare un segnale di stabilizzazione post crisi. Le figure più richieste in questo primo 2026 - prosegue Salvini - sono le professioni legate a turismo e ristorazione (11,1%) gli addetti a vendite (6%) e logistica (6%) e le pulizie (8%) che rappresentano da sole quasi un terzo della domanda totale".
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