L'evento si svolgerà il 4 febbraio alle ore 17

La Fondazione Rosselli di Firenze ospita il 4 febbraio, nella sua sede di via degli Alfani 101/r la presentazione del libro di Caterina Del Vivo dal titolo 'In riva d'Arno. I Del Vivo, una famiglia tra Empoli e Firenze' (Aska Edizioni): l'evento, a ingresso libero, inizierà alle ore 17. Sono previsti gli interventi del presidente della Fondazione Rosselli Valdo Spini, della presidente dell'associazione 'Amici dell'archivio storico di Empoli' Vanna Arrighi, di Giovanni Cipriani dell'Università di Firenze e di Paola Gibbin, che ha fatto parte della Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Sarà presente l'autrice.

“Il volume 'In Riva d'Arno' - ha dichiarato Del Vivo - propone una storia di famiglia: i Del Vivo, che furono al centro della vita commerciale, imprenditoriale e amministrativa della città di Empoli soprattutto fra il XVII e il XIX secolo. Ne ho ripercorso la storia, indagandone le origini e testimoniandone le presenze in Valdelsa e a Firenze nei secoli precedenti. Il casato traeva il nome dall’antichissimo eremo del Vivo d’Orcia, sul monte Amiata, ma fu l’insediamento sulla riva destra e poi sulla sinistra dell’Arno a determinarne la fortuna, grazie all’attività di mercanti e navicellai che procurò immobili e ricchezze e favorì l’emergere di personaggi di rilievo.

Come il ‘caporale’ e armatore di navicelli Agostino, che guidava e gestiva, nella prima metà del Settecento, una piccola flotta, commerciando fra Livorno, Empoli e Firenze; oppure Francesco, promotore delle prime fornaci di ceramica, poi passate a produrre i famosi vetri verdi empolesi. E Amadeo, vissuto all’inizio del secolo XIX, dalla spregiudicata intraprendenza che gli permise di accumulare ingenti e repentini averi sotto il dominio francese e che si rese conto della particolare importanza che avrebbe avuto l’educazione dei suoi tanti figli”.

“Non sono poi da dimenticare – ha aggiunto - altri discendenti di Agostino, che scelsero di farsi strada a Firenze con redditizie attività produttive, nel campo delle conce e delle forniture di sego. Ma che si distinsero anche in ben diversi ambiti: ad esempio per una significativa carriera ecclesiastica (come Francesco, Priore di Sant’Ambrogio e confessore di Ludovico di Borbone). Oppure, esempio ancor più interessante ai nostri occhi, inserendosi, come Ranieri Del Vivo, nella vivace cerchia editoriale cittadina, soprattutto con la stampa per musica, ma non disdegnando di divulgare i nuovi philosophes, proponendosi anche di pubblicare ‘a dispense’ una traduzione italiana dell’Encyclopédie. Ricostruita grazie a decine di documenti pubblici e privati e attenti riscontri genealogici, la storia dei Del Vivo si fa un esempio economico e sociale delle vicende, successi e declini, della borghesia toscana negli ultimi secoli”.

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