Il capolavoro di Giovanni Pisano sarà studiato e restaurato all’Opificio delle Pietre Dure dopo sette secoli

La Madonna della Cintola, capolavoro scultoreo di Giovanni Pisano custodito nella cattedrale di Prato, ha lasciato temporaneamente la sua sede per essere sottoposta a un importante intervento di restauro e studio presso i laboratori dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

L'opera, realizzata nel Trecento, è tra i capolavori della città ed è collegata al culto del Sacro Cingolo di Maria, la preziosa reliquia simbolo religioso e civile di Prato, si spiega in una nota. La scultura, che raffigura Maria con il Bambino in braccio, si trova sull'altare della Cappella della Sacra Cintola ed è conosciuta e venerata dai pratesi da oltre sette secoli. Il trasferimento nei Laboratori dell'Opificio delle Pietre Dure è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi, qui l'opera sarà oggetto di studio e di un intervento conservativo affidato all'équipe del settore di restauro materiali lapidei dell'Opd, diretto da Tommaso Castaldi. Si tratta di un'importante operazione che, come avviene per tutti i restauri condotti dall'Istituto fiorentino, affiancherà le attività di restauro con indagini diagnostiche a cura del Laboratorio scientifico dell'Opd, con l'obiettivo anche di condurre uno studio delle tecniche di doratura e policromia della scultura del XIV secolo, in particolare nella bottega di Giovanni Pisano. Lo studio della scultura, che lascia il territorio pratese per la prima volta dopo sette secoli, sarà dunque l'occasione per realizzare in città un progetto di conoscenza e valorizzazione dell'opera e della produzione artistica di Giovanni Pisano, uno dei grandi innovatori della scultura gotica.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies