Il Cdr della Tgr Toscana, a seguito del recente incontro tra i vertici aziendali e le sigle sindacali sul piano immobiliare Rai, "ha appreso da una nota dell'Usigrai che l'azienda sta selezionando gli advisor per valutare la procedura di vendita della sede di Firenze insieme a quelle di Genova, Venezia e Milano" ed esprime "forti perplessità sulla decisione" che prevederebbe anche un trasferimento di redazione, studi radio-tv e uffici. "Secondo quanto riferito da Usigrai, per il capoluogo toscano si starebbe valutando, tra le varie opzioni, una collocazione nei pressi dell'aeroporto di Peretola". Così una nota del Cdr diffusa dall'Associazione stampa toscana che esprime solidarietà e sostegno ai colleghi per ogni iniziativa.
Il Cdr, "pur comprendendo l'esigenza di razionalizzare gli spazi e ridurre i costi di gestione e manutenzione", si chiede "perché non sia stata considerata l'ipotesi di una ristrutturazione parziale dello stabile attuale, che consentirebbe di locare a terzi le porzioni eccedenti. Risulta inoltre incomprensibile la strategia d'investimento: l'azienda ha recentemente impegnato ingenti risorse per dotare la sede di una regia tv di ultima generazione e, a breve, verranno inaugurate le nuove regie radiofoniche". Ricorda anche che l'attuale sede fiorentina "rappresenta un patrimonio di inestimabile valore storico per la radiofonia italiana e per l'architettura del Novecento, portando la firma dell'architetto Italo Gamberini. Non è un caso che, durante le recenti Giornate Fai d'Autunno, la sede abbia registrato centinaia di visitatori. È amaro constatare come l'azienda intenda disfarsi di un immobile che ha segnato la storia della Rai trattandolo come un semplice cespite immobiliare piuttosto che come un presidio culturale"
Il Cdr, "pur comprendendo l'esigenza di razionalizzare gli spazi e ridurre i costi di gestione e manutenzione", si chiede "perché non sia stata considerata l'ipotesi di una ristrutturazione parziale dello stabile attuale, che consentirebbe di locare a terzi le porzioni eccedenti. Risulta inoltre incomprensibile la strategia d'investimento: l'azienda ha recentemente impegnato ingenti risorse per dotare la sede di una regia tv di ultima generazione e, a breve, verranno inaugurate le nuove regie radiofoniche". Ricorda anche che l'attuale sede fiorentina "rappresenta un patrimonio di inestimabile valore storico per la radiofonia italiana e per l'architettura del Novecento, portando la firma dell'architetto Italo Gamberini. Non è un caso che, durante le recenti Giornate Fai d'Autunno, la sede abbia registrato centinaia di visitatori. È amaro constatare come l'azienda intenda disfarsi di un immobile che ha segnato la storia della Rai trattandolo come un semplice cespite immobiliare piuttosto che come un presidio culturale"
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